Intervista con Danilo Arena, tra i protagonisti della terza stagione della serie “Il Cacciatore”: “Sogno di vincere un David di Donatello”

Danilo Arena è tra i protagonisti de “Il Cacciatore 3” con la regia di Fabio Paladini e Davide Marengo, in onda su Rai 2 il mercoledì in prima serata, nel ruolo di Davide, un ragazzo ansioso di entrare nel mondo della criminalità organizzata e dimostrarsi capace di farne parte.

La serie racconta la lotta alla mafia tra action e poliziesco, senza perdere le sfumature tipiche di un periodo storico particolarmente tormentato per il Paese e per la Sicilia in particolare.

Originario di Catania, classe 1994, il giovane e talentuoso attore ha esordito in tv nella fiction “Che Dio ci aiuti 4”, per poi prendere parte al film “Prima che la Notte”, alla commedia “Cambio tutto” e alla serie “Romulus”.

Durante il lockdown ha rispolverato la passione per la scrittura di brani musicali e nel 2021 ha pubblicato i singoli “Cruciverba e caffè” e “Pomeriggio strano”.

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Danilo, ne “Il Cacciatore 3” interpreti Davide, cosa puoi raccontarci a riguardo? 

“Davide è un personaggio che rompe le righe e strappa un sorriso in una serie in cui si sta andando a raccontare un dramma. E’ una persona con il cuore al posto giusto, se dovessimo dargli un colore è bianco, una luce. E’ anche un discolo, ha da sempre un’indole irruenta. Pietro Aglieri (Gaetano Bruno) lo tratta come un figlio, possiamo dire che l’ha tolto dalla strada, gli ha dato fiducia e grazie alla sua protezione si fa largo nel sistema della criminalità organizzata che alla fine degli anni Novanta cambia, non spara più, ma agisce nell’ombra e in silenzio, con la corruzione e la politica”.

Come hai lavorato alla costruzione del personaggio?

“All’inizio è stata un’esperienza pazzesca, lunga e sudata perché ho fatto molti provini prima di prendere la parte e con i registi man mano siamo arrivati ad un punto di accordo su quello che poi doveva essere Davide all’interno de Il Cacciatore 3. Mi hanno dato molta disponibilità anche fuori dal set, perché la mia metodologia lavorativa esige sapere cosa è successo prima al personaggio, qual è il suo obiettivo. Tutta la troupe mi ha voluto bene e mi ha aiutato a creare Davide, dal trucco e parrucco agli attrezzisti e al fonico. Nel modo di camminare ho riprodotto un ricordo di mio padre che quando ero piccolo indossava questi jeans anni ’90 a vita alta, che venivano posizionati piegati in bagno, col portafoglio in tasca e venivano indossati l’indomani e anche nei giorni successivi perché la materia prima era diversa rispetto ad ora. E’ stato un grandissimo regalo poter prendere parte a questa serie. Era l’opportunità che aspettavo da tanto ed è un punto di partenza nel mio percorso”.

Ci racconti qualche aneddoto accaduto sul set de “Il Cacciatore 3”?

“Ci sono diversi aneddoti. I registi mi hanno permesso di non utilizzare la controfigura. C’è una scena nell’episodio due ad esempio in cui salgo sul tetto dell’auto e scavalco il balcone della ragazza che Davide ama, e poi un’altra molto importante nell’episodio 4. Fuori set, mentre leggevo il copione, ho chiamato Fabio Paladini dicendo che avrei voluto girare io quella scena e lui mi ha risposto che avevano pensato ad una controfigura per precauzione ma che l’avrei realizzata io. E’ stato bello sentire la sua fiducia nei miei confronti”.

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Hai esordito in tv nella serie “Che Dio ci aiuti 4”. Che esperienza è stata?

“Quando mi comunicarono che ero stato scelto per interpretare il ruolo di Tommaso ero in auto in autostrada e accelerai fortissimo. Ho provato una grande emozione. E’ stata una bella esperienza recitare con Elena Sofia Ricci e Lino Guanciale. Fui scelto tramite selftape e dissi alla produzione che avevo un appoggio a Roma, ma in realtà mi sono pagato aereo e hotel di tasca mia (sorride)”.

Hai preso parte anche al videoclip I tuoi particolari” di Ultimo, che ricordo conservi?

“Arrivai sul set del video di Ultimo e con un paio di inquadrature ho fatto colpo sul regista Emanuele Pisano ed è nata una grande amicizia tanto che ha deciso di scrivere per me il corto L’oro di famiglia, che mi ha fatto vincere venti premi per la migliore interpretazione, è stato candidato ai David di Donatello 2021 ed è disponibile anche su RaiPlay”.

A proposito di musica, hai pubblicato i singoli “Cruciverba e caffè” e “Pomeriggio strano”. Come sono nati?

“Per essere me stesso ho bisogno di avere un personaggio e fare il lavoro di attore, invece quando scrivo una canzone devo sentire l’esigenza di raccontare qualcosa. Durante la quarantena ho composto 23 brani in cui tratto il tema della distanza. Il 1° luglio è uscito Cruciverba e caffè, in cui mi rivolgo alla ragazza a cui voglio bene e il titolo parte dal fatto che lei prima di mettersi a studiare ogni mattina fa un cruciverba e prende un caffè. Racconto la diversità dello stile di vita mio e suo. Il 15 settembre invece ho pubblicato “Pomeriggio strano” che è il continuo del precedente brano e parla della ragazza che viene a Roma a trovarmi e passiamo questo pomeriggio insieme in cui c’è noia perché sappiamo che lei dovrà tornare a casa e io restare qui. Ora sto lavorando al terzo pezzo. La musica è uno sfogo personale, che mi fa stare bene e male come tutta l’arte, ma io sono innanzitutto un attore”.

Un sogno nel cassetto…

“Il mio sogno è vincere un David di Donatello”.

di Francesca Monti

Grazie a Daniela Piu e Nicoletta Strazzeri

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