Venerdì 5 novembre, alle ore 21.15 su Cielo, va in onda il film “L’usignolo e l’allodola”

Venerdì 5 novembre, alle ore 21.15 su Cielo, va in onda “L’usignolo e l’allodola”, un classico erotico degli Anni 70, datato 1974, del regista tedesco Sigi Rothemund.

Il film racconta l’iniziazione sessuale di un ragazzo (Jean-Claude Buillon), che, di ritorno dalla scuola per le vacanze estive, ha finalmente l’opportunità di rapportarsi con l’altro sesso. Durante le varie scene assisteremo a tutte le peripezie del protagonista nel tentativo di perdere la propria verginità: quando il ragazzo incontra Andrea (la bella Sylvia Kristel, reduce dal successo planetario di “Emmanuelle”), tenta subito di corteggiarla e la ragazza, sebbene sia anche lei vergine, è disponibile, ansiosa di darsi finalmente ad un uomo. Ma è qui che emerge il complesso del giovane, probabilmente dovuto al controllo oppressivo esercitato da una madre possessiva, dato che non riesce ad approfittare della situazione stuzzicante. Diversa sarà la situazione con la matrigna, la quale, donna di maturata esperienza, trova il modo di sbloccare il ragazzo, che finalmente riesce ad aprirsi alla vita.

Incantevoli le location del film, in particolare quando l’azione si sposta a Verona, dove i siti storici della città (l’arena e il balcone di Giulietta) diventano lo sfondo in cui si consumano i vari rapporti promiscui che si succedono durante la visione. “L’usignolo e l’allodola” rivela un lavoro preparatorio meditato, che incanala il film in quel percorso di liberazione sessuale (e del corpo della donna) che già dagli anni Sessanta aveva trovato un sostanzioso riscontro in una cinematografia che, sfidando la censura, aveva mostrato senza veli i rapporti uomo-donna, per agevolare il superamento di una certa ossessione voyeuristica, che invece ha imperversato nella nostra commedia erotica, e che relegava lo spettatore in un’interminabile fase adolescenziale.

Nel film di Rothemund, oltre alla voglia di intrattenere, c’è la coscienza di compiere un’operazione culturale di emancipazione dei costumi. Per questi motivi e per la sua rarità, “L’usignolo e l’allodola” è un film da recuperare senza esitazioni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...