Gp del Brasile: Hamilton Meravigliao con una gara pazzesca regola Verstappen

Il Boscaiolo Bottas sul gradino più basso del podio, quindi Perez e le Ferrari di Leclerc e Sainz.

Partenza e primi giri

Dopo una rocambolesca sprint qualifying, in cui Lewis recupera dall’ultimo al quinto posto, al via Boscaiolo Bottas scatta dalla pole davanti a Supermax Verstappen. Lewis scatta dalla decima piazzola. Supermax Verstappen fulmina Bottas alla prima curva, con un boscaiolo versione paracarro che si fa infilzare anche da Perez. Gran partenza di Leclerc che fa una marea di sorpassi, secco anche Sainz e risale fino alla quarta posizione, dopo una grande battaglia a ruotate tra lo spagnolo e il monegasco della Rossa. Hamilton martella in Hummertime da subito, in due giri si porta quinto sempre a danno di Carlos. Norris invece fora la gomma Lewis massacra anche Charles a metà rettilineo e risale quarto, ma a cinque secondi dal leader “Max”imo. La Mercedes 44 sale indemoniata, con Bottas che si scosta e l’eptacampione che può attaccare le due Redbull. Safety Car al giro numero 6, per il contatto Tsunoda Stroll con una miriade di detriti ovunque, con distacchi azzerati. Russell ne approfitta per fare il pit e montare gomma dura.

Fase Centrale

Alla ripartenza Lewis si avventa su Perez, ma il messicano resiste mentre Charles attacca furiosamente Bottas che resiste per mezzo giro, chiudendo in modo cattivo. Si forma un sestetto con le due Red Bull, quindi le Mercedes e dunque le Ferrari. Schumacher rompe l’ala. Hamilton carica a testa bassa Perez, cercando di sfruttare il motorone Mercedes ma la Red Bull di Sergio fa le spalle larghe. A causa dei detriti di Mick viene messa la virtual safety car, con la gara che riparte in curva 4. Lewis non attacca subito, ma fa un grandissimo sorpasso all’esterno di Perez, il quale non demorde e fa un controsorpasso micidiale approfittando della staccata un po’ lunga di Lewis. Al giro seguente però Hamilton replica in fondo al rettilineo con una velocità tale da non concedere replica al messicano. Sir Lewis si può quindi gettare all’inseguimento dal giro 20. Scambio di posizioni all’arma bianca tra Ricciardo e Perez, per l’ottavo e nono posto. Il Boscaiolo decide di attaccare Perez per il podio ma, come sempre, non sembra irresistibile. Tra Supermax e Hamilton il gap è stabile intorno ai 3,5 secondi. Stroll rientra e monta gomma dura, le Ferrari girano costantemente su tempi di circa mezzo secondo più lenti e rimangono in quinta e sesta posizione. La Mercedes sembrerebbe avere qualche problema di surriscaldamento alle gomme posteriori, con Lewis che non riesce a ricucire il gap su Max e decide di rientrare al ventisettesimo giro, montando gomma dura. Rientra a ruota pure Sainz, che mette gomma gialla e “prenota un’ulteriore sosta”. Verstappen rientra al giro 28, monta anch’egli gomme dure. Supermax rientra terzo davanti a Hamilton che però è nettamente più vicino. Charles va ai box e mette gomma gialla. Perez ai box al giro 29, con Bottas che diventa leader. Norris si avventa su Sainz per il nono posto, ma lo spagnolo della Ferrari resiste con tenacia. Lewis entra in Hummertime e riduce a 1”2 su Verstappen, al giro 30 virtual safety car, con Bottas che ne approfitta, rientra e dimezza i tempi di sosta, riuscendo a prendere la posizione su Perez. Lewis sembra più performante e si porta intorno al secondo su Supermax, che vuole tenerlo fuori dalla zona drs, cosa che tenta con un giro veloce. Charles intanto riesce a passare Alonso in rettilineo, recuperando il quinto posto. Il Boscaiolo però riesce a siglare il giro veloce, Gasly deve difendersi dal tasso del miele Ricciardo. Alonso intanto si ferma ai pit e precipita al quattordicesimo posto. La Mercedes con gomme dure è più performante della Red Bull, che riesce però a difendersi nel settore centrale e a mantenere un gap sufficiente per non avere la possibilità di aprire il DRS. Ocon passa Tsunoda ed entra in zona punti, mentre Vettel si scorna con Tsunoda e favorisce il recupero di Alonso. Lewis cerca l’assalto e si porta per brevi tratti sotto il secondo, ma perde troppo nel settore centrale. Verstappen si ferma prima di Lewis, al giro 41 e si trova Latifi che ostruisce la pit lane e ne rallenta l’uscita. Hamilton martella a tutto spiano per cercare di sopravanzare e prolunga il suo stint, entra invece Bottas e monta gomma bianca. Rientra subito dietro a Leclerc, quindi anche Perez rientra. Ripartirà quinto. Max fa un giro veloce e recupera quattro decimi, mentre al giro numero 44 rientra anche Hamilton. Al rientro l’eptacampione si trova a due secondi e sette decimi, con gomma dura invece che media come aveva chiesto. Perez passa in fondo al dritto la Ferrari di Leclerc, che non può resistergli. Lewis a questo punto dovrà passare Max in pista, a suon di giri veloci. Supermax cerca una strenua resistenza, con la Mercedes numero 44 a poco più di 6 decimi. Attacco all’esterno con Max che spinge Lewis quasi fuori pista, allungando la staccata. Una manovra ai limiti del regolamento. Non sarà però irrogata alcuna sanzione. Impiega un paio di giri per ricucire il gap, approfittando di una Mercedes nettamente più performante. Le Ferrari quinta e sesta devono ancora fermarsi. Ricciardo si ritira al giro 51, Leclerc si ferma e monta gomme dure, rientrando sesto dietro Sainz. Al giro 58 Hamilton arremba di nuovo e Verstappen lo tiene dietro con un doppio ondeggiamento, ma nel mezzo giro seguente riesce ad adattarsi in curva due e tre, sfruttando motore e Drs, Lewis confeziona un sorpasso degno di un campione del mondo. Max si becca anche un ammonimento per i cambi di direzione e perde molto terreno. Gasly si avventa su Ocon e lo passa in fondo al rettilineo.

Ultimi dieci giri

Pierre Gasly passa al giro 62 anche Fernando Alonso con una buona manovra nel rettilineo subito dopo curva 4, mentre Leclerc viaggia con un buon ritmo. Negli ultimi giri la Mercedes numero 44 mostra uno strapotere rilevante e apre un gap non indifferente con Max, che comunque conserva la leadership nel mondiale piloti, con tredici punti di vantaggio su Lewis. La Red Bull all’ultimo giro tenta il giro veloce con Perez per togliere il punto addizionale, e ci riesce. Nei costruttori invece la casa di Stoccarda è al comando con un margine ridottissimo su Honda.

di Nicolò Canziani

credit foto twitter Lewis Hamilton

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