RaiPlay ricorda Sara Di Pietrantonio, uccisa a 22 ani per mano di chi diceva di amarla. Lo speciale nella puntata di Ossi di Seppia martedì 23 novembre

Diceva di amarla. Ma meditava di ucciderla. “Le stava addosso sempre. Ovunque c’era Sara c’era lui. E questo dal primo giorno…E non si può parlare di amore,  amore malato, amore morboso, amore geloso. Perché la parola amore non può essere accostata alla parola assassino.”

Maurizia Quattrone, vice questore aggiunto della Polizia di Stato, fra le prime a giungere sul luogo del delitto e voce narrante della ottava puntata di Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, dal 23 novembre su RaiPlay, racconta l’omicidio di Sara Di Pietrantonio. Racconta di quella notte, fra il 28 e il 29 maggio del 2016, nel quartiere della Magliana a Roma, quando la ragazza di soli ventidue anni viene uccisa e poi bruciata dall’ex fidanzato. A rendere ancora più drammatici gli eventi è il fatto che a rinvenire il corpo carbonizzato della giovane è  la mamma. La mamma che, ascoltata in Questura dalla Polizia, ha fatto per prima il nome di Vincenzo Paduano, allora ventisettenne.

Per lui, nei mesi scorsi, la Suprema Corte di Cassazione ha emesso la condanna più severa, il carcere a vita, ritenendolo colpevole dei reati di omicidio pluriaggravato e stalking.

E’ un sabato sera come tanti altri. Sara sta tornando a casa, ma non sa che il suo ex fidanzato la sta pedinando. Il ragazzo, una guardia giurata, è morbosamente geloso e non accetta di essere stato lasciato. Ha programmato quella macabra fine portando con sé l’alcool per appiccare il rogo e ucciderla. Mentre Sara percorre via della Magliana viene quindi speronata da un’altra auto ed è costretta a fermarsi.

Dall’altra auto scende proprio Vincenzo Paduano che sale nella sua macchina. I due presumibilmente discutono. Lui le versa addosso il liquido infiammabile. Sara scende dall’auto, si sbraccia, cerca di sfuggire al suo destino. Ma nessuno si ferma. Vincenzo la raggiunge e si scaglia su di lei con una violenza inaudita. Sara  perde i sensi e lui la accatasta sotto alcune foglie, al bordo della strada, e le dà fuoco.

In questura, agli agenti, Paduano confessa l’omicidio solo dopo estenuanti ore di interrogatorio, di fronte a prove schiaccianti.

Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, la prima serie Tv non fiction dell’era post pandemia, prodotta da 42° Parallelo, è una esplorazione emozionale del passato che, in ventisei puntate e altrettanti eventi (che si avvalgono del repertorio tratto dalle Teche Rai e dagli archivi fotografici) ripercorre quei fatti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, che hanno segnato le nostre vite e che rimarranno appunto… quello che ricordiamo.

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