“Abbarbicarisi”, in catanese: mettere radici. «Ma non come farebbero le piante, rimanendo staticamente in un posto. Ma in senso emotivo, con un legame profondo che contraddistingue, non solo le nostre produzioni ma anche il nostro modo di lavorare.» Così Ludovica Lombardo, comproprietaria assieme alla madre Mariagrazia Turrisi di La Contea – cooptate in modo fondamentale dal marito di quest’ultima, Domenico Lombardo – ha voluto introdurre il titolo della serata di presentazione delle nuove etichette della linea Classe 39, con altri interessanti spunti a segnare l’incontro.


Teatro dell’evento, tenutosi lo scorso 18 settembre, LHUB di Giuseppe Foti, spazio consacrato alla formazione e ad esperienze immersive di vario genere, tutte all’insegna dell’eleganza.
In questa location, nel giorno del decimo anniversario della sua scomparsa è riecheggiata la figura di Giuseppe“Pippo” Turrisi, colui che avviò, assieme alla moglie Pina Capizzi e stimolato proprio dalla figlia Mariagrazia e dal genero Domenico, la produzione di vino con il primo imbottigliamento datato 2008. L’esordio fu un rosso che dette il principio alla linea “Classe 39”, che riguarda proprio l’anno di nascita di Pippo, ossia il 1939. Il grande legame tra i membri della famiglia è uno dei segreti del successo della cantina di Mascali (versante nord-orientale etneo), che detiene, a 400 metri s.l.m.,17 ettari di terreni dai suoli minerali, di cui 5 costituiti da vigne e i restanti 12 da uliveti, coltivazioni di ortaggi e frutteti. L’atmosfera coesa familiare è un must che attraversa l’azienda nelle sue componenti ed è un perno che consente la “continuità” generazionale”, altro tema che ha venato la serata.

Ludovica (tornata in Sicilia dopo aver ottenuto, a soli 20 anni, una laurea maturata oltremanica e avviata a conseguirne un’altra a Catania) possiede anche un’altra azienda del vino, ossia La Contrada. La giovane imprenditrice vinifica da 4,2 ettari vitati pre-fillossera, situati, su suoli vulcanici, ad una quota che supera i 650 metri s.l.m., in Contrada Santo Spirito, a Passopisciaro (versante nord etneo). Questa sua ulteriore attività si riannoda a filo doppio con La Contea, perché testimonia come il seme lanciato da Pippo, ossia una passione per la terra e per il vino veramente grande, continui a germogliare.

Il restyling della linea Classe 39, con il profilo del volto del fondatore stampato in etichetta, significa l’inizio di un percorso verso il futuro, rendendo presenti e attuali elementi fondamentali del passato. I tre vini di questa gamma, il rosso, il rosato e il bianco (tutti Nerello Mascalese 100%, ognuno con vinificazioni peculiari) recano la firma in vigna dell’agronomo Giuseppe Paolì e in cantina dell’enologo Mattia Giacomelli, che fanno parte di un gruppo affiatato che poggia su tanti elementi, tra cui la responsabile commerciale nazionale Alba Ferrigno.


La serata è stata anche l’occasione assaporare il DOC Etna Bianco Spumante, 69/70 Brut (100% Nerello Mascalese), che sosta sui lieviti almeno 36 mesi. Abbiamo assaggiato una magnum pregevole del 2017. Questo vino ha mostrato perlage persistente, colore giallo paglierino e un bouquet che spazia tra sentori di zagara, cedro, arancia candita, sensazioni fumé e di pasticceria, svelandosi in bocca croccante, vitale, pieno e lungo. Il nome della referenza deriva dalla data di concepimento e nascita di Domenico Lombardo, a cui è legato anche il DOC Etna Bianco Sicania Matador (Carricante 80% e Catarratto 20%). Quest’altra espressione della cantina, anch’essa con nuova etichetta, vede raffigurati sulla bottiglia alcuni riferimenti al passato lavorativo di Domenico in Puglia e in Spagna.

La Contea porta avanti anche un progetto sui distillati con la Grappa da Nerello dedicata a Giuseppe Turrisi, che ha chiuso la raffinata cena, che ha introdotto il nuovo concept di ristorante dell’azienda ossia Nero Vite, con a capo il resident chef Mirko Pappalardo.
Un percorso di fini creazioni culinarie, anticipato da un aperitivo gourmet, ha fatto comprendere il potenziale dell’attività ristorativa, altro punto di forza di un’azienda che punta sulla forza della coesione familiare e sul rispetto del territorio, dei piaceri e dei gusti.
di Gianmaria Tesei
