FIFA sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità nei 16 giorni di campagna di sensibilizzazione contro la violenza domestica

Nel corso di 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere, FIFA e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si sono alleate per sensibilizzare le persone contro i soprusi domestici e per sostenere i soggetti a rischio. La campagna avrà inizio nel corso dell’odierna Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e si concluderà venerdì 10 dicembre, Giornata dei diritti umani.

“La violenza non è mai una risposta ai problemi, in special modo fra le mura di casa laddove ciascuno di noi dovrebbe sentirsi al sicuro, primi fra tutti donne e bambini”, ha dichiarato il Presidente FIFA Gianni Infantino. “Fra i suoi doveri statutari, FIFA ha il compito di rispettare i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e, come organizzazione, si impegna a promuoverne la tutela. La campagna #Safehome è ora giunta al suo secondo anno e FIFA continuerà a far sentire la voce del mondo del calcio per amplificare il messaggio fino a che questi riprovevoli atti non faranno più parte della nostra società”.

“La pandemia di COVID-19 ha esasperato numerose problematiche e iniquità, fra le quali la violenza contro le donne” ha affermato il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS. “È necessario unirsi per mettere fine a tutte le forme di violenza e discriminazione. L’OMS è felice di affiancare FIFA e le stelle del calcio di tutto il mondo per aiutare a prevenire la violenza sulle donne e i bambini, sostenendo le vittime e rendendo le nostre società più sicure per tutti”.

La violenza contro le donne rimane terribilmente pervasiva ed è allarmante come colpisca in giovane età, secondo i dati in possesso all’OMS. Nel corso della propria vita, una donna su tre di 15 o più anni – in tutto circa 736 milioni di soggetti – è vittima di violenza fisica e/o sessuale da parte del proprio partner o di violenza sessuale da una persona diversa dal proprio partner – un numero che è rimasto pressoché invariato nel corso dell’ultimo decennio.

Questo tipo di violenza inizia presto: una giovane ragazza su quattro (15-24 anni) che ha vissuto una relazione di coppia sperimenterà episodi di violenza da parte del proprio partner entro i 25 anni. I dati suggeriscono che l’esposizione delle donne a potenziali episodi di violenza si è incrementata durante la pandemia di Covid-19 a causa dei lockdown e dell’interruzione di indispensabili servizi di supporto.

La violenza – in tutte le sue forme – può avere un impatto sulla salute di una persona e sul suo benessere nel corso della vita. È associata con un incremento del rischio di infortuni, depressione, disturbi d’ansia, gravidanze indesiderate, infezioni trasmesse sessualmente fra le quali l’HIV e molti altri problemi di salute; comporta costi enormi per le famiglie, le comunità e le società nel loro complesso.

La campagna video #Safehome si articola in cinque parti e sostiene il messaggio dell’OMS per mettere fine alla violenza contro donne e bambini; sarà proposta in sette lingue nel corso dei prossimi 16 giorni. Si propone di sensibilizzare sui rischi ed evidenzia le azioni da porre in atto per prevenirli e mitigarli, grazie a un servizio di consulenza e sostegno alle vittime. Un contenuto, in particolare, affronta il rischio di commettere atti illeciti e chiede ulteriori sforzi governativi per supportare coloro che si trovano in una situazione di vulnerabilità.

#Safehome veicola i messaggi di 23 calciatori del passato e del presente, molti dei quali hanno già partecipato a campagne contro la violenza su donne e bambini.

Emmanuel Amuneke (NGA) Álvaro Arbeloa (ESP) Rosana Augusto (POR)
Vítor Baía (POR) Diego Benaglio (SUI) Sarah Essam (EGY)
Khalilou Fadiga (SEN) Matthias Ginter (GER) David James (ENG)
Annike Krahn (GER) Rabah Madjer (ALG) Marco Materazzi (ITA)
Milagros Menéndez (ARG) Lúcia Moçambique (MOZ) Geremi Njitap (CMR)
Asisat Oshoala (NGA) Noemi Pascotto (ITA) Graham Potter (ENG)
Mikaël Silvestre (FRA) Kelly Smith (ENG) Óliver Torres (ESP)
Clémentine Touré (CIV) Abel Xavier (POR)

Questi calciatori pubblicheranno il loro contributo per #SafeHome sui loro canali, mentre la campagna comparirà sulle diverse piattaforme digitali di FIFA e OMS. Alle 211 Federazioni che fanno capo alla FIFA sono stati inoltre forniti toolkit grafici che facilitino la divulgazione dei messaggi nei rispettivi territori d’appartenenza.

“Ancora una volta chiediamo alle singole Federazioni di segnalare proattivamente le linee telefoniche e i servizi di supporto presenti a livello nazionale e locale per aiutare le persone che si sentano minacciate da possibili violenze”, ha aggiunto il Presidente FIFA. “A tal proposito, chiediamo ai nostri associati di rivedere le misure di salvaguardia adottate utilizzando il toolkit FIFA Guardians, in modo tale che il calcio sia divertente e sicuro per tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo nel nostro gioco, in speciale modo i più giovani. Questi sono i principi che FIFA rappresenta e che tutto il mondo del calcio deve rappresentare”

Nel 2019, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e FIFA hanno siglato un accordo quadriennale per promuovere, a livello globale, stili di vita sani attraverso il calcio.

Secondo l’OMS, la violenza è un problema di sanità pubblica e di diritti umani che riguarda tutto il mondo. Colpisce donne, uomini, ragazzi e ragazze in tutti i Paesi e non fa distinzioni di età, razza, religione, etnia, disabilità, cultura e ricchezza. Statisticamente, donne e bambini (sia maschi che femmine) sono maggiormente colpiti dalla violenza domestica che è spesso perpetrata da uomini conosciuti e di cui ci si fida.

Dati (Fonte: OMS)

  • Almeno una donna su tre in tutto il mondo ha sperimentato violenza fisica e/o sessuale dal proprio partner o violenza sessuale, senza considerare le molestie, da altri uomini
  • Globalmente, il 30% delle donne ha subito violenza fisica e/o sessuale dal proprio partner nella propria vita
  • Globalmente fino al 38% degli omicidi di donne sono commessi dal partner.
  • Ragazze adolescenti, giovani ragazzi, donne provenienti da minoranze etniche o di altro tipo, transessuali e donne con disabilità sono maggiormente a rischio di varie forme di violenza
  • La maggioranza (dal 55% al 95%) delle donne vittime di violenza da parte del partner non denunciano né cercano alcun tipo di aiuto dai servizi sociali.
  • Subire abusi da bambini o essere esposti a violenza in famiglia nel corso della propria crescita, incrementa il rischio di perpetrare violenza nei confronti del partner; in alcuni casi, la violenza è associata a un eccessivo uso di alcool
  • Globalmente, oltre un miliardo di bambini – più della metà dei ragazzi e delle ragazze fra i 2 e i 17 anni – sperimentano ogni anno qualche forma di violenza emotiva, fisica o sessuale
  • Abusi sessuali in giovane età colpiscono il 18% delle ragazze e l’8% dei ragazzi
  • L’omicidio è fra le prime cinque cause di morte fra gli adolescenti, con I ragazzi che rappresentano l’80% delle vittime e degli autori

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