Intervista con Vanessa Ferrari, argento nel corpo libero ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020: “La ginnastica mi ha strutturata in tutto ma penso che la dote più grande che mi ha trasmesso sia la disciplina”

L’emozione è talmente forte che è addirittura difficile rendermi conto fino in fondo che il traguardo che inseguivo da 13 anni è finalmente stato raggiunto“. Ai Giochi di Tokyo2020 Vanessa Ferrari ha scritto il film sportivo più bello nonché un’altra pagina del libro della ginnastica artistica diventando la prima ginnasta italiana a salire sul podio olimpico.

Dopo tante difficoltà e tre operazioni ai piedi, alla sua quarta partecipazione a cinque cerchi, è andata a prendersi quella medaglia tanto sognata e inseguita con determinazione. All’Ariake Gymnastics Centre la Farfalla di Orzinuovi è stata autrice di una finale spettacolare nel corpo libero, volteggiando con eleganza, precisione e leggiadria, sulle note di “Con te partirò” di Andrea Bocelli, incantando con la sua performance tra Tsukahara avvitato in prima diagonale, enjambè, Gogean, giro vela e un doppio raccolto in chiusura ottenendo 14.200 punti, seconda soltanto alla statunitense Jade Carey, oro  con 14.366, e davanti alla giapponese Mai Murakami e alla ginnasta del comitato russo, Angelina Melnikova, terze a pari merito con 14.166.

Un argento meraviglioso che è andato a coronare una carriera straordinaria, come ci ha raccontato Vanessa Ferrari in questa intervista che ci ha gentilmente concesso.

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credit foto Simone Ferraro / GMT Sport

Vanessa, partiamo dal magnifico e storico argento vinto nel corpo libero ai Giochi di Tokyo2020. Ci racconti l’emozione che hai provato in quel momento?

“Credo che sia difficile poterlo spiegare, non ci sono parole adeguate. L’emozione è talmente forte che è addirittura difficile rendermi conto fino in fondo che il traguardo che inseguivo da 13 anni, dalla mia prima Olimpiade, è finalmente stato raggiunto”.

Cosa rappresenta per te questa medaglia tanto inseguita?

“So solo che nella mia carriera ho vinto medaglie in ogni competizione alla quale ho preso parte, questa però è speciale perché dopo tutto ciò che ho passato negli ultimi anni è qualcosa di incredibile!”.

Quella di Tokyo è stata la tua quarta Olimpiade. Rispetto alle precedenti come l’hai vissuta?

“Rispetto alle passate edizioni anche il percorso qualificante è stato differente. Mi sono qualificata a poche settimane dai Giochi e mi sono guadagnata il mio posto, poi con i problemi ai tendini che ho sempre avuto ho cercato di gestirmi per arrivare in una buona condizione e giocarmi le mie carte. L’esercizio che ho portato penso sia il più bello della mia carriera, perché ha un alto valore di difficoltà e una parte artistica che ha emozionato tutti”.

Come mai hai scelto “Con te partirò” di Andrea Bocelli per il tuo esercizio?

“Ho scelto “Con te partirò” perché cercavo una musica italiana ma che avesse uno spessore a livello mondiale. Così insieme al mio entourage ci siamo attivati per cercare la canzone giusta e visto che, causa covid, non ci sarebbe stato il pubblico, la mia famiglia, abbiamo scelto “Con te partirò” così che potesse rappresentare la mia voglia di portare con me tutti coloro che mi hanno sostenuta ed hanno sognato questo risultato”.

Al tuo ritorno a casa sei stata accolta da una grande festa con tanto di pullman con raffigurata la leonessa. Ti aspettavi questo entusiasmo?

“E’ stato bellissimo, non mi sarei mai aspettata di trovare un pullman al mio arrivo. Però per un’impresa simile direi che dentro di me sognavo un momento simile. Sono scoppiata a piangere dalla gioia”. 

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credit foto Simone Ferraro / GMT Sport

Com’è nata la tua passione per la ginnastica?

“Per caso, all’età di circa 6 anni vidi in tv una ginnasta alla trave e fu amore a prima vista. In quel momento dissi a mia madre che avrei voluto fare Ginnastica”.

Qual è l’insegnamento più importante che ti ha trasmesso questo sport?

“La ginnastica mi ha praticamente strutturata in tutto ma penso che la dote più grande sia la disciplina. Perché non sono mai mancata ad un allenamento, per me prima di ogni cosa c’è sempre stata la palestra. Ogni giorno ho dato anima e corpo alla palestra. E’ quello che mi ha permesso di arrivare sul tetto del mondo quando non avevo ancora compiuto 16 anni e quello che mi ha permesso di vincere una medaglia olimpica a quasi 31 anni. Inoltre faccio parte dell’Esercito Italiano dal 2009, anche per questo la disciplina è fondamentale nella mia vita”.

Anche alla luce di quanto accaduto a Simone Biles nel corso dei Giochi di Tokyo2020, quanto è difficile gestire la pressione e le aspettative esterne?

“Sicuramente non è semplice! Io stessa il giorno prima della finale ho avuto un crollo. In quella giornata l’Italia ha vinto i due fantastici ori nell’atletica, proprio alla vigilia della mia gara. Quindi l’aspettativa era alle stelle, mi sentivo obbligata a raggiungere un risultato, anche perché ero alla mia quarta Olimpiade. Però poi parlando con il mio compagno, il quale mi disse “non senti che c’è la magia nell’aria?”, sono riuscita a ritrovare l’entusiasmo e la concentrazione per salire su quel podio!”. 

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“Il prossimo obbiettivo è quello di sistemare i miei tendini, a Tokyo sono riuscita ad arrivare fino in fondo per un soffio. Il dolore era insopportabile e quindi la mia priorità è di trovare un rimedio a questi dolori. Per due settimane al rientro dal Giappone ho avuto male giorno e notte. Se riuscissi a curare questi dolori potrei pensare di affrontare una nuova sfida”.  

Un sogno nel cassetto…

“Ne ho tanti, però visto che sto cercando di curare i tendini, vorrei svegliarmi una mattina e non avere alcun dolore ai piedi per puntare ad un grande obbiettivo”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Simone Ferraro / GMT Sport

Grazie a Federica Sarcià

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