Intervista con Stefano Lentini, autore della colonna sonora della serie “Mare Fuori 2”: “Volevamo dare voce ai personaggi in un modo che non fosse soltanto didascalico ma che potesse esprimere anche la parte più inconscia di queste anime”

“Mi piacerebbe mettere insieme elementi provenienti da tanti generi musicali diversi, per esempio il metal dei Metallica con la musica sinfonica, oppure mescolare la vocalità di Alicia Keys con mondi eterei”. Stefano Lentini si riconferma autore della colonna sonora di “Mare Fuori 2”, nuova stagione dell’amatissima serie in onda su Rai 2, disponibile su tutte le piattaforme digitali.

Il compositore e polistrumentista di fama internazionale ha diretto, grazie al contributo de L’Orchestra del Cinema e dei prestigiosi Forum Studios di Roma, un’ambiziosa produzione musicale, ampliando i confini dell’inedita fusione tra pop e sacro. Lo straordinario successo ottenuto lo scorso anno dalla soundtrack della serie è dimostrato dai numeri ottenuti: oltre 4 milioni di views su Youtube e più di 2,5 milioni streaming su Spotify.

Nella seconda stagione si rinnova la preziosa collaborazione con Raiz, nella canzone “Amore che fa male” con la partecipazione dei due giovani attori e protagonisti, Cardiotrap (Domenico Cuomo) e Gemma (Serena Codato).

Stefano Lentini, classe 1974, vanta collaborazioni importanti come quella con Wong Kar-Wai, per il quale ha realizzato le musiche del film candidato a due Premi Oscar “The Grandmaster”, ha firmato le musiche di celebri film e Serie Tv come “La Porta Rossa”, “Braccialetti Rossi”, “Non è mai troppo tardi”, “Gli orologi del diavolo”. Compositore autodidatta e polistrumentista, ha studiato flauto traverso, liuto rinascimentale e musica antica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Si è laureato in Antropologia Culturale ed ha studiato Etnomusicologia a Londra. Il suo album “Fury”, uscito nel 2018, è stato prodotto in collaborazione con l’ingegnere del suono, tre volte Grammy Awards, Geoff Foster.

marefuori

Stefano, come ha costruito la colonna sonora di “Mare Fuori 2”, una serie che racconta storie forti, crude, ma anche di speranza?

“E’ nata da una visione molto definita che risale alla prima stagione, che era quella di inventare un linguaggio che potesse racchiudere l’anima pop, la verità, la crudezza della serie ma anche una dimensione universale della colpa, delle responsabilità e delle azioni di questi ragazzi. L’idea si è concretizzata nella ricerca sonora fatta con il coro di voci bianche che ha aggiunto questo elemento a cavallo tra la musica sacra e un aspetto quasi spirituale. Questo contrasto è stato il movente musicale attorno a cui ho costruito tutto il resto. Volevamo dare voce a tutti i personaggi in un modo che non fosse soltanto didascalico ma che potesse esprimere anche la parte più inconscia e intima di queste anime. Ho fatto impazzire tante persone per fare questa ricerca che ha coinvolto coro, orchestra, strumentisti, microfonisti, tecnici. Ci sono decine di elementi che confluiscono in questa colonna sonora rigogliosa”.

La colonna sonora di “Mare Fuori 2” vede la partecipazione anche di due giovani attori e protagonisti della serie, Cardiotrap (Domenico Cuomo) e Gemma (Serena Codato)…

“Mentre nella prima stagione abbiamo visto la centralità di Filippo come pianista e di Naditza, nella seconda c’è il personaggio di Cardiotrap che in qualche modo prende la voce musicale della serie. Ispirato dalle sue esperienze e dal suo vissuto dà voce alla sua interiorità, con l’aiuto di Sasà e la musica di Filippo, attraverso il rap e un linguaggio musicale più contemporaneo”.

Quanto è complicato scegliere la musica più adeguata da associare alle immagini?

“Non credo esista un valore di complessità, per alcuni versi è una scommessa, una ricerca, un rischio, per altri a volte è un percorso naturale, perché ha a che fare con ciò che quella storia, quel personaggio, quei colori mi offrono. Realizzo la musica per restituire quello che ricevo. Dipende poi anche dalla relazione che hai con regista, produttori e attori. Ci sono tanti elementi che possono influire in questo percorso”.

Quanto è stato importante il confronto con il regista e gli sceneggiatori per la colonna sonora non solo di “Mare Fuori” ma anche di altre serie quali “La porta rossa”, “Braccialetti Rossi”, “Gli orologi del diavolo”? 

“E’ uno dei confronti più importanti insieme alla sceneggiatura. Il regista ti offre la sua visione della storia e ti indica una strada che può essere estetica o narrativa, ma anche un colore, una visione da cui partire per realizzare la colonna sonora”.

2021, "Mare fuori"
credit foto Assunta Servello

A proposito di restituire emozioni attraverso la musica e le immagini, cosa le ha lasciato “Mare Fuori 2”?

“Mare Fuori è stato un grande percorso perché mi ha coinvolto in prima persona anche sul set, con un lavoro di produzione musicale per le mani dei pianisti fin dalla prima stagione. E’ stato un elemento di differenziazione rispetto alle altre serie. Il mio ruolo di compositore solitamente mi vede attivo in fase di post produzione, invece qui avevamo tantissime scene in cui gli attori suonavano musica scritta per loro e dovevano essere seguiti perché solo Nicolas Maupas suona il pianoforte, mentre Valentina Romani non aveva esperienze precedenti, quindi andava guidata con le controfigure, con i manisti che mettono le mani al posto degli interpreti. E’ stato un lavoro certosino e raffinato in merito a scrittura, esecuzione, controllo, postura. E’ stata una bella esperienza”.

Tra le collaborazioni che ha avuto c’è anche quella con Wong Kar-Wai, per il film candidato a due Premi Oscar “The Grandmaster”. Che ricordo conserva?

“Ho firmato lo Stabat Mater, un brano specifico che fa parte del film in una scena particolare, ma è stata una grandissima esperienza sia musicale che personale perché mi ha trasportato in una dimensione pazzesca, con un approccio visionario al cinema, richieste musicali incentrate sulla libertà espressiva. Wong Kar-Wai cercava l’autenticità e ciascuno di noi ha potuto esprimersi al meglio”.

Com’è nata la sua passione per la musica e per le colonna sonore?

“Mi sono approcciato alla musica attraverso la chitarra, ho iniziato a suonare e poi a comporre musica, registrando con il registratore a cassetta e poi ho continuato questo percorso. Il cinema è arrivato in seconda battuta, per caso. Due amici stavano facendo un corto e mi hanno chiesto di musicarlo. Poi una serie di incontri e fortune mi hanno portato qui”.

A quali progetti sta lavorando?

“Sto lavorando ad una serie coprodotta da Rai Fiction, France Télévisions, ZDF Rodeo Drive, Cinétévé, che si intitola “Sopravvissuti” e che uscirà nel 2022. Sarà un grande progetto sia dal punto di vista attoriale che narrativo e musicale”.

C’è un artista in particolare con cui le piacerebbe collaborare?

“Mi piacerebbe mettere insieme elementi provenienti da tanti generi musicali diversi, per esempio il metal dei Metallica con la musica sinfonica, oppure mescolare la vocalità di Alicia Keys con mondi eterei. Questa band e questa artista che ho citato potrebbero essere due grandi aspirazioni”.

di Francesca Monti

Portrait: Ph. Pierpaolo Giordano © 2018

Grazie a Greta De Marsanich

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