Il 7 dicembre arriva al cinema il film “Mollo tutto e apro un chiringuito” con Germano Lanzoni. Le dichiarazioni del cast

Arriva al cinema il 7 dicembre il film “Mollo tutto e apro un Chiringuito”, distribuito da Medusa Film, con la regia di Pietro Belfiore, Davide Bonacina, Andrea Fadenti, Andrea Mazzarella, Davide Rossi, che vede protagonisti Germano Lanzoni, Valerio Airò, Laura Locatelli, Leonardo Uslengo, Paolo Calabresi, Alessandro Betti, Michele e Stefano Manca (Pino e gli anticorpi), Benito Urgu, Simonetta Columbu, e con la partecipazione straordinaria di Claudio Bisio, Favij e Jake La Furia.

La pellicola, che sarà distribuita in 350 copie, è una coproduzione QMI, Ramaya Productions e  Medusa Film.

Il Signor Imbruttito (Germano Lanzoni), dirigente di spicco di una grande multinazionale, vive la routine nella sua frenetica Milano seguendo fedelmente il mantra della doppia F, F*** e Fatturato. A rompere questo equilibrio ci pensa Brusini (Paolo Calabresi), eccentrico imprenditore a capo di un impero economico, che per una ragione assurda fa saltare quello che per l’Imbruttito è l’affare della vita. L’Imbruttito per la prima volta accusa il colpo, cade in depressione, non riesce più a trovare una ragione per svegliarsi al mattino.

La svolta arriva da Brera (Alessandro Betti) un amico di vecchia data, che propone all’Imbruttito l’acquisto di un Chiringuito in Sardegna, per fare business in infradito e poter finalmente dire: “mollo tutto e apro un chiringuito!”.

L’affare è fatto e, malgrado lo scetticismo del Nano (Leonardo Uslengo), il figlio dodicenne, e la furia della moglie Laura (Laura Locatelli), l’Imbruttito si lancia con entusiasmo in questa nuova avventura in compagnia del fidato Giargiana (Valerio Airò Rochelmeyer), suo “stagista di una vita”.

Con l’arrivo in Sardegna però il sogno si trasforma presto in un incubo: il chiringuito c’è e l’ambiente intorno è paradisiaco, ma si trova in una zona a dir poco remota dell’isola e gli abitanti del paese, Garroneddu, sono una comunità di semplici pastori avversi a ogni novità. L’Imbruttito e i Sardi riusciranno a trovare un modo per convivere pur essendo così diversi?

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Il cast di “Mollo tutto e apro un chiringuito” – credit foto FM

“Vivere un film da protagonista è stata un’esperienza formativa, è qualcosa che auguro a tutti gli attori”, ha esordito in conferenza stampa Germano Lanzoni.

“Questo film è nato dopo diversi anni in cui vedevamo il Signor Imbruttito districarsi nella sua comfort zone dell’office e quindi ci faceva piacere mantenere il personaggio ma in un luogo diverso come la Sardegna, in un piccolo centro senza turismo, internet e con i paesani poco inclini alle novità. Ci è sembrato l’ambiente giusto per dare tridimensionalità all’Imbruttito e vedere dove il guizzo milanese può arrivare. Nella sua mentalità infatti la Sardegna è la Costa Smeralda e relazionarsi con gli abitanti di Garroneddu fa scattare in lui un meccanismo differente. Abbiamo girato a Tratalias, un paese bello e caratteristico che è stato abbandonato negli anni Novanta a causa dell’umidità, e a Cala Cipolla che ha un mare cristallino e una natura strabiliante. La scena in chiesa invece è stata realizzata a Uta, il paese del valzer. Per quanto riguarda Milano abbiamo scelto Piazza Duomo perché è l’emblema del giargianesimo così come il baretto in cui l’Imbruttito viene a conoscenza della possibilità di acquistare un chiringuito, che non è esattamente un luogo da lui frequentato”, ha raccontato il regista Andrea Fadenti.

Benito Urgu interpreta Bastiano: “La Sardegna per Milano e per l’Italia rappresenta i Caraibi, viene sfruttata turisticamente in estate e poi in inverno non viene nessuno. Quando ho incontrato Lanzoni è scattata subito una simpatia reciproca, abbiamo parlato molto, anche di cose profonde, e ci siamo trovati bene a lavorare insieme. Il momento più bello del film a mio parere è stato quando Germano doveva parlare con le pecore e non si spostavano. C’erano quattro pastori stagisti ma non riuscivano a farle muovere, nella follia generale un signore ottantenne si è messo a utilizzare il linguaggio delle pecore e così finalmente hanno iniziato a camminare”.

Valerio Airò Rochelmeyer dà il volto a Giargiana: “Lui è la via di mezzo, non è sardo né milanese, non è a suo agio nel mondo dell’office ma lo è nel contesto della Sardegna. Mai avrei immaginato di incarnare anche il lato romantico del film”.

Infatti Giargiana si innamora di Melissa, un’affascinante ragazza sarda interpretata da Simonetta Columbu: “Raccontare il personaggio di Melissa è stato bello perché ci fa capire quanto i valori della purezza e dell’innocenza siano importanti. Da sarda e da spettatrice credo che questo film non sia solo una commedia divertente ma che racconti la forza del popolo della Sardegna che combatte per proteggere il proprio territorio e l’intelligenza di un gruppo di persone che crede nelle tradizioni ma che cerca anche di farle conoscere agli altri”.

Pino e Gli Anticorpi rivestono i panni dei pastori Ettore e Gavin: “Siamo la parte più superficiale del film, la cui storia è imperniata sullo scontro e sull’incontro di culture diverse”.

Paolo Calabresi invece è lo strambo imprenditore Brusini: “Qualche amico mi ha chiesto perchè ho fatto questo film, credo che dobbiamo toglierci di dosso quello snobismo che a volte abbiamo noi gente del cinema. Quando la sceneggiatura è scritta bene, la storia è bella, l’importante è che i personaggi siano credibili”.

Laura Locatelli è la moglie del signor Imbruttito: “Questo film mi ha fatto sentire ancora più wife. Il dialogo e l’apertura alle critiche che ha il mio personaggio quando si trova in Sardegna è un aspetto in cui mi rispecchio. Anche per me era una sfida portare la moglie in una narrazione più articolata. Io stessa sono una giargiana, arrivo da un piccolo paese e Milano mi ha sempre fatto un effetto di fascinazione e sudditanza”.

Il Nano invece ha il volto del giovanissimo Leonardo Uslenghi: “E’ il mio primo film ed è stata una bellissima emozione girarlo. Speriamo ce ne siano altri in futuro”.

“Mollo tutto e apro un chiringuito” è un film divertente, con attori perfettamente centrati nei loro ruoli, che regala un’ora e mezza di leggerezza, di cui abbiamo tanto bisogno, ma allo stesso tempo offre anche altri piani di lettura. Infatti ironizza sui comportamenti dei milanesi che hanno sempre fretta, sono abitudinari e mettono il lavoro davanti a tutto, ma fa anche riflettere sull’importanza della tutela delle tradizioni, delle radici di un popolo, dei valori come la famiglia e l’amicizia, e su quanto l’incontro con persone provenienti da un paese diverso possa essere fonte di ricchezza e crescita. Un film che vi consigliamo di andare a vedere al cinema.

di Francesca Monti

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