SANREMO GIOVANI 2021 – Intervista con senza_cri, in gara con il brano “A me”: “Non bisogna dare importanza al giudizio degli altri ma ascoltare solo le critiche costruttive e portare avanti la propria personalità”

“Questo brano mi rappresenta ma vorrei che si rispecchiassero anche altre persone perché racconto le insicurezze di una ragazza di 20 anni che si guarda allo specchio e vede delle cose che non vanno, non solo a livello estetico, per poi capire che è importante volersi bene”. senza_cri è tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani con “A me” (UtoPublishing, produzione artistica Kaleido), una ballad intensa, in radio dal 3 dicembre, che ha permesso alla talentuosa cantautrice brindisina di vincere Area Sanremo.

Il 2021 è stato un anno importante per la giovane artista che a soli 21 anni è stata notata dal Premio Tenco che l’ha invitata ad esibirsi sul palco dell’Ariston durante l’ultima edizione della manifestazione, in cui ha presentato alcune canzoni dell’Ep d’esordio “Salto nel vuoto”, prodotto da Demetrio Sartorio e Carlo Giardina, di prossima pubblicazione.

“Tu sai” è il primo pezzo che è uscito dalla cameretta di un’adolescente, quella che le ha dato il coraggio di farsi ascoltare; “Luccica” è il racconto di come dai ricordi si possa imparare per poi ricostruire qualcosa che si era rotto; diventare capace di trasformare la rabbia in qualcosa di utile è il tema di “Camaleonte”; in “Edera” si tocca il tema della morte e di quanto sia difficile immaginarsi senza una persona cara; la title track “Salto nel vuoto” è la cronaca della fuga necessaria per ritrovare se stessi dopo la fine di un amore. “AMOR/25 Novembre” infine è un grido di dolore contro le storie di violenza che affollano quotidianamente le pagine di cronaca, che la giovane artista ha regalato online per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne per essere utilizzata gratuitamente come colonna sonora di iniziative, pubblicità e comunicazione in genere.

Le influenze musicali dell’artista spaziano da Lucio Dalla a Renato Zero, da Luigi Tenco a Michael Jackson, dai Beatles a Britney Spears fino ai mitici Bee Gees con cui è cresciuta, ma anche Justin Bieber e Billie Eilish.

cover A ME (1)

Cristiana, ci racconti le emozioni che stai vivendo in vista della finale di Sanremo Giovani 2021?

“Sono entusiasta, voglio godermi questo momento e portarlo con me come un bellissimo ricordo, a prescindere da come andrà. Poi è un grande onore calcare quel palco”.

Sei tra i vincitori di Area Sanremo. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

“C’era uno staff disponibilissimo, è stato bello incontrare tanti ragazzi con la mia stessa passione, poi è stata un’emozione infinita cantare davanti ad Amadeus e ricevere l’applauso. Entri in un mondo che per tanto tempo hai visto soltanto da fuori, invece viverlo è una sensazione fantastica”.

Tra le canzoni che hanno preso parte negli anni al Festival di Sanremo ce n’è una a cui sei più legata?

“E’ una canzone che è stata cantata a Sanremo nel 1989, quando ancora non ero nata, “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini”.

Cosa puoi raccontarci riguardo “A me”, il brano che porti in gara? 

“Questo brano mi rappresenta ma vorrei rappresentasse anche altre persone perché racconto le insicurezze di una ragazza di 20 anni che si guarda allo specchio e vede delle cose che non vanno, non solo a livello estetico. Inizia a scrutare i suoi difetti, le sue fragilità per poi capire che è importante volersi bene. Mi sono resa conto di essere stanca di sentirmi inferiore a qualcosa che in realtà non esiste. Ho questa vita, questo tempo e voglio dare il 100% di quello che ho dentro di me, sfruttarlo e valorizzarlo”.

Un messaggio prezioso per tanti giovani e non solo, in una società votata all’apparenza e all’estetica…

“Non ho mai dato importanza al giudizio degli altri e un consiglio che vorrei dispensare a tutti è di ascoltare solo le critiche costruttive delle persone che ci amano tanto e vogliono il meglio per noi. Affidarsi a un canone non è mai giusto, invece bisogna portare avanti se stessi e la propria personalità”.

“A me” è accompagnato da un video in cui canti in uno studio di registrazione…

“Il video è semplice, lineare e vuole andare dritto al punto. Ci sono io nella sala di registrazione e comincio a cantare. E’ quello che vorrei fare per tutta la vita. Negli ultimi tempi si tende a credere che tutto quello che è complesso o trasgressivo sia necessariamente bello, per me non è sempre così, anche la semplicità a modo suo è affascinante”.

Cosa puoi anticiparci riguardo il tuo Ep “Salto nel vuoto”?

“Si chiama così perché per me è un salto nel vuoto piacevole essendo il mio primo Ep, vorrei che chi lo ascolterà sentisse quel vuoto nello stomaco che provo io quando sento i brani che affrontano tematiche diverse, da “Amor/25 novembre” dedicato alla Giornata contro la violenza di genere, alla perdita di una persona cara e al modo in cui ho trovato sicurezza in quanto quando siamo piccoli viviamo in un mondo vellutato e non percepiamo tante cose, nonostante io voglia mantenere per sempre la bambina che c’è in me, come diceva Pascoli ne Il fanciullino. Poi ci sono altri temi come la rabbia, l’amore, le emozioni che tutti proviamo ma visti a modo mio”.

In “AMOR/25 Novembre” dai voce direttamente all’Amore, quello con la A maiuscola…

“Ho scritto quel pezzo dopo che ho sentito al Tg l’ennesima notizia di una ragazza uccisa dal fratello mentre era in moto con il fidanzato. Mi sono domandata perché parliamo di amore associandolo alla gelosia, agli omicidi, tutte cose che non c’entrano nulla con questo sentimento, ma che sono ricollegabili a una problematica psicologica che deve essere curata o alla cattiveria. Nessuno ha il diritto di fare male a qualcun altro. Se io fossi l’amore vorrei essere chiamata in causa per ciò che mi riguarda. Purtroppo la violenza esiste ed è sempre attuale. Nella mia concezione mentale vorrei che chi ha fatto del male si rendesse conto di aver sbagliato”.

Com’è nata la tua passione per la musica?

“La mia passione per la musica è direttamente proporzionale a quella che la musica ha per me. Sono nata con lei. Mio papà ascoltava i vinili dei Bee Gees e di altri artisti mentre ero nella pancia di mamma che ballava con la mia sorellina. Quando sono nata ho vissuto parecchio la musica perché papà ogni mattina accendeva la radio, mi metteva a letto con Pat Metheny, durante il giorno cantavo con mia sorella tanti brani e abbiamo iniziato anche a suonare degli strumenti, lei il pianoforte e io la chitarra. E mamma ballava e cantava con noi. Era molto bello. Poi a 15 anni ho iniziato a scrivere queste canzoni che prima erano delle poesie e a 17 anni ho fatto il mio primo concerto a scuola. Da lì sono arrivata a Milano e ho iniziato il mio percorso che mi ha portata fino a Sanremo”.

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C’è un artista in particolare che ammiri?

“Ce ne sono tanti, Elisa, Coez, Mahmood, Francesco De Gregori, amo follemente Renato Zero. Poi mi piacciono artisti che purtroppo non ci sono più come Lucio Dalla, Mia Martini e Luigi Tenco, ogni tanto riguardo i loro live e mi emoziono”.

Un sogno nel cassetto…

“E’ un po’ come quando all’esame di maturità ti chiedono cosa vuoi fare da grande. Il mio sogno nel cassetto non so quale sia, voglio solo essere felice e restare sulla Terra per sempre, anche quando non ci sarò più, attraverso la mia musica”.

di Francesca Monti

Grazie a Giovanni Germanelli

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