Intervista con LP: “Churches è il luogo che si trova dentro di noi in cui custodiamo quello che è sacro e caro”

“Churches” è il nuovo album di LP, che racchiude quindici tracce che si muovono in una direzione che è quella del rock fatto di fragilità e di forze, di melodie (come Churches, Yes, The One That You Love) e di irruenze rock’n’roll, e che ruotano intorno all’amore, al cuore, alle relazioni, alla dichiarazione, rafforzate nella poetica da questo momento di assenza, che ha aiutato l’artista a nutrire lo spirito delle sue composizioni.

Non c’è soltanto energia o irruenza, fra le pieghe di brani come Safe Here o nella malinconica Can’t Let You Leave, c’è lirismo, c’è il volo altissimo di When We Touch, ci sono le collaborazioni, c’è l’acustico che diventa elettrico e gli arrangiamenti che esplodono, come in Goodbye. E c’è la poesia di Poem che chiude il disco. “Churches” è il punto da cui ripartire, dal tempio, appunto, che siamo noi stessi e dalle relazioni che ci sostengono.

Nel 2022 LP tornerà in concerto in Italia con sei tappe del suo tour: l’11 marzo al Fabrique di Milano, il 17 luglio allo Stupinigi Sonic Park di Nichelino (Torino), il 18 luglio al MusArt Festival Piazza della SS. Annunziata a Firenze, il 19 luglio in Piazza Castello a Marostica (Vicenza), il 21 luglio all’Anfiteatro della Civitella a Chieti e il 22 luglio alla Cavea Auditorium Parco della Musica di Roma.

Churches cover album (1)

LP, “Churches” è il tuo nuovo album incentrato sulle relazioni e sull’amore nelle varie sfumature, con un sound che spazia tra pop, rock, soul, folk. Come hai lavorato a questo progetto e quanto la pandemia ha influenzato la sua scrittura?

“La particolarità di questo disco che è memorabile per me, se mi guardo indietro, è il fatto che contenga il tempo prima della pandemia e quello durante la pandemia. So esattamente dove è tracciata la linea. Una canzone come “Conversation”, per esempio, è stata scritta proprio prima che partissi per un tour. Non stavo rompendo la mia relazione o altro, ma sapevo che c’erano delle difficoltà. Pensavo: “Possiamo farcela!”. Potevo sentire quella spinta in essa. E poi all’improvviso la canzone successiva che ricordo di aver finito è stata “One Last Time” dopo aver passato alcuni mesi a guardare il telegiornale e a vedere la gente dire addio ai propri cari su Facetime. C’è molta emotività in essa. E’ il mio modus operandi nel lavoro. Ho sicuramente sentito un senso di emozione e di empatia, ansia, paura, quelle cose che tutti stavano provando. L’album è pieno di questi sentimenti. C’è anche un po’ di ‘fanculo’. Chi lo sa cosa succederà nel mondo, nella vita… “Everybody’s Falling in Love” è una canzone che ho cercato di scrivere per chiedermi “ricordi quei tempi in cui non avevamo bisogno di maschere e la vita era semplicemente facile?”. E’ stato un periodo molto stimolante”.

In “Rainbow” canti “vale la pena sopravvivere solo per vedere un arcobaleno”. Cosa puoi dirci di questa canzone?

“Dico “vale la pena sopravvivere?” perché mi sto interrogando all’interno di questa canzone. Ho avuto molte difficoltà nella mia relazione. Un sacco di litigi. Mi stavo chiedendo se ne valesse la pena perché amo questa persona e non voglio che sia infelice, e io non voglio essere infelice. Quindi superare la tempesta e vedere l’arcobaleno, ovviamente alludendo alla mia ex. Questa canzone parla anche di mio padre e del coming out. Non avevo paura di fare coming out, ma è stato un rapporto difficile con lui per tante ragioni”.

C’è un brano preferito nell’album?

“Penso che Churches potrebbe essere uno dei miei preferiti e questa è una delle molte ragioni per cui ho chiamato l’album così, in modo che potesse ottenere una certa attenzione. La dichiarazione e il messaggio mi piacciano. Ne sono felice e voglio che la gente lo ascolti”.

In “Everybody’s Falling in Love” c’è una frase che si riferisce a tre membri dei Beatles: “Qual è il tuo segno zodiacale? John, Paul, George o non riesci a decidere?”. Quanto è stata importante questa band per te?

“I Beatles sono una band sempre importante per me, e per molte persone. Dico spesso che i Beatles mi hanno insegnato ad amare e i Rolling Stones mi hanno insegnato a fare l’amore. Sono d’accordo con queste parole! Penso che la musica dei Beatles fosse impregnata di tanto amore. Sono cresciuta con essa e la amo e penso di eleggere definitivamente quei “ragazzi” come una delle influenze della mia vita. Il loro messaggio primario per la maggior parte del tempo è stato l’amore, quindi ha senso in questo disco”.

L’album si chiude con l’evocativo “Poem” che riprende i titoli delle altre tracce. Come è nata questa idea?

“Mi ha colpito come un treno merci all’improvviso. Quando abbiamo scritto ‘When We Touch’ sembrava una canzone introduttiva e poi ho pensato “oh cavolo” facciamo anche un outro! Non ho mai parlato in un disco prima d’ora e sarebbe così bello sentire qualcosa che metta il resto a tacere. Qualcosa che metta un fiocco sopra e l’idea mi è balenata in testa. Non ho nemmeno provato a scriverla per circa due mesi e poi improvvisamente ho avuto l’ispirazione. La sera in cui abbiamo finito, stavo dando gli ultimi ritocchi a Churches ed è saltata fuori. Mike Del Rio aveva uno sguardo che sembrava dire “che diavolo è appena successo!”. Poi l’abbiamo semplicemente scritta. È stato divertente. È stato bello finire con “Poem” un disco così ispirato. Mi è piaciuto molto!”.

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credit pagina Facebook LP

Che significato ha per te la parola “Churches”?

“Per me Churches è semplicemente una parola ricca di significato. È il luogo dentro di me e dentro ogni persona dove custodiamo quello che è sacro e caro. E’ un luogo dove la gente entra in comunione con Dio, ma è spesso legato alla religione organizzata, e a volte penso che sia un peccato. Secondo me ci sono molti modi per entrare in comunione con Dio. A volte vorrei che ci fossero chiese senza denominazione ovunque, in modo da poter entrare e stare soli con i propri pensieri. Immagino che si possa fare così in alcune chiese in questi giorni. Ci sono così tanti significati della parola “chiesa”. Sento che se chiedessi a chiunque per strada, avrebbe una definizione diversa di cosa sia una chiesa. E anche tante altre simili. Ha portato a galla molti pensieri relativi a ciò che pensavo fosse importante”.

Nel 2001 hai pubblicato il tuo primo album “Heart-Shaped Scar”. Quanto ti senti cambiato in questi vent’anni?

“Ai tempi di Heart-Shaped Scar ero un’artista che cercava di trovare se stessa. Amavo ascoltare tutti i tipi di musica e sapevo cantare, ma non mi rendevo conto di poter fare qualsiasi genere e non sapevo in che modo farlo.

E le cavolate americane e bluesier rock erano quelle che venivano fuori subito. Questo è accaduto prima della mia esplosione con tanti cantautori diversi e prima del mio viaggio artistico. A quel tempo scrivevo 15 canzoni all’anno e ne mettevo 13, forse tutte, in un disco. Dopo ho scritto 100 o più brani all’anno ed era uno scenario diverso. Quello era il mio modo di conoscere me stessa. È coraggioso scrivere una canzone e metterla in circolazione, ma non mi sono ancora data la licenza di scoprirmi”.

Nel 2022 tornerai in Italia con sei date del tuo nuovo tour. Cosa puoi dirci a riguardo?

“Sarà una bellissima reunion. Non vedo i miei fan italiani da molto tempo. Mi sento molto vicina a loro. Sarà emozionante per me cantare queste canzoni davanti a chiunque, ma specialmente davanti ai miei fan italiani”.

C’è un artista italiano con cui ti piacerebbe collaborare?

“In questo momento non lo so, ma vi farò sapere!”.

Cosa ti auguri per il nuovo anno?

“Mi auguro che ci si rimetta completamente in carreggiata, che il covid finisca nello specchietto retrovisore, che la gente si vaccini e che saremo in grado di divertirci di nuovo ma con un rinnovato senso di empatia, compassione e tolleranza per quello che abbiamo passato. Potrebbe essere un mondo completamente nuovo”.

INTERVIEW WITH LP

LP, “Churches” is your new album focused on relationships and love in its various shades, with a sound that ranges between pop, rock, soul, folk. How did you work on this project and how much did the pandemic influence your writing?

The unique thing about this record that is memorable for me, when I look back, is the fact that it has the time before the pandemic in it and the time during the pandemic. I know exactly where the line is drawn. A song like Conversation for instance was written right before I was leaving for tour. I wasn’t breaking up my relationship or anything but I knew there were difficulties. I was like “we can do this!” I could feel that buoyancy in it. And then all of a sudden the next song I remember finishing was One Last Time after spending a few months watching the news and seeing people say goodbye to their loved ones on Facetime. There’s a lot of emotion in it. It’s always emotional obviously, that’s my m.o. in my work. I definitely felt that I had a heightened sense of emotion and empathy, anxiety, fear, all those things that everyone was feeling. The album is packed with it. There’s also a bit of ‘fuck it’. Who knows what’s going to happen in the world, in life. Everybody’s Falling in Love was a song that I tried to write to make myself feel like “remember those times we didn’t need masks and life was just easy?”. It was a very inspiring time.

In “Rainbow” you sing “it’s worth surviving just to see a rainbow”. What can you tell us about this song?

I say “is it worth surviving?” Because i’m questioning myself in it. I had a lot of difficulties in my relationship. A lot of fighting. I was questioning if it was worth it. Because I love this person and I don’t want them to be unhappy, and I don’t want to be unhappy. So getting through the storm and seeing the rainbow, obviously alluding to my ex. This song is also about my father, and coming out. I wasn’t that scared to come out to my father but it was a difficult relationship just as far as relating to him in lots of ways. There’s some of that in there, but a lot of it was my relationship.

Is there a favorite track on the album?

I think Churches might be one of my favorites and that’s one of the many reasons why I named the album that, so it could get some attention. I think the statement and the message feels good to me. I’m happy with it and I want people to hear it.

In “Everybody’s Falling in Love” there is a phrase that refers to three members of The Beatles: “What’s your rising sign? John, Paul, George or can’t decide?”. How important was this band for you?

The Beatles are an ever important band to me, and to many people. I often say The Beatles taught me how to love, and the Rolling Stones taught me how to f*ck. I stand behind those words! I think the Beatles music was imbued with so much love. I grew up with it and love it and think I definitely name those guys as one of the influences of my life. Their primary message most of the time was love so that makes sense with this record which is my primary message here.

The album closes with the evocative “Poem” that echoes the titles of the other tracks. How did this idea come about?

It just hit me like a freight train one day. When we wrote ‘When We Touch’, it felt like an intro song and then I thought “oh shit” let’s make an outro too! That would be so nice to hear. I’ve never spoken on a record before and it would be so nice to kind of hear something that puts it all to bed. Something that puts a bow on it and tidies it up and the idea just popped into my head. I didn’t even try to write it for two or so months and then suddenly I was inspired. The night we finished, I was putting some finishing touches on Churches and it just popped out. Mike Del Rio was like “what the hell just happened!?” Then we just put it down. It was fun. It was nice to end such an inspired record that just went there in one second on a stroke of inspiration. I really enjoyed it!

What meaning does the word “Churches” have for you?

For me Churches is just rife with meaning. It’s the place in me and in everybody where we hold everything sacred and dear. It’s a place where people commune with God, but it’s often tied to organized religion, which sometimes I think is a shame. In my opinion there’s many ways to commune with God. Sometimes I wish there were churches of no denomination just everywhere, so you can walk in and be alone with your thoughts and don’t have to adhere. I guess you can do that with some churches these days. There’s so many angles with what the word “church” means. I feel like if you asked anybody on the street, they would have a different definition of what a church is. And many similar ones too. I think it brought up a lot of thoughts for me as far as what I thought was important.

In 2001 you released your first album “Heart-Shaped Scar”. How much do you feel changed in these twenty years?

I think Heart-Shaped Scar felt like an artist trying to find themselves. I knew I loved to listen to all kinds of music, and I knew I could sing, but I didn’t know I could make any kind of music I wanted. I also didn’t know how to make any kind of music I wanted. And the americana – bluesier rock bullshit was just what came out first. That was before my explosion with so many different songwriters and before my journey. At that time I was writing 15 songs a year and putting 13 of them, maybe all of them, on a record. After that i was writing 100 or more songs a year and it’s a different scenario. That was me getting to know myself. It’s bold to write a song and just put it out there but I didn’t give myself license to discover myself yet. The journey is everything and I’m glad I went there first.

In 2022 you will be back in Italy with six dates of your new tour. What can you tell us about it?

It’ll be a beautiful reunion. I haven’t seen my Italian fans in a long long time. I feel very close to them. It’s going to be emotional for me to sing these songs in front of anyone, but especially in front of my Italian fans.

Is there an Italian artist you would like to collaborate with?

I don’t know at this point but I’ll let you know!

What do you wish for the new year?

I wish that we get back on track completely. That covid is in the rear view mirror and that people get vaccinated and that we are able to enjoy each other again but with a renewed sense of empathy and compassion and tolerance for what we’ve been through. It could be a whole new world.

di Francesca Monti

Grazie ad Alessandra Ballarini

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