Recensione del film “La Befana vien di notte II – Le origini”

La Befana nell’immaginario collettivo, a bordo di una scopa volante, il giorno dell’Epifania porta ai bambini i dolci o il carbone a seconda di come si sono comportati, ma qual è la sua storia? Nel film “La Befana vien di notte II – Le origini”, con la regia di Paola Randi e il soggetto e la sceneggiatura firmati da Nicola Guaglianone e Menotti, nei cinema dal 30 dicembre, distribuito da 01 Distribution e prodotto da Lucky Red con Rai Cinema, in collaborazione con Sky Cinema, veniamo trasportati nel XVIII secolo, con la protagonista Paola (Zoe Massenti), una ragazzina di strada, truffaldina e sempre a caccia di guai, che si trova inavvertitamente a intralciare i piani del terribile Barone De Michelis (Fabio De Luigi), un omuncolo gobbo sempre scortato dal fidato e bistrattato Marmotta (Herbert Ballerina), con una sconfinata sete di potere e uno smisurato odio verso le streghe. L’intervento della dolce e potentissima Dolores (Monica Bellucci), una strega buona che dedica la sua vita ai bambini, salva Paola da un rogo già acceso. Tra un magico apprendistato, inseguimenti, incredibili trasformazioni e molti guai Paola scoprirà che il destino ha in serbo per lei qualcosa di davvero speciale.

“La Befana vien di notte II – Le origini” è un film gradevole, originale, in equilibrio tra la commedia e il fantasy, ricco di colori, magia, effetti speciali pazzeschi ma anche di grande umanità. Una storia che fa emozionare, sognare, sorridere e riflettere su diverse tematiche: dalla forza del gruppo all’amicizia, dal rapporto madre-figlia all’importanza della solidarietà verso gli altri, specialmente i più bisognosi.

Paola infatti è una ragazzina sveglia, simpatica, che parla in romanesco, che vive ai margini della società e ha imparato presto ad arrangiarsi da sola, e questo l’ha portata a pensare soltanto a se stessa per poter sopravvivere. Tra un “porca pupazza” e un “se semo visti, se non se rivedemo s’aribeccamo” inizia a scoprire l’importanza dell’aiutarsi a vicenda e del fare gruppo, ma anche di poter contare su una famiglia, quella composta da Dolores, con cui instaura un rapporto speciale, e dagli altri ragazzini salvati dalla strega buona.

I personaggi sono sfaccettati e ognuno di loro deve fare i conti con le proprie fragilità e con il proprio passato: il Barone De Michelis con l’odio verso le streghe che ritiene responsabili della morte dell’amata moglie Bettina, Dolores con l’immensa sofferenza legata alla perdita del figlio e Paola con la mancanza di punti di riferimento.

Da sottolineare anche l’azzeccato connubio tra le fantasiose penne di Guaglianone e Menotti e la regia delicata di Paola Randi.

Per quanto riguarda i protagonisti Zoe Massenti, al debutto cinematografico, è bravissima nel dare volto e anima a Paola, la futura Befana, la supereroina italiana che a bordo di una scopa volante cerca di regalare un sorriso ai bambini del mondo, conferendole grinta e ironia, Fabio De Luigi è molto credibile negli inediti panni del cattivo Barone De Michelis, Monica Bellucci sorprende positivamente in un ruolo diverso da quelli interpretati finora e regala a Dolores dolcezza, amore materno, eleganza e simpatia parlando un mix di lingue, dall’italiano al dialetto alle frasi in francese come “J’aime la solitude” e “J’ai des autres talents”.

Perfettamente centrati anche Guia Jelo, Alessandro Haber, Herbert Ballerina nei ruoli di Donna Isa, del Marchese e di Marmotta, e i giovanissimi attori e attrici che hanno interpretato i bambini protetti da Dolores.

Un film che consigliamo di andare a vedere al cinema con tutta la famiglia.

di Francesca Monti

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