Video intervista con Alessio Boni e Serra Yilmaz, in scena al Teatro Manzoni di Milano con “Don Chisciotte”

Due straordinari protagonisti per una storia sempre attuale, che ci ricorda quanto sia importante lottare per provare a realizzare i propri sogni. Dal 18 al 30 gennaio va in scena al Teatro Manzoni di Milano “Don Chisciotte” con Alessio Boni e Serra Yilmaz, liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra.

Don Chisciotte combatte per un ideale etico, eroico, che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano e che, involontariamente, l’ha reso immortale. È forse meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete sono stati spesso considerati “pazzi”, salvo poi venir riabilitati dalla storia stessa.

In questa video intervista realizzata al Teatro Manzoni di Milano abbiamo parlato con Alessio Boni e Serra Yilmaz dei loro personaggi e del capolavoro di Cervantes.

Alessio e Serra, nello spettacolo interpretate rispettivamente Don Chisciotte e Sancho Panza. Cosa hanno aggiunto questi personaggi al vostro percorso artistico e umano?

Serra Yilmaz: “Don Chisciotte e Sancho Panza aggiungono e confermano una cosa di cui da sempre sono fermamente convinta, cioè l’importanza di credere fino in fondo ai nostri sogni, a quelli della gioventù e ai nostri ideali”.

Alessio Boni: “Ci confermano che oggi è più facile perseguire un sentiero già battuto, preparato dai nonni o dai genitori. E’ una società che chiede di incanalarti dentro la piccola borghesia e ti viene detto come fare per avere sempre il tuo stipendio per pagare l’affitto della casa o l’assicurazione della macchina e stare tranquillo. C’è chi magari sogna invece di fare il poeta, o di diventare un artista, o anche di raccogliere le nocciole o realizzare delle scarpe di cuoio e viene detto loro di lasciar perdere… Così questi sogni meravigliosi vengono completamente eclissati. C’è gente che riesce a ottenere quello che vuole, anche economicamente, ed è felice, c’è chi invece è frustrato perchè avrebbe voluto fare qualcosa e non ha potuto, poi la vita passa ed è troppo tardi. Prima dello stop per la pandemia molta gente dopo lo spettacolo ci raccontava che avrebbe voluto fare un altro lavoro, anche professionisti affermati”.

Quanta “follia” serve oggi per portare avanti i propri sogni?

“Nel mondo di oggi chi ha un ideale viene considerato a volte anche un po’ fesso perché magari rinuncia al guadagno, al contrario io penso sia importantissimo invece inseguire i propri sogni perché non si vive solo di cose materiali”.

“Un’utopia è una cosa bella, pensiamo a Steve Jobs, all’inizio per le sue idee era considerato un “pazzo” ed ora per tutti è un genio. Se uno ha un afflato deve crederci, se ha trovato una dimensione meravigliosa deve perseguirla. E’ quello che dice Cervantes ed è sempre attuale, anche a distanza di tanti anni”.

83oMIxzk

credit foto Lucia De Luise

Cosa vi ha più colpito del capolavoro di Cervantes?

“Non è il primo incontro con Don Chisciotte ma mi colpisce per quanto riguarda il mio personaggio il fatto che Sancho sia pronto a lasciarsi conquistare dal sogno mantenendo sempre un legame con la realtà, perché ha fame, vuole mangiare, vuole dare i soldi alla moglie. La concretezza di Sancho mi è piaciuta più del solito”.

“Rileggendo attentamente il testo di Cervantes colpisce il viaggio di questi due personaggi completamente distanti l’uno dall’altro, anche fisicamente. Hidalgo è un aristocratico, Sancho Panza è un contadino terra terra che si avvicina a Don Chisciotte perché gli garantisce che avrà castelli, regni, isole, gli promette mari e monti. Poi invece fa la fame, prende botte insieme al suo padrone, vive di stenti, dormono sotto gli alberi, pian piano la follia di Don Chisciotte lo ipnotizza, così Sancho si donchisciottizza e viceversa. E’ questo l’equilibrio grazie al quale i due entreranno poi nel mito che tutti conoscono. Il dialogo che hanno tra loro li porta ad un cambiamento, cosa che di solito non accade nei romanzi dove i personaggi rimangono quelli che sono”.

di Francesca Monti

Grazie a Manola Sansalone

credit foto Lucia De Luise

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...