L’attesa terza stagione de “L’amica geniale”, tratta dal terzo libro della quadrilogia bestseller di Elena Ferrante (Edizioni E/O) arriva su Rai1, da domenica 6 febbraio, diretta da Daniele Luchetti in quattro puntate, con protagonisti Margherita Mazzucco, Gaia Girace, Anna Rita Vitolo, Luca Gallone, Antonio Buonanno, Matteo Cecchi, Giovanni Amura, Fabrizio Cottone, Eduardo Scarpetta, Giorgia Gargano, Francesco Serpico, Francesco Russo.
Elena e Lila sono diventate donne. La vita le ha costrette a crescere in fretta: Lila si è sposata a sedici anni, ha un figlio piccolo, ha lasciato il marito e l’agiatezza, lavora come operaia in condizioni durissime; Elena è andata via dal rione, ha studiato alla Normale di Pisa e ha pubblicato un romanzo di successo che le ha aperto le porte di un mondo benestante e colto. Ambedue hanno provato a forzare le barriere che le volevano chiuse in un destino di miseria, ignoranza e sottomissione. Elena Ferrante ne fa il simbolo di una nuova, durissima realtà femminile che affronta il grande mare aperto degli anni Settanta, uno scenario di speranze e incertezze, di tensioni e sfide fino ad allora impensabili. E ci racconta come, pur divise dalle scelte e dalle opportunità, Elena e Lila rimangano sempre unite da un legame fortissimo e ambivalente, a volte evidente nella dolorosa e inevitabile alternanza di esplosioni violente o di incontri che riservano loro prospettive inattese.
“E’ un grande orgoglio essere arrivati alla terza stagione. Il regista Daniele Luchetti ha portato il grande cinema italiano in una serie tv nella quale emergerà una dualità del femminile, ma anche una regia piena di colore. Le due protagoniste sono cresciute all’interno della serie, raggiungendo una maturità. Ho ritrovato il ricordo di mia madre, di quella generazione che è passata da famiglie violente all’affermazione personale. Questo è il più grande regalo che possiamo fare al pubblico“, ha dichiarato Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction.
“Se fai il regista puoi infilarti in una serie già strutturata in tanti modi, io ho fatto una scelta semplice, seguire i personaggi e cercare di metterli in condizione di vivere le scene emozionalmente ed emotivamente per la prima volta davanti ad una macchina da presa. Le sceneggiature scritte da Piccolo, Paolucci, Costanzo e Ferrante erano rischiose perchè si prendevano il rischio di libertà e reiterazione, io invece mi sono dato il compito di entrare dentro la famiglia che cresce e di trasformare questa giovane madre e le sue figlie in qualcosa che respira al di là del copione. Voglio far stare dentro la scena i personaggi come se stessero improvvisando. Ho inserito molte cose della mia famiglia, perché questa storia è un po’ l’autobiografia di tutti quelli che hanno vissuto in quegli anni e anche dei loro figli. Per la prima volta mi sono preoccupato di essere fedele al romanzo. Ho vissuto in una famiglia dove le donne non avevano potuto studiare, quindi in Lila rivedo la rabbia di mia mamma”, ha detto il regista Daniele Luchetti.
La parola è passata quindi agli sceneggiatori:
Laura Paolucci: “Sono anni a noi vicini, ho qualche ricordo di quell’epoca e reintrodurre alcune parole che fanno paura vuol dire reintrodurre dei concetti e penso che i ragazzi che vedranno la serie potranno porsi delle domande. E’ stata un’esperienza emozionante ma è stato anche pericoloso dribblare la retorica, speriamo di esserci riusciti“.
Francesco Piccolo: “L’esperienza che abbiamo avuto è stata anomala ma piuttosto protetta dai romanzi delle Ferrante e dal suo immaginario e questo costituisce la forza della serie. Abbiamo lavorato alla sceneggiatura insieme ai registi avendo un confronto aperto sugli episodi che scrivevamo”.

Gaia Girace torna a vestire i panni di Lila: “Devo ancora studiare, devo crescere, ma essere arrivata a questo punto in cui continuo a lavorare e molte persone mi stimano è una grande soddisfazione. Io sono molto timida e riservata e per me non è facile fare amicizia, trovare persone vere che vogliono starmi vicino per quella, per cui mi tengo strette le vere amicizie. E’ stato complicato interpretare Lila in questa stagione perché quando un attore deve entrare in un personaggio che sta male deve avere un’energia dentro. Il regista ci ha chiesto di divertirci e sono stata super felice di questo perchè arrivavo da un momento di breakdown totale e non sapevo se avrei voluto continuare a fare l’attrice, ma avendo questa spensieratezza mi sono divertita e per ora sono soddisfatta” .
Margherita Mazzucco interpreta invece Elena: “Non conoscevo gli anni ’70 per cui mi sono documentata. La parte più divertente per quanto mi riguarda è quella familiare, in cui ci siamo io, Matteo e le due bambine. Imparare a gestire una casa, un matrimonio e due bambine, è stato impegnativo, è stata una sfida interessante. Mi sono trovata benissimo sul set, sembrava quasi di non lavorare, si era creato un clima molto famigliare e Daniele Luchetti mi ha fatto entrare nell’ottica degli anni Settanta, cercando di capire come realizzare le scene perché ho 19 anni e non so come fare discorsi sociali e politici in pubblico, gestire la casa o tenere in braccio un bambino. All’inizio andavo in crisi avendo a che fare con i neonati, poi sono diventata quasi immune al pianto dei bambini e ho imparato a giocare con loro. Si è instaurato un rapporto vero. Sono abbastanza simile al mio personaggio, anche se lei è più determinata di me. Elena entra in contatto con il movimento femminista, scrive un libro femminista e quindi credo possa arrivare facilmente ai giovani della mia età”.
SINOSSI PRIMA PUNTATA:
Ep.1 – Sconcezze
Alla presentazione milanese del suo libro, Elena incontra inaspettatamente Nino che la difende da un giornalista particolarmente aggressivo. La futura suocera di Elena, Adele, resta molto colpita da Nino e lo invita a cenare con loro. Durante la cena, Elena realizza che l’infatuazione per Nino non l’ha mai abbandonata e matura seri dubbi sul fidanzato Pietro.
Ep.2 – La febbre
Pietro è a Napoli per conoscere i futuri suoceri. Elena è molto nervosa, ma il suo promesso sposo e la famiglia Greco vanno d’accordo. La madre si lamenta e cerca di farle cambiare idea sul rito civile. Lila manda a chiamare Elena. Ora lavora in una fabbrica di salumi. L’ambiente insalubre e gli estenuanti orari di lavoro l’hanno fatta ammalare. Chiede all’amica di prometterle di prendersi cura del figlio Gennaro qualora le succedesse qualcosa.
di Francesca Monti
