Sanremo 2022: facciamo il punto?

Sanremo tiene banco e non solo televisivamente. Non è un caso che siano i mondiali della canzone, che gli italiani ne siano così affezionati. Il festival ha il potere della distrazione, ma non quella delle 2 ore di un film, di uno show, ma della grande (e lunga) festa nazionale per cui per circa una settimana sembra che il calendario ti segni in rosso i giorni della sua durata. E pur lavorando e conducendo la tua normale quotidianità ti senti “distratto”, per l’appunto, da quell’atmosfera di leggerezza in cui il confine fra l’essere dentro e fuori, spettatore e attore è davvero sottile.

Dopo 2 anni di pandemia la kermesse più famosa d’Italia, arriva come il piu’ salvifico dei vaccini. E non serve neppure  il green pass per “distrarci”.

Affinchè questo accada ci stanno pensando le canzoni (anche quelle brutte), Zalone, gli abiti, le battute non programmate sul palco (clamorosa quella di ieri sera di Drusilla alla Zanicchi), il popolo della galleria dell’Ariston e le sue scale dalle quali vorrebbe scendere ognuno di  noi anche solo per dire a parenti e amici che siamo importanti anche noi.

Cosa salvare di questa immensa Arca di Noè ? Innanzitutto noi che abbiamo la tenacia di rimanere incollati alla tv fino all’una di notte; Checco Zalone (geniale come sempre) dal quale ci facciamo simpaticamente fotografare nelle nostre debolezze, incongruenze; Roberto Saviano che ricorda, e lo fa in quel tempio della musica in cui le canzoni diventano patrimonio del ricordo nella cultura italiana , Mahmood e Blanco che con grazia e talento ci parlano sapientemente d’amore; Elisa, tornata finalmente alla “bella canzone”; Rettore e Ditonellapiaga, spudoratamente femmine libere; Fiorello, ma in qualità di portavoce del valore dell’amicizia senza tempo (sebbene cachet e applausi vanno sempre bene nella vita di un artista); Drusilla Foer, espressione del pensiero per il quale il potenziale umano e professionale non conoscono barriere di identità; Noemi, per la capacità di rendere bello un pezzo che non le fa giustizia e che forse bello non è; Arisa, la migliore voce del festival !

E Amadeus? Dopo 3 anni di conduzione, è ancora un “non classificato”!

E’ necessario un quarto festival?

Magari no! Drusilla e Checco fatevi avanti e …. saltate la fila!

di LineaSpezzata

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