Con la sua simpatia, la sua genuinità e le sue doti interpretative Domenico Centamore ha fatto breccia nel cuore degli spettatori dando volto, voce e cuore a Peppe Piccionello nella serie di grande successo “Màkari”, tratta dalle opere di Gaetano Savatteri, per la regia di Michele Soavi e prodotta da Palomar in collaborazione con Rai Fiction, in onda su Rai1 il lunedì sera.
Look stravagante, magliette con scritte divertenti, pantaloncini e infradito, legato alle tradizioni e al contempo moderno, Piccionello in questa seconda stagione continuerà ad aiutare Saverio Lamanna (Claudio Gioè) nella risoluzione delle indagini, col suo personale piglio da detective per caso, magari un po’ strampalato ma straordinariamente acuto e tenace, e gli fornirà preziosi consigli, con la sua consueta saggezza e generosità, per superare le difficoltà che si trova ad affrontare nel suo rapporto con Suleima (Ester Pantano).
In questa piacevole chiacchierata Domenico Centamore ci ha parlato delle analogie che ha trovato con il suo personaggio, dell’amicizia con Claudio Gioè, dei ricordi legati al suo esordio al cinema con “I cento passi” e dei prossimi progetti.

credit foto Valentina Glorioso
Domenico, nella serie “Màkari” interpreta Peppe Piccionello. Cosa la affascina maggiormente di questo personaggio e quali tratti ha in comune con lui?
“Quando ho letto la sceneggiatura è stato amore a prima vista nei confronti del mio personaggio perché ho trovato molte analogie con Peppe per la sua umanità, il suo modo di essere paterno nei confronti di Saverio, il suo essere genuino, senza filtri, proprio come me che sono un attore autodidatta, non sono preimpostato. Scherzosamente dico sempre che prima di pronunciare cinque-sei parole in italiano devo riflettere, allo stesso modo Piccionello, che non è istruito come Lamanna ma ha una meravigliosa saggezza tipica siciliana in cui mi rivedo. Sono un tradizionalista ma in maniera moderna. Con Peppe ci siamo quasi interscambiati, io ho preso molto da lui e viceversa. Questa è la forza del personaggio”.
Piccionello e Lamanna sono apparentemente molto diversi ma legati da una profonda amicizia…
“Lo scrittore Gaetano Savatteri ha il merito di aver creato due personaggi come Peppe e Saverio che sono entrambi siciliani ma completamente diversi. Nella nostra regione esistono effettivamente persone alla Lamanna e alla Piccionello. Nella serie gli sceneggiatori hanno raccontato una Sicilia più moderna, si parla infatti un siciliano meno letterario, con l’utilizzo anche dell’italiano. Piccionello nella seconda stagione cresce e acquisisce alcune caratteristiche legate alla modernità e alla cultura di Saverio, e si arricchiscono a vicenda. E poi c’è questa grande amicizia tra di loro che accomuna anche me e Claudio”.

Domenico Centamore e Claudio Gioè – credit foto Valentina Glorioso
Con Claudio Gioè ha condiviso tanti set, da “I Cento Passi” a “il Capo dei Capi”…
“Ci conosciamo da tempo e ci lega un’amicizia ventennale. Avevamo questo sogno di fare una commedia insieme, c’è un’alchimia particolare tra noi, una stima reciproca e il destino ha voluto che ci trovassimo a recitare in questa serie. Anche Claudio è simile a Saverio, ad esempio dopo ventisette anni ha lasciato Roma e ha scelto di tornare a vivere a Palermo. E’ stata una bella coincidenza”.
Piccionello è molto legato alle sue origini. Quanto sono importanti per lei?
“Per me rappresentano la vita. Nel momento in cui ho dovuto scegliere se trasferirmi a Roma o rimanere nella mia città, Scordia, ho deciso di restare in questo paesino di sedicimila abitanti, tranquillo, che è una sorta di rifugio per me. Lì c’è la mia famiglia, mia moglie, i miei due figli, ci sono i miei fratelli. Questo mestiere a volte ti porta fuori dalla realtà, mentre ritornare alle origini e alle tradizioni mi fa stare con i piedi per terra. Inoltre ricarico le batterie… E poi non bisogna mai dimenticare che le proprie origini sono fondamentali perché sono la base di quello che saremo in futuro come esseri umani”.
A differenza di altri personaggi Peppe è originale anche nel modo di vestirsi ed è una delle caratteristiche più apprezzate dal pubblico…
“Piccionello indossa giacca e cravatta solo se va a un funerale in quanto è una manifestazione seriosa, altrimenti il suo outfit dimostra una grande libertà. Nonostante Saverio lo critichi in quanto si veste in modo estroso, con le magliette create dalla nipote con scritte pazzesche, sta sempre in pantaloncini e infradito, fregandosene di tutto e di tutti. E’ una persona libera e quando un siciliano è libero è già una vittoria”.

credit foto Valentina Glorioso
Quale sceglierebbe tra le frasi scritte sulle magliette di Piccionello?
“Nella prima stagione “Beddu & Siculo” e “Fico d’India ma soprattutto fico”, nella seconda “New Old Sicily l’antico è moderno” che è meravigliosa. E poi ce ne sono altre che non posso spoilerare, soprattutto una sulle arance a cui sono legato visto che arrivo da Scordia”.
In “Màkari” viene raccontata una Sicilia diversa dal solito, con un’attenzione maggiore alle fragilità dell’essere umano, ma anche cercando di fuggire all’indignazione e alla rassegnazione perenne. Quanto le serie tv possono essere utili per far cadere pregiudizi e luoghi comuni che ancora esistono?
“La fiction da sola non può abbattere i pregiudizi verso la tua terra ma sicuramente può contribuire a mandare dei messaggi importanti. Noi siciliani dobbiamo essere invece i primi a cambiare. A volte mi chiedo: se quelli che vanno al Governo sono siciliani perché non riescono a fare il bene della nostra regione? Vuol dire forse che non la amano. “Màkari” è un veicolo pubblicitario perché mostra i posti incantevoli della Sicilia, ma dovrebbero essere anche le istituzioni a valorizzare il territorio e a migliorare certi aspetti. E poi dobbiamo mantenere le tradizioni che sono importanti, non solo nella mia terra ma in tutta Italia. Negli anni fortunatamente stiamo invece perdendo la cultura mafiosa. Io ho preso parte a “La mafia uccide solo d’estate”, un film meraviglioso in cui Pif ha trovato una chiave di lettura per sbeffeggiare i mafiosi e farli diventare non degli eroi ma ridicoli, ignoranti, cattivi e stupidi. Molti luoghi comuni sono finalmente caduti”.
Che ricordo conserva del suo film d’esordio, “I cento passi” di Marco Tullio Giordana?
“I Cento Passi è un film che ho tatuato nel cuore, sia per la sua importanza sia perché ha rappresentato il mio esordio al cinema. Arrivai su quel set da sconosciuto essendo un autodidatta e mi sembrava di essere come un bambino a Gardaland, mi sentivo nel mondo delle favole. Era il mio sogno da sempre. Quando la sera mi coricavo e chiudevo gli occhi mi ripetevo che un giorno sarei diventato attore. A 13 anni lo raccontai a mio papà che mi guardò e disse: “Non ti preoccupare, ora ti passa, tranquillo”, come se questo desiderio fosse una malattia… (ride). Raggiungere quel risultato è stato magico. Lì è nata l’amicizia con Claudio Gioè”.

Domenico Centamore sul set di “Incastrati”
Cosa ci racconta invece riguardo la recente esperienza nella serie di successo “Incastrati” diretta da Ficarra e Picone in cui interpreta Don Lorenzo, il braccio destro di Padre Santissimo?
“Da “I cento passi” in poi ho interpretato sempre ruoli drammatici, seriosi, da Giovanni Brusca ne “Il capo dei capi” a Balduccio Di Maggio ne “Il Divo” ad Alfio Manzella in “Squadra Antimafia”, finché Ficarra e Picone con un colpo di genio mi hanno scelto per “La Matassa”, il primo film che ho girato con loro, per il ruolo di Ignazio, un mafioso stupido che doveva fare ridere ed è stata la svolta per la mia carriera. Da quel momento ho dato il volto a Leoluca Bagarella nel film “La mafia uccide solo d’estate”, a Totò Riina nella serie “La mafia uccide solo d’estate”, a Tonino ne “In guerra per amore”, fino ad arrivare a Peppe Piccionello in “Màkari” e a “Incastrati”. Salvo e Valentino, due persone splendide da cui ho imparato molto e con cui è nata una bella amicizia, mi hanno chiamato proponendomi il personaggio di Don Lorenzo, conosciuto come “Primo Sale”, scritto e riscritto su di me, e ci siamo divertiti tanto. E’ un crime meraviglioso e il pubblico ci ha premiato”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnato?
“A marzo-aprile inizieremo a girare la seconda stagione di “Incastrati” e ne vedrete delle belle. Poi dobbiamo capire se ci sarà “Màkari 3″”.
di Francesca Monti
credit foto Valentina Glorioso
Grazie a Viviana Ronzitti
