E’ trascorsa la terza notte di guerra in Ucraina. In diverse città italiane le fiaccolate per la pace

E’ trascorsa la terza notte di guerra in Ucraina con l’esercito di Kiev che ha resistito agli attacchi russi e con il presidente Zelensky a capo della resistenza, che ha chiesto al popolo di non arrendersi e di difendere la capitale. Intanto è in corso l’evacuazione di un edificio residenziale colpito da un missile tra il 18° e il 21° piano a Kiev.

In Italia e in Europa molti monumenti sono stati illuminati di giallo e blu, i colori della bandiera ucraina e in diverse città italiane si sono tenute delle fiaccolate per la pace. A Bologna, in Piazza Maggiore, era presente anche Gianni Morandi che ha cantato “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…”.

L’esecutivo Uefa ha deciso di spostare la finale di Champions League da San Pietroburgo a Parigi, il Gp di Sochi di Formula 1 è stato annullato, mentre l’European Broadcasting Union (EBU), che produce l’Eurovision Song Contest, ha escluso la Russia dall’evento che si terrà a Torino dal 10 al 14 maggio 2022.

Circa 50mila cittadini ucraini sono riusciti a fuggire e a trovare rifugio in altre nazioni, come riferisce Filippo Grandi, alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ma sono tantissimi i civili che sono ancora a Kiev e nelle altre città, nascosti nei rifugi antiaerei, nei palazzi e nelle metropolitane, al buio perchè anche una piccola luce potrebbe segnalare ai russi la loro presenza e potrebbero quindi diventare facile bersaglio.

Tra di loro ci sono i bambini, coloro che ancora una volta pagheranno maggiormente le conseguenze di questa assurda guerra, iniziata a causa della follia umana e della sete di potere. E risuonano come pietre sul cuore le parole di una bambina che in un servizio televisivo, in lacrime e spaventata per le bombe, dice alla mamma che ha paura e che non vuole morire. Com’è possibile che la storia non ci abbia insegnato nulla? Com’è possibile essere così cattivi e irrispettosi della vita di altri esseri umani? Com’è possibile dopo una pandemia mondiale che non è ancora terminata pensare di invadere un Paese e arrecare morte, distruzione e dolore a tanta gente? In questa grande sofferenza c’è una notizia che rappresenta una piccola fiammella di speranza. A Kiev in un rifugio antiaereo una ragazza di 23 anni ha dato alla luce una bimba, simbolo della vita che è più forte di tutti gli orrori.

Papa Francesco in un tweet ha espresso la sua preoccupazione per la guerra in Ucraina: “Vorrei appellarmi a quanti hanno responsabilità politiche perché facciano un serio esame di coscienza davanti a Dio che è il Dio della pace e non della guerra, il Padre di tutti, non solo di qualcuno, che ci vuole fratelli e non nemici”.

#StopWar

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