Recensione di “Notre Dame De Paris”, visto al Teatro Arcimboldi di Milano

Sono passati venti anni dal debutto ma le emozioni e la bellezza di “Notre Dame de Paris” sono senza tempo.

Al Teatro Arcimboldi di Milano è in scena l’opera popolare moderna più famosa al mondo. Lola Ponce torna a vestire i panni di Esmeralda e insieme a lei ci sono Giò Di Tonno (Quasimodo), Vittorio Matteucci (Frollo), Leonardo Di Minno (Clopin), Matteo Setti (Gringoire), Graziano Galatone (Febo), Tania Tuccinardi (Fiordaliso e in alcune repliche Esmeralda). Special guest d’eccezione di alcune delle date Claudia D’Ottavi e Marco Guerzoni, nelle vesti di Fiordaliso e Clopin, di cui sono stati i primi interpreti nel 2002.

La storia è ambientata a Parigi nel 1482. Nella capitale francese arriva un gruppo di stranieri clandestini, contro i quali l’arcidiacono Frollo manda l’affascinante capitano delle guardie Febo, che però resta ammaliato dalla bellezza di Esmeralda, una giovane zingara di cui si innamora anche lo stesso Frollo, tanto da chiedere al suo campanaro e servo Quasimodo di rapirla. Il piano fallisce, Esmeralda sposa il poeta Gringoire per salvarlo dall’impiccagione e lo stesso Quasimodo  inizia ad amare la ragazza, che però è innamorata di Febo, già promesso sposo a Fiordaliso. Frollo prova a conquistare Esmeralda con la forza mentre Febo inganna la ragazza condannandola alla morte e Quasimodo, dopo avere ucciso l’arcidiacono, morirà accanto a lei.

“Notre Dame de Paris” affronta tematiche importanti, dall’amore impossibile, all’incontro con il “diverso” che fa paura e per questo viene emarginato, come accade a Quasimodo, dall’attrazione verso ciò che è esteticamente bello, all’importanza di superare le barriere mentali e guardare oltre i canoni estetici per cogliere la bellezza interiore delle persone.

La scenografia è essenziale, con un muro sullo sfondo a raffigurare la cattedrale con porte che si aprono, due strutture mobili a rappresentare le torri con le statue dei Gargoyles di Notre Dame de Paris, che in un momento particolarmente emozionante dello spettacolo assumono la colorazione gialla e blu, i colori della bandiera dell’Ucraina, vari oggetti come transenne e bancali utilizzati per le coreografie da ballerini, acrobati e performer semplicemente pazzeschi diretti dal coreografo Martino Müller. Gli interpreti sono eccezionali, conferendo pathos, profondità, poesia ai loro personaggi, le musiche e le canzoni del maestro Riccardo Cocciante, da “Bella” al “Il tempo delle Cattedrali” a “Balla mia Esmeralda”, suggellano la storia con la loro epicità e la loro eleganza.

A venti anni di distanza dalla sua prima messa in scena in Italia “Notre Dame de Paris” continua a meravigliare, a far sognare e a far emozionare il pubblico, attraverso un’opera affascinante e sempre attuale.

di Francesca Monti

credit foto Francesco Prandoni

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