Giovedì 31 marzo su Rai 1 prende il via “Don Matteo 13” con Terence Hill, Nino Frassica, Raoul Bova, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico, Flavio Insinna. Le dichiarazioni del cast

Giovedì 31 marzo su Rai 1 prende il via “Don Matteo 13”, la serie campione di ascolti prodotta da Luca e Matilde Bernabei per Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction, con protagonisti Terence Hill, Nino Frassica, Nathalie Guettà, Maria Chiara Giannetta, Maurizio Lastrico, Pamela Villoresi, Flavio Insinna che torna a vestire i panni del Capitano Anceschi e le new entry Raoul Bova nel ruolo di Don Massimo ed Emma Valenti in quello di Valentina Anceschi. Nel cast troviamo anche Francesco Scali, Mattia Teruzzi, Giorgia Agata, Aurora Menenti, Pietro Pulcini, Domenico Pinelli, Francesco Castiglione. La serie si compone di dieci serate con la regia di Francesco Vicario, Riccardo Donna e Luca Brignone.

“Don Matteo”, andato in onda la prima volta il 7 gennaio 2000 su Rai 1, negli anni è stata una delle fiction più seguite nella storia italiana e sempre più apprezzata in tutto il mondo, dalla Francia alla Finlandia, dall’America all’Australia.

Senza tradire il suo pubblico e la sua anima, Don Matteo 13 continuerà a volgere lo sguardo su tematiche di attualità che interessano la società e il nostro modo di vivere, mettendone in luce problematiche morali e contraddizioni, senza mai perdere la speranza e la serenità caratteristiche della serie.

Come ormai quasi ‘da format’, spesso questi temi riguardano da vicino i giovani: in questa nuova serie, infatti, don Matteo accoglie in canonica Federico, un diciassettenne con un difficile passato alle spalle: abbandonato da sua madre, tutto quello che vuole è prendersi cura di suo fratello Clementino, un neonato di pochi mesi. Grazie all’incontro con Don Matteo, ma anche a Greta, una sua compagna di classe che ha alle spalle un’infanzia complicata, questo ragazzone burbero e irascibile imparerà a gestire le sue emozioni e a sperare nei miracoli.

Ma questa tredicesima stagione è anche un’occasione di introdurre nuovi personaggi e al tempo stesso raccontare qualcosa in più sui nostri beniamini.

A partire da don Matteo, naturalmente. In questa nuova serie lo vedremo in difficoltà, alle prese con una ferita che lo costringe a riflettere sul suo essere padre spirituale di tutti e a fare i conti con quelle emozioni che aveva sempre domato: il dolore, la rabbia, il senso di impotenza. Ma è proprio nei momenti difficili che emergono nuovi aspetti del carattere: la fallibilità, il senso paterno, ma anche l’incrollabile speranza nel futuro.

E tra i nuovi personaggi farà il suo ingresso anche Don Massimo, un sacerdote al suo primo incarico in una parrocchia. È un prete più propenso a riflettere in solitudine che a stare dentro le quattro mura della canonica, che porta con sé un passato misterioso. Un prete moderno, che dovrà fare i conti non solo con le difficoltà degli altri, ma soprattutto con le sue.

La caserma di Spoleto, tra un’indagine e l’altra, è ormai la seconda casa del maresciallo Cecchini, così come di Anna e Marco. Li avevamo lasciati così: Marco aveva finalmente ricevuto il perdono di Anna, ma non il suo amore. E lei aveva deciso di mettersi in gioco con Sergio, perdonando i suoi errori e aspettando che scontasse la sua pena. E adesso?

Adesso Anna e Marco sono amici. Anna ha preparato tutto per l’arrivo di Sergio, pronta a iniziare una nuova vita con lui e Ines, che in questi mesi è rimasta a vivere con Don Matteo in canonica. Nardi, pur di tenere Anna nella sua vita, si è ‘accontentato’ di essere il suo migliore amico. Ma le cose non sono mai così semplici e mille complicazioni aspettano i due.

E una ha un nome ben preciso: Valentina, figlia del colonnello Anceschi, figlioccia di Cecchini, che si trasferisce a Spoleto per cercare di rimettere in piedi la sua vita. Valentina nasconde una ferita, un segreto che la logora, ma Cecchini la aiuterà ad andare avanti e scoprire chi è veramente. E anche Nardi si avvicinerà a lei, riscoprendo dei lati di sé che non ricordava di avere e che forse sono proprio quelli che hanno fatto innamorare Anna.

“Senza il pubblico da casa non ci sarebbe stato Don Matteo, per questo ci tengo a ringraziare tutti: la troupe, i colleghi che hanno lavorato con me in questi anni, in particolare il mio amico Nino Frassica. Ho ricevuto il vostro amore e lo ricambio. Due tre mesi dopo aver lasciato il set pensavo ancora a voi. Auguri, un grande abbraccio. Grazie a Luca Bernabei che mi ha lasciato lavorare in pace. Vogliatevi bene gli uni con gli altri”, ha detto in un videomessaggio da Los Angeles Terence Hill all’inizio della conferenza stampa.

“L’evoluzione delle storie sta nella scrittura, nell’esplorazione di altri mondi, Don Matteo è stata una grande palestra per attori e registi e per noi perchè 22 anni sono tantissimi. Rispettiamo il format originale dando la possibilità di un cambiamento radicale nel cast senza venire meno al desiderio dello spettatore di vedere la serialità”, ha dichiarato Maria Pia Ammirati, Direttrice di Rai Fiction.

“Le serie sono i campi da gioco dell’innovazione, se uno va a vedere le prime puntate di Don Matteo e queste ultime si accorge che il prodotto è cambiato pur mantenendo la sua identità. Abbiamo sperimentato ma continuato a lucidare i gioielli di famiglia per farli risplendere sempre”, ha aggiunto Francesco Nardella.

Quindi la parola è passata a Luca Bernabei di Lux Vide: “Don Matteo rappresenta 25 anni di storia del Paese, è la serie italiana più longeva e di grande successo. Dietro a Don Matteo c’è un filo che lega tutto ed è quello dell’amicizia. Flavio è tornato dopo tanti anni ed è stato un regalo pazzesco. Se Terence Hill avesse voglia di rientrare in futuro anche per un cameo lo riaccoglieremo a braccia aperte”.

Matilde Bernabei di Lux Vide ha aggiunto: “All’inizio non pensavamo che una serie in Italia sarebbe potuta durare 13 stagioni, ci siamo riusciti perchè abbiamo avuto un grande gruppo che ha lavorato molto bene. Don Matteo è stata venduta in italiano in Sudamerica, in Germania, Francia, Spagna, Olanda, Polonia, negli Stati Uniti, e ne siamo molto fieri”.

Raoul Bova approda nella serie nel ruolo di Don Massimo: “Ha un passato abbastanza importante, da giovane lottava per la giustizia, aveva degli ideali e ha trovato la sua strada nel sacerdozio grazie anche all’incontro con Don Matteo. E’ un personaggio che mi ha affascinato dal primo momento in cui ho letto il copione ed è stato bellissimo entrare in questo gruppo. Maria Chiara Giannetta è stata la prima a chiamarmi quando si è saputo del mio ingresso nella serie. Volevo che non fosse una sostituzione ma un proseguimento. Don Matteo rimarrà sempre Terence Hill, quindi volevo cercare di far evolvere una serie che per anni aveva già dato molti risultati e portare ancora più avanti gli ingredienti che funzionavano. Don Massimo ha un carattere forte, ha voglia di non chiudere gli occhi, vuole sporcarsi le mani, stare tra la gente, vedere le cose come sono, ma soprattutto cercare di convincere se stesso. E’ un prete giovane, in evoluzione, vuole capire cosa significa perdonare, dare una seconda opportunità, non giudicare le persone dalle apparenze, tutti questi concetti che sembrano scontati li va scoprendo con i vari casi. Combattere contro le ingiustizie vuol dire amare il prossimo. L’amore è alla base di questo personaggio”.

L’attore ha poi parlato del passaggio di testimone con Terence Hill: “Ci siamo incontrati, volevo guardarlo in faccia, mi ha detto scegli un nome per il tuo personaggio e come interpretarlo, e sii te stesso il più possibile. E’ stato un grande onore quando mi hanno proposto di dare il volto a Don Massimo, da lì ci sono stati confronti per capire come costruire il personaggio, che ha voglia di imparare, è fragile e forte nello stesso tempo. In quel momento della mia carriera vedevo necessario fare un ruolo così, avevo voglia di provare e recitare queste emozioni. Un parroco rappresenta una persona a cui affidarsi e con cui confessarsi”.

Flavio Insinna torna dopo diversi anni nel ruolo del Capitano Anceschi: “Nel 1999 nella prima serie Terence ci ha regalato un giubbotto con tutti i nomi del cast e della troupe. Prima di Don Matteo ho fatto tanto teatro, qualche telefilm e film, e sono riconoscente alla Rai che si è fidata di me. Mi sono rivisto in Emma Valenti che è uno straordinario talento e che interpreta mia figlia nella serie. Stare tra Terence e Nino, due bronzi di Riace, mi ha fatto crescere e negli anni sono nate tante amicizie. Anch’io quando ho dovuto prendere il posto di Fabrizio Frizzi a L’Eredità, cosa che mai avrei voluto, mi sono sentito in difficoltà ma proprio come Raoul Bova ho pensato che non si tratta di sostituire qualcuno ma di aggiungere un posto in più a tavola per emozionare, e raccontare altre storie. Due giorni prima di tornare sul set ero molto teso, poi ho ritrovato Nino in divisa e l’ho visto sorridere: ho capito che stava andando tutto bene”.

Nino Frassica veste i panni del Maresciallo Cecchini: “Ho un modo di recitare particolare, penso solo a me, e del cambiamento e dell’arrivo di Raoul me ne sono accorto un mese fa quando ho visto vicino a me un prete con i capelli scuri (scherza). Mi sono trovato bene con lui. Cecchini all’inizio vede Don Massimo come un nemico ma con la sua bontà e la sua simpatia entrerà a far parte della famiglia di Don Matteo. Per un attore fare un ruolo così è bellissimo, perchè riesci a mettere a fuoco tutte le sue sfumature, si può sempre migliorare, entrare nei particolari, in Don Matteo 1 era un maresciallo che avrebbe potuto essere interpretato da altri attori, infatti stava in caserma e spifferava tutto al prete, non aveva un privato. Poi hanno visto che funzionavano anche i personaggi secondari e mi hanno dato figli e famiglia. Con il passare delle stagioni ho cercato di far somigliare sempre di più a me il Maresciallo Cecchini, ma forse sono più intelligente di lui”.

Maurizio Lastrico è il Pm Marco Nardi: “Secondo me l’amicizia uomo-donna può esistere. Spesso viene detto siamo solo amici, che ha comunque un valore forte. Il nostro è un racconto di amicizia molto bello”.

Maria Chiara Giannetta è la Capitana Anna Olivieri: “‘Con Maurizio siamo diventati amici sul set e nella realtà. Anche con Emma Valente, nonostante il triangolo non spoilerabile, è nata una grande amicizia e abbiamo esplorato questa nuova fase della Capitana e del Pm. E’ come stare in una grande famiglia. Quando abbiamo fatto il pezzo per Sanremo, ad esempio, la troupe e il cast sono stati il nostro pubblico”.

di Francesca Monti

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