Si intitola “Atto di Fede” il nuovo ambizioso progetto bifronte, libro e doppio cd, di Renato Zero, in uscita per edizioni Tattica venerdì 8 aprile in tutte le librerie, nei negozi di dischi e nei book store digitali.
Diciannove brani inediti di musica sacra scritti e composti dall’artista e arrangiati e orchestrati dal Maestro Adriano Pennino (in coda anche Ave Maria in una versione del tutto nuova e sorprendente) per altrettanti testi, pensieri e riflessioni, degli Apostoli della Comunicazione Alessandro Baricco, Luca Bottura, Pietrangelo Buttafuoco, Sergio Castellitto, Aldo Cazzullo, Lella Costa, Domenico De Masi, Oscar Farinetti, Antonio Gnoli, Don Antonio Mazzi, Clemente J. Mimun, Giovanni Soldini, Marco Travaglio, Mario Tronti, Walter Veltroni, e voci narranti di Oscar Farinetti, Pino Insegno, Giuliana Lojodice, Marco Travaglio, Luca Ward, Renato Zero.
A sublimare il nuovo lavoro la straordinaria presenza della Budapest Art Orchestra diretta da Andras Deak, la rinnovata collaborazione con il Coro Internazionale istituito dall’Orchestra Filarmonica della Franciacorta e le imponenti interpretazioni di Giacomo Voli e di Lorenzo Licitra. L’artwork è curato dal cover artist Paolo De Francesco.
Un lavoro collettivo, di più anime e voci autorevoli, unite insieme sotto l’egida di un artista incredibilmente prolifico e immaginifico che scava forse come nessun altro nell’ontologia.
In un mondo in cui tutto è volgare e trasgressivo, effimero e leggero, in un presente di silenzi assordanti, malato di indifferenza e chiusura, Zero sceglie di parlare degli uomini agli uomini, passando una volta in più per la via meno comoda, scandagliando aspetti dell’esistenza che oggi tendiamo quasi a dare per scontati come il valore del nostro passaggio terrestre, la profonda dignità che ha il nostro tempo su questa Terra.
“Spesso si parla di spettacolo con leggerezza ma c’è anche una religiosità, io faccio il segno della croce ogni volta che salgo sul palco. Sono arrivato ad accarezzare Dio da vicino e lo ringrazio perchè mi ha permesso di conservare la fede intatta quando ci si assume la responsabilità verso gli altri”.

credit foto Roberto Rocco
Renato Zero ha raccontato com’è nato il progetto: “Questo lavoro è straordinario perchè abbiamo messo insieme la grande qualità, l’eccellenza di questi esponenti del pensiero ma anche delle azioni. Atto di fede è una sfida, ci eravamo dimenticati di Dio da tempo, abbiamo lasciato che l’indifferenza, l’apatia, la stanchezza intellettuale ci impedissero di raggiungerlo. E’ preferibile giocare tre numeri al totip per trovare quella serenità che invece sarebbe garantita buttando il pensiero verso le nuvole, ringraziando Dio anche per il dolore che ci dà perché attraverso di esso conosciamo noi stessi”.
Ma cos’è la fede per l’artista? “La fede in fondo è la chiave che ci permette di osare, di andare oltre le nostre capacità e la nostra potenzialità perchè alcune volte dobbiamo superare un ostacolo e siamo lì che cincischiamo, che non abbiamo il coraggio di fare questo salto, che invece va fatto tutti i giorni, dobbiamo prevaricare il dubbio, il sospetto, dubitare delle persone che ci sono vicine, dobbiamo avere il coraggio di sentirci difettosi, inadeguati. Nel nostro lavoro si cerca il risultato, dove il nostro impegno deve essere premiato vedendo qualcuno che sorride, che dice che hai fatto bene, quindi attraverso Atto di fede mi riproponevo di guadagnarmi quella soddisfazione personale di sentirmi in qualche misura capace di godere della vittoria, di avere ampliato la mia musica, l’orizzonte della mia scrittura anche se con Il cielo e Nei Giardini che nessuno sa sono andato vicino a quel sentire centrando le emozioni in passaggi vitali di malattia, tracollo, sgomento”.
Renato Zero ha spiegato come ha scelto quelli che lui chiama “Apostoli della Comunicazione”: “Dentro questo progetto sono andato ad individuare quelle anime, quelle sensibilità che potessero fare in modo che questa coralità fosse possibile, anche da posizioni così apparentemente distanti. Spesso si pensa che non sia fattibile un accostamento nello stesso luogo, nello stesso intento. Bisogna invece dire basta a questa settarietà, tutto collima, tutto può essere in qualche modo applicabile, grazie a quella famosa umiltà che è la chiave universale per non correre il rischio di disperdere certe preziose compagnie. Sono temi importanti quelli affrontati nei brani e non mi sentivo di gestire la filosofia dell’accostamento alla fede in prima persona ma avevo bisogno di condividerlo con altre realtà. Ciascuno di questi compagni di viaggio è diverso dall’altro sia come estrazione che come mentalità, ma sono accomunati dalla poesia”.
L’artista si è detto soddisfatto del risultato ottenuto: “E’ un disco che difendo, che mi inorgoglisce per essere riuscito a creare questi presupposti di parlare della fede mettendola nella condizione di far riaccendere il dialogo. Questa fede non è solo in Dio ma nel nostro operato e nella voglia di contagiare gli altri con la speranza, di risolvere i problemi, ritrovare la vicinanza, riaccostarsi alla volontà di un altro, al desiderio di non disattendere quello che è il bisogno di contatto, conoscere la forma più bella di stare al mondo, preparando i nostri anticorpi all’universalità del pensiero”.
Durante l’incontro con la stampa è intervenuto anche l’attore e regista Sergio Castellitto: “La musica di Renato Zero è piena di nostalgia, di qualcosa che c’è stato e non c’è più. All’inizio non ci avevo capito molto ma quando chiama Renato non riesco a dire di no. Giuliana Lojodice ha recitato il testo che ho scritto in maniera straordinaria. Credo che Renato sia arrivato a scrivere questa opera sacra perchè l’esperienza della pandemia lo avrà segnato in qualche modo. Quello che mi ha colpito quando ho ascoltato i brani, e mi sono anche commosso in alcuni momenti e ci vuole coraggio a piangere da soli, è che quel che c’era di profetico e di traumatico rispetto alla pandemia l’ho riavvertito nei confronti della guerra. Ha scritto qualcosa che ci governa, ci accarezza anche rispetto a questo dolore terribile che stiamo trasmettendo in termini televisivi”.

Renato Zero torna dal vivo a settembre, per la prima volta al Circo Massimo, simbolo di Roma per eccellenza, con Zerosettanta, quattro concerti-evento il 23, 24, 25 e 30 settembre, prodotti da Tattica.
Quattro nuovi scintillanti capitoli per riabbracciare il suo pubblico dopo il grande successo di Zero il Folle in Tour, recuperare ed estendere i festeggiamenti per il traguardo della sua cifra più tonda e celebrare con i fan i 55 anni di una carriera irripetibile: “Abbiamo digiunato per due anni e per me forse è stato meno doloroso che per altri colleghi perchè ho questa capacità di andare a domicilio, di non aspettare che le persone vengano da me, le vado a cercare alla Garbatella, a Piazza del Popolo, ho la facoltà di poter in qualche modo essere ovunque. Sono stato lontano dal palco ma vicino al marciapiede e questo mi ha garantito la stabilità emotiva. Il Circo Massimo premia la mia romanità, a volte mi sono sentito straniero a casa mia perchè c’è sempre questa grande invadenza politica. A Roma siamo pronti a rinunciare a essere la capitale d’Italia perché siamo la capitale del mondo. Bisognerebbe offrire ai romani la possibilità di prendere possesso della loro collocazione. Al Circo Massimo mi faccio gladiatore per conquistarmi ancora una volta l’applauso”.
Renato Zero ha parlato dei live e delle difficoltà presenti oggi nella nostra società: “Non sono solo la pandemia o la guerra, forse ci siamo talmente voltati dall’altra parte che abbiamo lasciato che una piccola parte di umanità decidesse per noi. Mi aspetto di trovarmi al Circo Massimo con la felicità di un abbraccio che promette un nuovo percorso. I miei fan devono aspettarsi di tutto, come da tradizione. E’ come l’albero di Natale che sembra sempre uguale ma non lo è e non è neanche lo stesso Natale. Anche logisticamente sarà un Circo Massimo diverso. Ben venga settembre che è il mese del mio compleanno e non vedo l’ora di festeggiare. Voglio portare sul palco anche gli amici e i personaggi che in qualche modo hanno condiviso i passaggi e la storia di un periodo di vita artistica. Modificherò la playlist tutte le sere per garantire a chi verrà a tutti gli spettacoli di non vedere sempre la stessa cosa. Mi avvalgo di un’orchestra nutrita perchè i nostri musicisti sono eccellenti. La musica da sola non si fa, diventa un soliloquio. Senza anima il talento sparisce. Noi siamo tutti attori, quello che manca oggi è la regia ma non solo nello spettacolo ma anche nella conduzione di un discorso, di un rapporto. Ci vorrebbe una regia per il lavoro, per la scuola, per il tempo libero, intesa come prendersi delle responsabilità. Non possiamo delegare gli altri nel decidere per noi sul nostro futuro, ci siamo addormentati troppo e questo è il disagio che c’è nel mondo, c’è sempre un focolaio, un desiderio bellicoso dovuto alla mancanza di partecipazione costante di noi stessi per trasferire l’impegno, per fare in modo di condividerlo”.
Quattro appuntamenti che saranno un viaggio lungo la storia artistica di Renato, durante il quale i fan potranno ascoltare i brani dell’intero repertorio del grande artista romano, dagli anni 70 ad oggi. I biglietti saranno disponibili in prevendita su renatozero.com, vivaticket.it e in tutti i punti vendita Vivaticket dalle ore 11.00 di lunedì 11 aprile.
di Francesca Monti
credit foto copertina Roberto Rocco
