Omaggio a COHEN, i colori dei sentimenti per la Compagnia BJM 

Affrontare la musica del compositore Leonard Cohen vuol dire partire per un viaggio, calarsi nell’immersione totale del vissuto corporeo dei colori dei sentimenti umani. In scena al teatro Ponchielli di Cremona, cibo per la mente, anima e corpo, come recita il programma della stagione, con la strepitosa Compagnia canadese BJM, Les Ballets Jazz de Montreal, e “DANCE ME”, omaggio coreografico reso al compositore in coincidenza al 50esimo anniversario della fondazione della Compagnia, risalente al 1972.

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Note

Scomparso a Los Angeles nel 2016, L.Cohen, di origine ebreo polacca e lituana da parte di madre, rimane orfano all’età di 9 anni del padre, segnando la parte malinconica delle sue opere e scritti poetici, iniziati presto negli anni dell’Università, dove si laurea in letteratura inglese.

Negli anni ’60, viene già definito dalla critica il miglior giovane poeta contemporaneo anglofono del Canada, e ben presto la sua poliedricità si fa spazio nel panorama musicale. Nel 1967, esce il suo primo disco da cantautore “Songs of Leonard Cohen”, in cui i brani si denotano intrisi di malinconia e misticismo, facendo riconoscere e risuonare in ogni dove la caratteristica vocale roca quasi gracchiante, che scava tra le parole e le note musicali.

Tra gli anni ’70 e ’80, una fiorente produzione ed i primi tour in Canada, Stati Uniti ed Europa. E’ del 1989 la sua canzone manifesto “Halleluja”, diventata virale nel mondo anche grazie alle cover cantate da Jeff Buckley e Bob Dylan. Alcune delle sue ballate poetiche sono dedicate alle donne della sua vita, in altre scritture il cantautore affronta i temi della giustizia sociale, della religione, della depressione, dell’aborto e del sostegno agli oppressi e l’impegno contro ogni guerra.

Cohen riflette la sua cultura ebraica in alcuni brani con temi giudaico-cristiani, evocandone anche le melodie, pur tuttavia avvicinandosi al buddismo, ordinato monaco nel 1996, prendendo il nome di Jikan-silenzioso, si rifugia gran parte degli anni ’90 nel monastero buddhista di Mount Baldy in California.

Molte le onorificenze tra cui Ufficiale dell’Ordine del Canada, Compagno dell’Ordine del Canada, Grand Ufficiale dell’Ordine del Quebec, Premio Principe delle Asturie per la letteratura in Spagna.

“VORREI DIRE TUTTO CIO’ CHE C’E’ DA DIRE IN UNA SOLA PAROLA…ODIO QUANTO PUO’ SUCCEDERE TRA L’INIZIO E LA FINE DI UNA FRASE” – Leonard Cohen.

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BJM, Les Ballet Jazz de Montreal, affrontano con grande professionalità e rispetto l’omaggio coreografico al loro concittadino, commissionando a tre valenti coreografi, la belga Annabelle Lopez Ochoa, al cretese Andonis Foniadakis, il londinese Ishan Rustem, lo spettacolo DANCE ME, atto unico di ottanta minuti, da assaporare tutto d’un fiato.

Con sincronicità cristallina nelle movenze e nei passi di un énsemble preciso di tredici ballerini in scena, guidati da Yossel Calderon, principal artist, vengono raccontate le cinque stagioni dei grandi cicli della vita, in cui i tableaux rivivono gli stati d’animo e parte della vita stessa del compositore Cohen.

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Assolutamente cucite e tessute come una trama preziosa dei triplici linguaggi coreografici, si amalgamano in un linguaggio comune ed espressivo capace di rendere all’unisono, la bravura dei danzatori e cantanti in scena, fondendone stili e tecniche di modern contemporaneo a base neoclassica e tecnica Horton, tutto al servizio del pensiero poetico dei brani musicali e delle parole del cantautore Cohen.

La direzione musicale di Martin Leon, il disegno luci di Alexis Dumais, da un’idea di Louis Robitaille e la drammaturgica e regia di Eric Jean, nonché le scene di Pierre Etienne Locas e Alexandre Brunet e ancora, l’ideazione luci e video Cedric Delorme-Bouchard, Simon Beetschen, Hub Studio, Gonzalo Soldi e i costumi di Philippe Dubuc Anne-Marie Veevaete, ingegnere del suono Guy Fortin, rendono la pacificazione dei sensi in un plongée, un tuffo nel profondo degli abissi delle emozioni, traducendole in immagini tridimensionali.

Un meritato plauso alla Compagnia ed alla direttrice artistica Alexandra Damiani, e a tutta l’equipe tecnica, per cui questo progetto ha ottenuto in esclusiva i diritti dei sedici brani di Cohen, utilizzati nello spettacolo.

Menzione agli interpreti così eterogenei nella propria unicità, e altrettanto omogenei nel sapersi fondere fluidamente, con plasticità corporea, leggerezza e velocità, in una osmosi perfetta da lasciare lo spettatore attonito, con standing ovation al seguito.

Artist: Gustavo Barros, John Canfield, Diana Cadeno, Astrid Dangeard, Hannah Kate, Galbraith, Shanna Irwin, Ausia Jones, Jordan Lang, Austin Lichty, Marcel Mejia, Andrew Mkhaiel, Sophia Shaw, Eden Solomon.

di Emanuela Cassola Soldati

 

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