Su RaiPlay dal 20 maggio lo speciale Teche “Mafia Dossier”, dedicato alle stragi di Capaci e via d’Amelio

Ricorrono quest’anno trent’anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio, in cui hanno perso la vita i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.  Le stragi di mafia che hanno tolto loro barbaramente la vita hanno segnato uno spartiacque nella percezione della criminalità organizzata in Sicilia e nella lotta alla malavita: i due uomini simbolo della battaglia senza sconti a Cosa Nostra vengono eliminati con due stragi talmente eclatanti e violente, che persino un popolo purtroppo avvezzo ai “morti ammazzati” dalla mafia si ribella, prende coscienza, elabora il disastro culturale, sociale e politico che questa piaga infligge da troppi anni in quel territorio meraviglioso e complesso. Tuttavia, come dicevamo, la strage di Capaci e quella di via D’Amelio, sono solo la punta dell’iceberg di una storia lunga, sanguinosa ed endemica che risale, nella sua fase embrionale, all’età borbonica.

Rai Teche, in occasione di questo anniversario dal valore simbolico così importante (30 anni rappresentano un lasso di tempo che attraversa più di una generazione), ha deciso di creare un’antologia di materiali che racconta il fenomeno mafioso attraverso gli speciali e i reportage realizzati per la tv dagli anni ’60 fino al 1992, anno delle stragi.

Mafia Dossier, disponibile su RaiPlay da venerdì 20 maggio, è una raccolta eccezionale che illustra come l’organizzazione criminale veniva interpretata e raccontata dai grandi giornalisti Rai: Gianni Bisiach, Joe Marrazzo, Enzo Biagi, Pippo Fava, Michele Santoro, Nino Rizzo Nervo e tanti altri. La domanda alla base di questa antologia è: come e quanto è cambiato il racconto televisivo della mafia negli anni? La risposta è, ovviamente, molto. A guidarci in questo viaggio, che intreccia un pezzo di storia del nostro Paese con le forme del linguaggio mediatico, ci sarà Riccardo Iacona, volto amato della tv e giornalista di primissimo piano, impegnato con il suo Presa diretta a realizzare reportage di altissimo livello. Anche lui per anni si è occupato di criminalità organizzata al fianco di colleghi come Santoro e Sandro Ruotolo, per esempio nello storico Samarcanda, programma presente nell’antologia con alcune delle pagine più intense dedicate al fenomeno mafioso.

Da Rapporto da Corleone di Bisiach del 1962, passando per la lunga intervista di Biagi al pentito Buscetta dell’82, fino alla puntata di Samarcanda andata in onda da Palermo nel settembre del 1991 a pochi giorni dalla morte dell’imprenditore Libero Grassi, l’antologia di Rai Teche offre uno spaccato di un Paese lacerato, ferito nel profondo. Un Paese che ha visto cadere servitori dello Stato e uomini coraggiosi che hanno opposto la loro onestà intellettuale e integrità morale alle logiche di bieco potere e violenza che opprimevano la società siciliana: Carlo Alberto Dalla Chiesa, Piersanti Mattarella, Peppino Impastato, Rocco Chinnici, Pippo Fava, Ninni Cassarà, Boris Giuliano e tanti, tanti altri. Ne emerge un racconto doloroso, eppure necessario, che mostra come lo spaccato di “realtà” televisiva sia mutato insieme alla consapevolezza della gente, una lunga marcia che ha portato dalla cappa di omertà che avvolgeva la società civile ad una rinascita collettiva sotto il segno dell’indignazione dopo anni di abusi e vessazioni. Un monito fondamentale affinché la storia, con le sue storture, non si ripeta, così che quelle tragiche morti non siano state un sacrificio vano.

Il link all’offerta: www.raiplay.it/programmi/mafiadossier

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