“The Witches Seed”, la spettacolare opera rock firmata da Stewart Copeland, con i brani di Chrissie Hynde e Irene Grandi come protagonista, in prima mondiale il 22 e 23 luglio a Tones Teatro Natura. Le dichiarazioni e le foto della conferenza

E’ stato presentato alla Casa degli Artisti a Milano “The Witches Seed”, che debutterà in prima mondiale il 22 e 23 luglio a Tones Teatro Natura a Oira Crevoladossola (Vco), la spettacolare e immersiva opera rock firmata dal geniale musicista e fondatore dei Police Stewart Copeland, con i brani di Chrissie Hynde dei Pretenders che si aggiungono alle composizioni di Copeland e Irene Grandi nel ruolo di protagonista.

La visionaria creazione di un musicista ai vertici del rock mondiale, le canzoni di una cantautrice di primo piano della scena pop-rock internazionale e una grande interprete della musica italiana al suo debutto nel teatro musicale contemporaneo. Insieme per una storia di streghe, persecuzioni, illusioni e piani diabolici ambientata nel passato per raccontare anche il nostro presente.

The Witches Seed è prodotto dalla Fondazione Tones on the Stones che per 15 anni ha realizzato l’omonimo festival in Val d’Ossola dedicato all’opera contemporanea a carattere immersivo e alle sperimentazioni elettroniche. Dopo l’edizione speciale Before and After del 2020, Tones on the Stones nel 2021 si è definitivamente stabilito nella Cava Roncino di Oira Crevoladossola e ha dato il via a Tones Teatro Natura, uno spazio performativo realizzato in un’ex cava di granito e sviluppato secondo principi di modularità, trasparenza e flessibilità, all’insegna della sostenibilità e di un diverso rapporto con il paesaggio naturale. Uno spazio/ecosistema dedicato alla ricerca artistica, all’innovazione, alla conoscenza e al benessere individuale e collettivo situato in un territorio montano di rara bellezza, tra boschi, vigneti terrazzati e antichi borghi in pietra.

Proprio in questo scenario mozzafiato debutterà l’opera di Copeland, caratterizzata anche da un cast artistico e produttivo quasi tutto al femminile.

Nata da un’idea della direttrice artistica, nonché soprano, Maddalena Calderoni, The Witches Seed è il frutto della collaborazione creativa di sei grandi artisti, a partire da Stewart Copeland che ha composto le musiche dell’opera. Polistrumentista, compositore, fondatore e batterista di una band iconica come i Police, Copeland vanta 60 milioni di dischi venduti nell’arco della sua carriera, 5 Grammy Awards e ha scritto le colonne sonore di film indimenticabili come Rusty il selvaggio di Francis Ford Coppola, Wall Street e Talk Radio di Oliver Stone e Piovono Pietre di Ken Loach. Alla creazione sonora dell’artista americano si aggiungono alcune canzoni composte da un altro nome di punta del pop-rock degli ultimi decenni, la cantautrice Chrissie Hynde, leader dei Pretenders, che irrompono nella partitura come elemento di rottura nell’orchestrazione contemporanea. Il ruolo da protagonista dell’opera è affidato a Irene Grandi, artista eclettica dal timbro inconfondibile, tra le più amate del pop-rock italiano, con oltre 25 anni di carriera alle spalle e collaborazioni con artisti come Pino Daniele, Jovanotti, Vasco Rossi, Fiorella Mannoia, Carmen Consoli, Stefano Bollani. Al suo fianco la stessa Maddalena Calderoni e un altro soprano di chiara fama, Veronica Granatiero.

Artefice del libretto è invece il drammaturgo britannico/irlandese Jonathan Moore, nome ben noto alle più prestigiose istituzioni teatrali internazionali e autore per la BBC, che vanta collaborazioni con compositori del calibro di Michael Nyman, Ludovico Einaudi e lo stesso Copeland.

A dirigere l’orchestra sarà l’irlandese Eimear Noone, prima donna nella storia a salire sul podio dell’orchestra nel corso della 92° premiazione degli Oscar e compositrice di alcune colonne sonore di videogiochi come World of Warcraft, tra i più venduti al mondo, mentre la regia provocatoria e visionaria è firmata da Manfred Schweigklofer, personalità artistica capace di attraversare ed interpretare le più diverse forme espressive.

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credit foto FM

La direttrice artistica Maddalena Calderoni ha spiegato: “Tones in the Stones nasce come festival itinerante nelle cave situate dal Lago Maggiore alla Val d’Ossola e in piena pandemia abbiamo fatto una grande rivoluzione cercando uno spazio che diventasse la nostra casa e che potesse ospitare attività diversificate. Abbiamo trovato questo sito industriale dismesso nel quale abbiamo creato un teatro permanente immerso nella natura. Il progetto “The Witches Seed” è nato qualche anno fa in quanto volevo raccontare la storia di queste donne che nella Val d’Ossola hanno subito la caccia alle streghe, fra processi sommari, violenza e condanne al rogo e volevo farlo attraverso un evento immersivo, con uno stile fantasy che ancora non avevamo utilizzato. Così ho inviato una mail a Stewart Copeland in cui gli ho chiesto se fosse disposto a scrivere le musiche e lui ha accettato con entusiasmo”.

Quindi la parola è passata a Stewart Copeland che si è detto felice di far parte di quest’opera: “Tanti anni fa ero un batterista punk che sognava di diventare un vero musicista. Essere qui in Italia e poter fare un’opera rock è un sogno che diventa realtà e sono felicissimo. Ho scritto sei o sette album, ma poter realizzare questo progetto è il raggiungimento di un grande traguardo. Sono onorato che Irene Grandi, che è una bravissima cantante, abbia deciso di prendere parte a “The Witches Seed”. La musica viene dal libretto, lo leggo e le parole ispirano la melodia. A volte la musica è in contrasto rispetto a quello che viene detto e mi diverto a creare queste opposizioni. Magari il dialogo parla di una bella giornata e le note rimandano a un senso di pericolo. Il pubblico si fida della musica e le crede, perché regala emozioni. Una rock opera è la miglior musica possibile”.

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credit foto FM

Irene Grandi è la protagonista di “The Witches Seed”: “I Police sono stati un faro nella mia giovinezza, quando ho iniziato a suonare facevo anche qualche loro pezzo. Ho amato tanto Chrissie Hynde dei Pretenders e ritrovarmi a fare qualcosa insieme a lei è come fare un grande passo verso una musica che non ha confini, che non è più solo italiana ma mi porta ad avere una voce anche europea, cantando in inglese, e a far parte di un grande progetto. Per me è la prima volta e sono felice. Fare un lavoro corale dopo due anni difficili di pandemia dove ci siamo un po’ sfilacciati e le squadre si sono perse, mi dà la possibilità di mettermi alla prova, rinnovarmi, è un grande onore e stimolo per ripartire ed era qualcosa di cui avevo bisogno. È uno show che parla di donne, della loro voglia di combattere e rispondere alle offese, di non accettare una posizione di vittime ma reagire e cercare di portare avanti i nostri bisogni, la nostra dignità e le nostre idee. Ci sono paesi del mondo dove le donne sono in una condizione di oppressione. Portare un testo che racconta quelle che le donne facevano e che parla della crudeltà e delle ingiustizie che sono state loro inflitte è importante. Sono pronta a mettermi nelle mani di grandi professionisti. Questa musica bellissima mi aiuterà ad entrare in questa opera”.

La cantante ha poi raccontato come sta affrontando questa nuova avventura: “I cantanti lirici studiano in modo differente rispetto a quelli rock, per cui mi sono fatta aiutare a decodificare un linguaggio difficile. Dobbiamo mettere insieme due mondi diversi, c’è la commistione tra qualcosa di rock e di orchestrale, classico, operistico e siamo curiosi di vedere come riusciranno a incontrarsi. L’opera sarà completamente in inglese. Io devo dare questo senso di presenza stabile, come una persona che non si arrende, che combatte per la giustizia e per l’espressione di donne diverse. Mi ha ispirato molto Teresa, la bambina presente in quest’opera, che mi ha ricordato certe ragazzine che hanno una forza pura ma potentissima per andare oltre al potere precostituito e dare una spinta al cambiamento del mondo. Penso a Malala, che per la sua lotta a favore dell’istruzione femminile in Pakistan ha subito un attentato, o a Greta Thunberg e alla sua battaglia per l’ambiente”.

Le video scenografie immersive che verranno proiettate sulle pareti rocciose della cava sono firmate dalla concept&visual artist di fama internazionale Edvige Faini, che da anni collabora con i più prestigiosi studi di produzione hollywoodiani (ha lavorato su film come Il pianeta delle scimmie, Pirati dei Caraibi, 300 e Sin City, per citarne soltanto alcuni) e con le più rinomate game house mondiali: “E’ stato un viaggio assoluto dentro le pieghe del libretto e dei personaggi con cui mi sono relazionata. Ho avuto sempre l’idea della donna artefice del destino, sono stata ispirata dalla musica già composta e per chi disegna è bellissimo. Quando creo queste immagini è un momento istintivo e mi porto dietro l’esperienza del game, del simbolismo, del mistero, della natura, c’è un linguaggio anche del cinema in cui impariamo a colpire l’occhio dello spettatore, cercando di mettere in campo conoscenza ed esperienze personali. Sono curiosa di vivere quest’esperienza live e vedere le mie immagini prendere vita”.

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Ispirato a documenti storici, agli atti processuali degli anni della più cruenta Inquisizione e alle più affascinanti leggende delle culture montane del centro Europa, The Witches Seed è una storia di streghe, persecuzioni, illusioni e piani diabolici: tre donne, abituate a lavorar sodo, vengono accusate di essere streghe e dovranno affrontare i pregiudizi di una città infestata dalla peste, riuscendo ad evitare il peggio in un modo davvero spettacolare.

Attraverso il racconto, ambientato in un periodo storico di crisi economica, sociale e politico-spirituale dovuta alla pestilenza e al diffondersi di nuove fedi ed eresie delle accus della sopraffazione e della tortura di tre donne da parte della Chiesa più oscurantista, lo spettacolo sembra dunque parlare della nostra condizione attuale, in un mondo sconvolto da una crisi pandemica e sull’orlo di sprofondare in un nuovo medioevo digitale, in cui la lotta per i diritti individuali delle donne e di tutti è di fondamentale importanze per gettare le basi di una rinascita.

Per questa spettacolare produzione, la Fondazione Tones on the Stones conta su un network trasversale, a partire da due eccellenze: l’Orchestra Filarmonica Italiana e la Nemo Academy per le animazioni e gli effetti speciali delle video scenografie. La realizzazione dei costumi è affidata alla Satoria Klemann che sta utilizzando preziosi materiali messi a disposizione da Manifattura Domodossola mentre la ricerca scientifica e l’organizzazione di tutta la documentazione storica è stata realizzata grazie alla collaborazione con il progetto Donne si fa Storia.

Info e biglietti: https://www.ticketmaster.it/artist/the-witches-seed-biglietti/1145744

di Francesca Monti

credit foto FM

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