Intervista alla cantautrice riminese Laura Benvenuti

E’ disponibile su tutte le piattaforme digitali il singolo “Tempo”, il personale e raffinato carpe diem in musica della cantautrice riminese Laura Benvenuti.

Il brano, che anticipa l’uscita del nuovo lavoro in studio della cantautrice – previsto per il prossimo autunno su etichetta La Stanza Nascosta Records – è accompagnato dal videoclip ufficiale, in uscita l’8 giugno.

Sms News Quotidiano ha scambiato quattro chiacchiere con l’eclettica Laura Benvenuti, cantautrice, interprete, pianista e flautista, attualmente impegnata nella promozione live del nuovo progetto.

Laura Benvenuti_formatoweb_4 by Enrico De Luigi

Il suo ultimo singolo si intitola “Tempo” e pone l’accento sull’“oggi qui ora e adesso”. La sua è una concezione del tutto antitetica a quella futurista, che elevava la velocità a parametro estetico della modernità?

“La corsa all’assaporare l’esistenza nelle sue molteplici sfaccettature non contrasta la possibilità di fermarsi e restare presenti a sé istante per istante. È un esercizio che richiede allenamento e pazienza ma è la strada per non diventare schiavi delle aspettative e della paura”.

Il videoclip, per la regia di Enrico De Luigi e Enrico Giannini sprigiona una forte carica emozionale e vede la partecipazione di suo figlio. Che madre è Laura Benvenuti?

“La maternità mi sta insegnando a prendermi cura dell’altro, ad accettare che il seme prenda naturalmente la sua forma mettendo da parte il giudizio e le aspettative.

La musica assorbe tanto del mio tempo e ci sono momenti in cui il senso di colpa si fa sentire ma poi la condivisione della gioia che la musica stessa mi restituisce è capace di arricchire di nuovi stimoli il rapporto con mio figlio e renderlo più solido. Ho scelto di coinvolgerlo nella realizzazione del video proprio per questo e anche perché i bambini sono la massima espressione del vivere nel “qui e ora””.

L’album di prossima uscita conterrà una nuova versione, riarrangiata, di “Amore così com’è” del 2020, prodotto dal chitarrista e produttore italiano Giovanni Maggiore, in arte Giuvazza (collaborazioni, tra gli altri, con Eugenio Finardi, Levante, Manuel Agnelli, Niccolò Fabi, Max Gazzè). Ci spiega le motivazioni di questa scelta?

“Il singolo prodotto da Giuvazza era nato poco prima del lungo periodo di lockdown che mi ha costretta a rivedere il progetto iniziale. Dovevamo realizzare insieme l’intero album ma lo stop forzato non me lo ha permesso. Ho ripreso il lavoro con Cristian Bonato e Federico Mecozzi con cui ho terminato la produzione degli altri brani. Ho deciso di inserire “Amore così com’è” e renderlo più in linea con il resto del disco; da qui la decisione di riarrangiarlo”.

Il suo prossimo album si intitolerà “Oracoli”. Quanto bisogno c’è, in questo periodo, di uno sguardo “magico” sul futuro?

“Mi piace pensare ad “Oracoli” come ad una possibile via per trovare risposte nel “qui e ora”. Uno atto magico o “psicomagico”, come lo definirebbe Jodorowsky, per far emergere le risposte giuste nel momento giusto. Quella chiave capace di riconnetterci alla parte intuitiva che, se ascoltata, può trasformare come per magia la realtà che stiamo vivendo”.

Quest’anno ha partecipato  ad “Aspettando Eco di Donna”, che ha anticipato l’omonima rassegna riminese dedicata alla musica d’autrice e giunta alla sua quarta edizione. Tra le ultime cantautrici italiane ce n’è qualcuna che secondo lei non sta ricevendo il giusto grado di attenzione da parte di critica e pubblico e di cui consiglierebbe vivamente l’ascolto?

“Eco di Donna Evolution è una rassegna che amo molto. Purtroppo fatico a seguirla perché i concerti spesso si sovrappongono ai miei ma molte delle cantautrici che vi hanno partecipato non le conoscevo e così ho colto l’occasione per andarmele ad ascoltare e ho scoperto artiste meravigliose. Credo che ognuna di loro meriterebbe più spazio, compresa la madrina e ideatrice della rassegna, la cantautrice Chiara Raggi, che sarei molto felice di ascoltare più spesso in radio invece dei soliti “tormentoni estivi””.

di Clara Lia Rossini

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