Video intervista con Riki: “Ferrari White è un brano fresco ed estivo che parla di un viaggio verso il mare”

Si intitola “Ferrari White” (Sony Music Italy/Columbia Records Italy) il nuovo singolo di Riki, prodotto da Big Fish, disponibile in radio e sulle piattaforme digitali.

Un brano fresco, estivo, trascinante, in cui l’artista racconta una corsa verso il mare e verso l’estate, immaginandosi sopra ad una Ferrari bianca in compagnia della persona amata.

Classe 1992, oltre un milione di follower su Instagram, Riki ha fatto il suo esordio nel mondo della musica nel 2017, partecipando alla 16a edizione di “Amici” di Maria De Filippi, trionfando nella categoria Canto. Ha pubblicato l’Ep “Perdo le parole”, i dischi “Mania” e “Popclub”, ha collaborato con i CNCO incidendo il singolo “Dolor de cabeza” e con i Reik nel brano “Resulta”, arrivando ad esibirsi di fronte a 22mila persone all’Arena Ciudad de México di Città del Messico. Nel 2020 ha partecipato per la prima volta al 70° Festival di Sanremo con “Lo Sappiamo Entrambi”, mentre lo scorso novembre ha lanciato il brano “Scusa”.

In questa video intervista abbiamo parlato con Riki del singolo “Ferrari White”, dei progetti per l’estate, del disco a cui sta lavorando, dell’esperienza in Sudamerica e della sua squadra del cuore, la Juventus.

Riki, è uscito il tuo nuovo singolo “Ferrari White”. Cosa ci racconti a riguardo?

“E’ un pezzo estivo, fresco, anche se non ha le influenze reggaeton che vanno tanto di moda in estate. E’ un brano che parla di un viaggio verso il mare e che si può ascoltare prima di una cena o in vacanza con gli amici, con la famiglia, con chi vuoi”.

E’ la tua seconda canzone (dopo “Scusa”) che vede la produzione di Big Fish. Come si è sviluppata questa collaborazione?

“Ci siamo sentiti per telefono e Big Fish mi ha proposto di lavorare insieme. Lui è un’istituzione e ho deciso di accettare. Arrivavo da bellissimi lavori con Riccardo Scirè che è stato il mio primo produttore e ci stava cambiare e trovare altri stimoli”.

A proposito di viaggi, qual è quello più bello che hai fatto e quello che vorresti fare?

“Sono stato molto fortunato, ho fatto tanti viaggi nella mia vita. Siamo tre fratelli e prima che nascesse mia sorella più piccola che ha 14 anni meno di me abbiamo visitato molti posti con i nostri genitori. Poi quando è arrivata lei era difficile portarla in aereo e una volta cresciuta noi eravamo già grandi e andavamo in vacanza da soli. Ho dei bellissimi ricordi legati a diversi luoghi, dal Messico, in particolare Chichén Itzá, dove abbiamo visto la piramide di Kukulkan, e Playa del Carmen, all’Egitto perchè ero appassionato di storia dell’arte o all’Italia, in particolare la Sicilia e la Toscana, a cui sono legato perchè amo il Rinascimento e la pittura di Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio. Ho viaggiato diverse volte anche da solo e mi è piaciuto molto. Vorrei andare in Giappone perchè apprezzo la cultura dei giapponesi, hanno tanto da insegnare e penso che sia uno di quei viaggi che possa aprire la mente”.

FotoRIKI

Cosa puoi anticiparci riguardo al nuovo disco?

“Sono molto stimolato dal fare un disco in questo momento musicale dove ci sono tante canzoni e musica in uscita ogni venerdì. C’è questa tendenza ad ispirarsi alle mode del momento, io invece penso che il segreto risieda nella sincerità. Il prossimo album sarà molto sincero, vero, fatto di tante ballad e up-tempo”.

Com’è stato tornare sul palco live dopo questi ultimi due anni di stop e quali sono i tuoi progetti per l’estate?

“E’ un’estate di ripartenza ed è piena di impegni, siamo fortunati perché possiamo tornare a contatto con le persone ed è quello che mi mancava maggiormente. Sono felice di rivedere la mia fanbase, sento che ci sono delle bellissime vibes. Sono stato fermo per oltre due anni perchè vivo molto alla giornata e al periodo. Abbiamo sempre programmato le date seguendo gli stimoli e le impressioni, senza pensare alle logiche di mercato che però sono importanti. Adesso ho voglia di cantare live, quest’estate prenderò parte ad alcuni festival e quando avrò chiuso il disco a settembre programmeremo le date del tour”.

RIKI_foto di Fabrizio Cestaro

credit Fabrizio Cestari

Sono passati cinque anni dalla tua partecipazione ad Amici, quanto ti senti cambiato?

“Essendo trascorsi cinque anni se non fossi cambiato sarebbe un problema (sorride). Mi sento diverso anche dal Riki di ieri e più passano i giorni e più sono concentrato, attento, faccio meno cavolate, sono più consapevole anche di come gira il mondo. Il trucco è fare le cose con sincerità. Se dai tutto quello che hai e fai quello che senti non puoi sbagliare, invece se cominci a scopiazzare, a rincorrere le mode, sbagli in partenza perchè c’è sempre qualcosa di originale che funziona di più. Ci sono periodi up e down, l’importante è che quei down ti servano per capire cosa hai fatto prima e assaporare meglio i prossimi successi”.

Cosa ti ha lasciato l’esperienza in Sudamerica nel 2019?

“Mi ha lasciato dei bellissimi ricordi, dalla gente che ti aspetta all’aeroporto con i cartelloni o che dorme fuori dall’hotel per vederti, i sudamericani sono molto calorosi. Purtroppo a causa del covid si è interrotta questa esperienza ma spero un domani di poter riprendere il discorso. Non è facile per un artista italiano affermarsi all’estero. Sono contento per i Maneskin che ci sono meritatamente riusciti ma nel pop è difficile perchè i competitor sono tanti. Quindi è importante andare in loco e fare promo in radio e tv, anche piccole. E’ necessaria una specie di seconda gavetta. Intanto riprendiamo i live in Italia e poi verrà tutto di conseguenza”.

Se ti guardi indietro c’è qualcosa che non rifaresti?

“A livello artistico rifarei tutto, anche le pazzie più grandi. Ho girato dei video folli, borderline, ma volevo fare quel tipo di operazioni senza seguire le logiche di mercato. Poi c’è sempre quella canzone che ti riesce meglio. Io non scrivo tutti i giorni ma vado molto ad emozioni. Ad esempio tornavo a casa dopo il liceo e se avevo avuto una giornata storta andavo a giocare a calcio o scrivevo una canzone, oppure quando sono tanto felice compongo un up tempo che ti invoglia a ballare. In una frase scrivo quello che vorrei ascoltare in quel momento. Guardandomi indietro forse ora mi fiderei meno di alcune cose, ma quando inizi la tua carriera, e non hai un genitore musicista e sei alle prime armi, ti devi fidare”.

Per concludere, da tifoso juventino cosa ne pensi del ritorno di Pogba e dell’arrivo di Di Maria? Basteranno questi acquisti a rilanciare la Juventus dopo una stagione sottotono?

“Sono due grandissimi giocatori. Spero che Pogba non sia quello di Manchester, anche se con la Francia ha sempre giocato bene, e che possa ritrovare a Torino quella voglia, quella passione, grinta, cattiveria, corsa, progressione, quella visione di gioco e quel driblling che abbiamo ammirato quando era alla Juve sei anni fa. E’ un giocatore top player nel suo ruolo. Di Maria è un altro fenomeno, ma bisogna anche sistemare la difesa, ancora di più se De Ligt andrà via. Da tifoso sogno l’arrivo di un terzino, un centrale, un centrocampista e un regista da affiancare a Pogba. E poi saremo competitivi. Nel recente passato sono state fatte delle scelte sbagliate e il calcio è un po’ come la musica, se commetti degli errori poi risalire è difficile, ma a volte basta un bel pezzo o un acquisto giusto per ripartire. Guarda il Milan, ha fatto due-tre innesti che l’anno scorso dovevano crescere e quest’anno hanno contribuito alla vittoria del campionato, penso a Tonali e Leao. Quindi la Juve potrebbe anche puntare su qualche giovane di grande prospettiva”.

di Francesca Monti

Grazie a Valentina Facchinetti

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