Video intervista con i Ghost: “L’abbraccio e il contatto con il pubblico rappresentano il punto focale del nostro percorso artistico”

Quindici anni di carriera, una menzione speciale per il “Microfono d’Oro”, un libro e nuova musica in arrivo: è un periodo splendido per i Ghost, la band romana composta dai fratelli Alex ed Enrico Magistri che hanno da poco pubblicato il singolo “Sei”, che racconta la ritrovata consapevolezza di sé attraverso il riconoscimento dell’importanza dell’altro, della sua capacità di farsi musica e armonia della nostra quotidianità, di farci sentire vivi e parte del mondo che ci circonda.

Abbiamo fatto una chiacchierata video con i Ghost, che vantano collaborazioni del calibro di Ornella Vanoni ed Enrico Ruggeri, nonché importanti premi vinti, come il Wind Music Award e il Premio Lunezia, parlando con loro dei ricordi legati agli inizi ma anche dei prossimi progetti.

Ciao ragazzi, partiamo dai vostri primi 15 anni di carriera, se doveste pensare ad un’immagine quale vi verrebbe in mente?

Alex: “Ce ne sono tantissime, però venendo da due anni un po’ difficili per tutti, l’immagine che mi viene in mente è l’abbraccio continuo che in questi quindici anni ha legato noi Ghost al pubblico, non solo i fan ma anche le persone che incontriamo per strada e con cui scambiamo due chiacchiere o facciamo musica. Il contatto con la gente è quello che è mancato di più e che da sempre è il punto focale nel nostro percorso”.

Enrico: “Il momento più bello, non tanto da artista ma quanto da fratello, è stato quando ho rivisto cantare ancora meglio di prima Alex, dopo che, in seguito ad un brutto incidente, ha rischiato di non poterlo più fare e ha dovuto reimpostare la voce”.

Il vostro primo concerto risale al 2007, che ricordo conservate? 

Alex: “Venivamo già dai live, ma il primo concerto discografico con la presentazione dei nostri singoli è stato in un teatro, con un bagno di folla. Tutti avevano conosciuto i Ghost come band che rivisitava le cover e che da qualche anno iniziava a scrivere i primi brani che all’inizio erano un disastro perchè non avevamo il dono della sintesi e non si riusciva in quattro minuti ad esprimere quello che volevamo. Quel percorso live e la forza della complementarità che c’è tra me ed Enrico ci ha portato a trovare il coraggio di scrivere le nostre canzoni, così abbiamo fatto uscire il primo singolo e poi il disco. Quel concerto resterà sempre nei nostri cuori perchè le persone hanno conosciuto i Ghost come band che faceva brani originali e non solo cover rivisitate, cosa comunque bellissima perchè ti fa crescere, trovare la tua direzione e imparare dagli altri che hanno tanto da insegnarti. Ricordo i sorrisi del pubblico, il modo di vivere le nostre canzoni e cantarle con noi”.

Cosa ci raccontate invece riguardo il nuovo singolo “Sei”, un inno alla musica e all’amore?

Enrico: “E’ un brano che vuole trasmettere gioia, serenità, sole, allegria perchè arriviamo da due anni e mezzo terribili e c’è tanto bisogno di tutto questo. E’ un pezzo un po’ meno impegnato rispetto agli ultimi, con un testo che parla di amore, di musica, di come l’unione tra due persone possa fare un miracolo. Abbiamo curato molto l’arrangiamento, ci sono riferimenti sonori agli anni ’80 e quella contaminazione tra rock e altri generi, dalla ritmica funk a un beat dance della batteria, che ci piace tanto”.

Un messaggio importante che arriva ascoltando la canzone è di essere aperti al dialogo con gli altri e condividere le emozioni, cose che oggi un poco mancano…

Enrico: “Esattamente. C’è l’invito a cercarsi, a dialogare, a non arrendersi, a non mettere dei muri come spesso accade non solo in amore ma in generale nei sentimenti”.

Il singolo è accompagnato da un video girato a Grottaferrata (Roma) che ha già superato le 500mila views…

Alex: “Come sempre ci piace abbinare il testo della canzone alla location e alla storia del video, viviamo di immagini, crediamo molto nell’essenza ma ciò che ti permette di veicolarla è fondamentale. La location aveva due elementi portanti che ruotano attorno all’amore e alla musica: il passato, tutto ciò che è vintage, e il futuro con questa sorta di navicella spaziale. Due mondi completamente diversi, che ti consentono di pensare, nel passato, nel presente con la canzone e nel futuro, che l’amore per la musica e la musica come colonna sonora di ogni amore dovranno sempre esistere. E’ un messaggio semplice ma non banale. Il regista è stato bravissimo a cogliere questi due ambienti e a collegarli, a miscelarli. Ringraziamo Andrea Funari di Studio 1 che ha sposato la causa Ghost mettendosi a disposizione completamente, e Marco Ticli ed Elisa Bazzocchi, due grandi ballerini che hanno fatto Italia’s Got Talent, America’s Got Talent, hanno lavorato con Il Volo, Antonacci, Pezzali ed è stato bellissimo vederli rappresentare la musica e l’amore, essendo una coppia nella vita da 15 anni. Una bella coincidenza visto che noi siamo discograficamente insieme proprio da 15 anni”.

Nella vostra carriera avete realizzato importanti collaborazioni, tra cui quelle con Ornella Vanoni ed Enrico Ruggeri. C’è un artista in particolare con cui vi piacerebbe lavorare?

Enrico: “Ce ne sono tanti. Un artista internazionale con cui ci piacerebbe fare una collaborazione è Sting, tra gli italiani stimiamo molto Bennato, perchè lo sentiamo vicino in quanto autentico, non distante dalla gente, e talentuoso, ci piace come scrive e come suona. Lo scambio artistico è sempre qualcosa di meraviglioso perchè si cresce, si impara dagli altri e magari lasci anche qualcosa di tuo”.

Microfono D'Oro GHOST 07

Che cosa ha rappresentato per voi ricevere la menzione speciale per il Microfono d’Oro?

Alex: “E’ stata una grande soddisfazione. Essere premiati in Campidoglio, a Roma, e rendersi conto che hai dedicato 15 anni della tua vita a scrivere canzoni, a donare te stesso, comunicando emozioni perchè la musica è una lingua universale è una bellissima sensazione. Siamo orgogliosi di poter arrivare con i nostri brani anche alle persone all’estero che magari traducono i testi dopo essere rimasti affascinati dalla musica. Fare questo mestiere che amiamo è una vocazione”.

Libro, live, un nuovo disco, quali sono i vostri progetti?

Enrico e Alex: “I progetti sono tanti. Il libro è un sogno nel cassetto che avevamo da tempo. Un giorno è arrivato un editore che ci ha chiesto di realizzarlo e non ci sembrava vero. Lo stiamo scrivendo, dovrebbe uscire ad ottobre, si chiamerà La strada dei sogni. E’ il nostro primo libro e parlerà del nostro percorso artistico ma anche dei messaggi che vogliamo trasmettere attraverso la musica. Sarà un viaggio pieno di passione, autenticità, in cui racconteremo il rapporto tra noi fratelli, le nostre sfumature che ancora non si conoscono e ci sarà da divertirsi. Faremo poi dei live durante l’estate e stiamo lavorando al disco, ma non sappiamo ancora quando uscirà”.

di Francesca Monti

Grazie a Silvia Calogiuri – Daniele Mignardi Promopressagency

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