VENEZIA79 – Intervista con Claudia Conte, produttrice e conduttrice del Women in Cinema Award: “Vogliamo ricordare tutte le donne che non possono far sentire la propria voce”

Scrittrice, attrice, ma soprattutto imprenditrice culturale, Claudia Conte ha fondato la “Far from Shallow, Società Benefit Bcorp” per creare un network tra i diversi stakeholder del Paese per sensibilizzarli sulle tematiche di Sviluppo Sostenibile e Responsabilità Sociale coniugando le diverse sensibilità e prerogative al fine di creare un’Italia migliore per le future generazioni. Promuove gli Obiettivi dell’Agenda ONU 2030 attraverso progetti e iniziative patrocinate e finanziate dalle più autorevoli istituzioni pubbliche (Senato, Camera, Parlamento Europeo, Santa Sede, Ministeri, Ambasciate, CONI, CIP, Rai, Regioni, Province, Comuni).

A Venezia è in veste di produttrice e conduttrice del Women in Cinema Award, un premio nato con l’obiettivo di valorizzare e rendere omaggio al talento delle donne, prevalentemente all’interno dell’industria cinematografica e del mondo delle arti italiane e internazionali, e inoltre celebrare tutte quelle attrici, registe, sceneggiatrici, autrici, produttrici, creative e talentuose artigiane che fanno grande il cinema e le arti in generale.

La quinta edizione di WICA si terrà il prossimo 6 settembre all’hotel Excelsior del Lido di Venezia ed è dedicato alla produttrice e giornalista turca Cigdem Mater, condannata a 18 anni di carcere insieme ad altri attivisti per le proteste antigovernative di Gezi Park del 2013. Insieme a Cigdem Mater, WiCA vuole ricordare tutte le donne che in questo momento non possono fare udire la propria voce perché vittime di regimi autoritari o in condizioni drammatiche. Infatti un premio andrà all’attrice Ucraina Darya Tregubova per esprimere simbolicamente solidarietà e vicinanza a tutte le donne ucraine che dal 24 febbraio hanno vissuto l’orrore della guerra.

Durante la quinta edizione di Wica sarà premiata la stilista Anna Fendi per sottolineare il forte legame che unisce il cinema all’eccellenza di Fendi che nel tempo ha collaborato con i più grandi registi e costumisti alla realizzazione di memorabili film di successo internazionale. Attesa anche la premiazione di Malika Ayane e di Audrey Diwan, regista e sceneggiatrice francese vincitrice del Leone d’oro alla 78ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Claudia Conte è non solo attivista per i diritti umani, ma in particolare per la tutela delle donne e dei bambini in difficoltà. Promuove iniziative per la parità di genere e contro ogni forma di violenza. Tra i suoi progetti le mostre al Museo MAXXI “Nuns healing hearts” contro la tratta di persone, per la Santa Sede “Emozioni“ per generare il cambiamento sull’enciclica di Papa Francesco Laudato sì (il grido della terra e degli ultimi), “Women for Justice” a sostegno delle donne afgane e ucraine, allestita a Milano e prossimamente a Roma.

Claudia Conte

Claudia, il 6 settembre all’hotel Excelsior del Lido di Venezia si terrà la quinta edizione di WICA, del quale è produttrice e conduttrice. Quali sono le novità? 

“E’ la quinta edizione del premio che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e promuove il talento femminile e la gender parity nel cinema con uno sguardo particolare rivolto al sociale. La novità è la dedica speciale alla produttrice e giornalista turca Cigdem Mater che è stata condannata a 18 anni di carcere insieme ad altri attivisti per le proteste antigovernative nel 2013 e noi vogliamo ricordare tutte le donne che non possono far sentire la propria voce perchè vittime di regimi totalitari e che quindi si trovano in condizioni drammatiche. L’anno scorso abbiamo premiato Zahra Ahmadi e alcune registe afghane in segno di solidarietà dopo l’arrivo dei talebani. Ci sarà poi il premio simbolico all’attrice ucraina Darya Tregubova, attraverso l’ambasciata ucraina in Italia, per esprimere vicinanza alle donne ucraine che dal 24 febbraio scorso hanno visto la loro vita cambiare drammaticamente. Penso che abbiamo l’obbligo morale di non lasciarle sole. Essendo il WICA un premio di donne dato alle donne non dobbiamo perdere di vista chi è in difficoltà, quindi le ucraine che sono rimaste sotto le bombe e quelle che sono scappate facendo traversate pazzesche per raggiungere paesi lontani e lasciando i mariti, i padri, i fratelli in patria per portare in salvo i bambini, con questo dolore nel cuore. Io mi sto occupando molto di questa emergenza anche con l’Unicef, con importanti campagne di fundraising, sperando di dare un piccolo contributo. Ci sarà poi il premio alla stilista Anna Fendi, la cui maison ha collaborato con registi e costumisti per film internazionali. Lei incarna due eccellenze italiane nel mondo: la moda e il cinema. Infine avremo la premiazione di Malika Ayane per la musica, una cantante apprezzata e stimata del panorama italiano, e di Audrey Diwan che l’anno scorso ha vinto il Leone d’Oro a Venezia, una regista francese di grande sensibilità. Altra novità è la presenza tra i partner del produttore Andrea Iervolino e di Monica Bacardi che saranno presenti e che hanno prestato il loro supporto per la realizzazione del Premio. La cerimonia di premiazione si svolgerà il 6 settembre alle 18 all’Hotel Excelsior, io presenterò il premio e indosserò un abito della Maison Fendi e poi ci sarà una cena di gala. Ho una bellissima squadra di donne guerriere come me, si lavora bene, con passione, motivazione. Da soli si va veloci, ma insieme si va lontano”.

Da scrittrice, attrice e imprenditrice culturale cosa manca ancora in Italia per superare le disuguaglianze e gli stereotipi di genere? 

“Va cambiata la mentalità, i veri cambiamenti partono da lì. Il processo è in corso, anche grazie all’Agenda ONU 2030, ma sono ancora poche le donne ai posti di potere, servono più amministratrici delegate, più direttori generali, bisogna incoraggiare la formazione e l’acquisizione delle competenze STEM (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica) da parte di bambine e ragazze perchè in questo modo si possono superare gli stereotipi di genere, dato che sono materie sempre più sviluppate da uomini. E’ necessario inoltre avere normative che agevolano l’imprenditoria femminile. Forse quello che manca sono le figure da prendere come esempio, da seguire, abbiamo bisogno di avere dei riferimenti, dei maestri nel nostro percorso e quelle femminili non ci sono o sono invisibili. Le donne che hanno fatto la storia e i cambiamenti sociali importanti non hanno visibilità, anche nei manuali scolastici sono un po’ private della memoria storica femminile e questo nega alle ragazze di riconoscersi nelle proprie simili. Ognuno può fare la sua parte per contribuire a questo cambiamento”.

Claudia Conte 5

Dopo essere stata allestita a Milano arriverà a Roma la mostra “Women for justice” a sostegno delle donne afghane e ucraine…

“Women for Justice è un altro progetto che va a sostenere le donne in guerra, perchè è nato in occasione della giornata internazionale della giustizia e ha debuttato a Milano all’Adi Design Museum, avendo come protagoniste attiviste e artiste afgane e ucraine, da Sahra Karim a Fatima Hossaini, da Roya Heydari a Tahmina Alizada. Ognuna con la sua sensibilità ha arricchito questo percorso. Inoltre la presenza delle istituzioni è importante per veicolare questi messaggi, infatti abbiamo avuto i patrocini del Ministero della Cultura, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’ambasciata ucraina, del Comune di Milano con l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi, la presidente della Commissione alle pari opportunità, e altre autorità. E’ stato un progetto azzeccato, la sala era gremita ed è stato incredibile, soprattutto perchè sono venute queste ragazze da tutto il mondo. Sono andata a conoscerne alcune a Parigi, dove vivono ad esempio Fatima Hossaini e Roya Heydari, mentre Zahra Ahmadi abita a Venezia e l’abbiamo premiata lo scorso anno. E’ un percorso che abbiamo intrapreso insieme da quando sono arrivate in Italia e ho promesso loro di non lasciarle sole, di non dimenticarle perchè molti hanno messo i riflettori sull’Afghanistan solo quando sono arrivati i talebani, invece queste donne continuano a fuggire, a vedere i loro diritti negati se restano a vivere in Afghanistan e quelle che sono fuggite hanno sofferto tanto. E’ importante quindi non farle sentire sole. Poi c’è il focus sull’Ucraina con la presenza del console ucraino, di una fotografa di Leopoli, Tetyana Erhart, della violinista russa Ksenia Milas e del marito, il violinista ucraino Oles Semchuk, che hanno eseguito insieme la composizione ‘La musica che unisce’, che simboleggia un messaggio importante e potente, l’unione di Ucraina e Russia attraverso le sette note, di Diana e Daniella di 7 e 9 anni, enfants prodige della musica che vivevano a Kharkhiv e sono dovute scappare con la loro famiglia a causa della guerra. Ora sono arrivate in Italia e vivono a Pesaro. Nonostante abbiano visto le bombe che i genitori hanno cercato di far passare come fuochi d’artificio per non spaventarle, suonano divinamente ed emozionano e le abbiamo portate a diversi spettacoli per farle esibire e tornare ad una vita normale come quella che avevano in Ucraina, per quanto possibile. Women for Justice approderà a Roma all’interno di un progetto del Comune che si chiama L’isola che non c’era, che si terrà a Piazza Mazzini dal 21 ottobre, Giornata Internazionale per la pace, istituita dalle Nazioni Unite nel 1971”.

A quali progetti sta lavorando?

“Porterò avanti delle iniziative all’interno di un avviso pubblico della Regione Lazio che si chiama La memoria è futuro, un progetto che promuove la cultura della legalità con omaggi a figure della nostra storia che possono illuminare il cammino dei giovani, come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Aldo Moro, Piersanti Mattarella che hanno dato la propria vita per la giustizia, per insegnarci ad avere coraggio, a lottare contro i soprusi e le ingiustizie, a far sentire la nostra voce senza paura. Credo che dobbiamo seguire l’esempio di questi eroi. Dal mese di ottobre faci saranno delle mostre fotografiche, delle proiezioni di film, dei convegni nell’ambito di questo progetto. Inoltre mi hanno nominato nel consiglio di amministrazione della Fondazione Marini San Pancrazio di Firenze e inizieremo a breve a realizzare diverse iniziative”.

legge

Cosa può raccontarci invece riguardo il suo libro “La legge del cuore. Storia di assassini, vigliacchi ed eroi”?

“E’ stato pubblicato in occasione del trentennale delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, e vuole omaggiare chi ha lottato contro la mafia, che ha cambiato pelle ma che purtroppo continua ancora ad essere presente. Lo presenterò il 9 settembre in Puglia, a Trani, e poi seguiranno altre date”.

di Francesca Monti

Grazie a Cristina Scognamillo

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