Inclusione e creatività alle Giornate degli Autori 2022. Il programma lunedì 5 settembre

Il lunedì delle Giornate degli Autori è all’insegna dell’inclusione e della creatività, entrambe segni della nostra evoluzione. Nei due film in concorso della giornata la creatività è soprattutto sapersi immaginare, costruire la propria identità, superare i fallimenti, saper andare oltre l’eredità del proprio background culturale quando questo è limitante. Dall’altra parte creare è azione inventiva, un’attitudine che distingue l’umanità sin dai tempi di Neanderthal, attraverso linguaggi che si sono definiti con l’evoluzione e che ci hanno portato qui, oggi, ad avere il felice vizio dell’arte – dall’illustrazione alla poesia – e più di un secolo di cinema.

Lobo e Cao è il film portoghese in concorso firmato dalla regista e fotografa portoghese Cláudia Varejão, i cui precedenti lavori sono stati presentati e spesso premiati in festival come Locarno, Rotterdam, Visions du Réel di Nyon e Karlovy Vary fra gli altri. Lobo e Cao prende forma dal mondo interiore della regista ma è anche il frutto di una ricerca tra i giovani e gli abitanti dell’isola di São Miguel, provenienti da contesti diversi. Varejão racconta di essere stata ispirata dall’immagine di un’isola blu che le ha riportato alla mente i versi di una poesia di Francisco de Sá de Miranda: “nel mezzo di una giornata luminosa / vagate tra il lupo e il cane”. È la storia di Ana, nata sull’isola dove ha imparato che alle ragazze e ai ragazzi sono assegnati compiti diversi. Il suo miglior amico, Luís, ama indossare abiti da donna e complicità di una nuova amica appena arrivata dal Canada, Ana può oltrepassare l’orizzonte delle convinzioni isolane. “Le dicotomie”, dice la regista, “sono parte di questo film: unità e isolamento, certezza e dubbio, luce e oscurità, sogno e realtà. Ciò che mi spinge è la lotta per la libertà personale, la lotta contro le disuguaglianze socio-economiche e contro le ingiustizie che subiscono le minoranze, temi che credo riguardino tutti noi.”

Ordinary Failures (Běžná Selhání) è il secondo film della giornata. È l’opera seconda diretta dalla regista e artista visiva ungherese-rumena  Cristina Groșan che indaga le lotte interiori e i modi in cui (mal)comunichiamo tra di noi. “Farcela a malapena: questa frase sembra descrivere la nostra esistenza quotidiana”, ha dichiarato la regista,“quando cerchiamo di scansare qualsiasi cosa ci venga lanciata addosso. Per evitare di crollare, una vedova non elabora il proprio lutto. Per compiacere i suoi genitori, un’adolescente queer si sforza di essere quella che non è. Mentre una madre disoccupata si vergogna di chiedere aiuto. Prese dai loro fallimenti personali, non osservano il quadro generale. Fuori sta accadendo qualcosa. Nel mezzo di un mondo che si sta sgretolando, hanno bisogno di ritrovarsi, di rallentare e di ascoltare. La loro lotta ha un motivo. È il desiderio di un nuovo mondo.”

Alle 16.00 in Sala Laguna sarà la volta del Premio Cesare Zavattini 2022/23 di cui saranno annunciati i 9 progetti finalisti e i 6 artisti selezionati per partecipare alla seconda edizione della Residenza artistica Suoni e Visioni. Inoltre saranno fornite le prime anticipazioni e sarà annunciata la direzione artistica della neonata iniziativa dell’AAMOD dedicata al riuso d’archivio: la prima edizione del Festival UnArchive Found Footage Fest, prevista a Roma per il 2023.

Il quinto appuntamento con le Notti Veneziane, sezione delle Giornate degli Autori realizzata in accordo con Isola Edipo, è con il documentario Pablo di Neanderthal. Il regista, Antonello Matarazzo, è anche pittore e videoartista, dal 1990 impegnato nella ricerca nel campo delle arti visive e di recente collocato nella tendenza del “Medialismo”, integrazione dei vari media nell’arte. I suoi video sono stati accolti da numerosi festival cinematografici come la Mostra del Cinema di Venezia, i festival di Clermont-Ferrand, Torino, Mar del Plata, Pesaro, Montreal (Festival du Film sur l’Art) e Locarno. Il Pablo di Neanderthal del titolo è Pablo Echaurren che è anche co-sceneggiatore del film insieme a Matarazzo e Bruno Di Marino. “Ricordo l’effetto liberatorio che provavo davanti alle vignette di Pablo”, dice il regista, “Quando mi sono recentemente recato da lui mi sono incuriosito per la congerie di reperti preistorici di cui è pieno il suo studio, abbiamo parlato a lungo di questa sua nuova passione, di come essa rappresenti una ricerca concettuale delle proprie origini. Così è nato Pablo di Neanderthal – arte, evoluzione e bricolage”.  Il film,  più che un mero ritratto dell’artista Echaurren, è una riflessione in forma di caleidoscopio sul nostro passato, sul nostro presente e sul nostro futuro che vuole indagare sulla relazione tra l’arte e l’evoluzionismo.

Continuano infine gli appuntamenti con la creatività femminile di Miu Miu Women’s Tales presso l’Hotel Excelsior, moderati da Penny Martin, editor in chief di “The Gentlewoman”. Due gli incontri previsti: alle 13.00 sarà la volta delle attrici Alba Baptista (Warrior Nun, Jardins Proibidos, Jugo Duplo), Raffey Cassidy (Il sacrificio del cervo sacro, Vox Lux, White Noise,  Dark Shadows, Biancaneve e il cacciatore, Tomorrowland) e Quintessa Swindell (Trinkets, Euphoria, In Treatment), che converseranno con il pubblico presso l’Italian Pavilion. Alle 16.15 la star di Riverdale Lili Reinhart (Chemical Hearts, Look Both Ways), l’attrice Yasmin Finney (Heartstopper) e l’attrice e modella Emma Appleton (The End of the F***ing World, Traitors, Everything I Know About Love) dialogheranno nello Spazio della Regione del Veneto.

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