VENEZIA79 – Presentato Fuori Concorso FREEDOM ON FIRE: UKRAINE’S FIGHT FOR FREEDOM di Evgeny Afineevsky: “Abbiamo cercato di raccontare la storia più completa possibile, per aiutare a cogliere la vera essenza di questa guerra”

Il film FREEDOM ON FIRE: UKRAINE’S FIGHT FOR FREEDOM di Evgeny Afineevsky è stato presentato Fuori Concorso alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

La pellicola descrive la raccapricciante realtà di questa guerra immotivata, scatenata da Vladimir Putin. È un’esplorazione del coraggio del popolo ucraino, fieramente determinato a resistere ‘fino all’ultima goccia di sangue’. Dimostrando una stupefacente capacità di rimanere uniti e difendere la sovranità del proprio Paese, gli ucraini mostrano compassione e resilienza anche al cospetto della morte, della distruzione e di inconcepibili crimini di guerra. Il film trasporta gli spettatori attraverso una guerra iniziata nel 2014 all’indomani di piazza Maidan (Rivoluzione della Dignità) e proseguita fino all’invasione russa del 2022. Attraverso le storie personali di civili, bambini, soldati, medici, anziani, giornalisti, leader religiosi e volontari internazionali, è un diario che restituisce l’umanità a milioni di persone le cui vite sono state stravolte da otto anni di conflitto.

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credit foto La Biennale

“Il nostro team era determinato a documentare gli atroci eventi accaduti in Ucraina per dimostrare al mondo il vero eroismo, il trionfo dello spirito umano e che i valori democratici avranno la meglio. Nella primavera del 2022, il mondo osservava la situazione in Ucraina, dapprima con profonda preoccupazione e incomprensione, successivamente con paura e sostegno. Tuttavia, ad oggi non si comprende ancora appieno quanto è accaduto al centro dell’Europa, a persone pacifiche in un Paese pacifico. Come è avvenuta questa tragica guerra? È avvenuta ora oppure otto anni fa ed è semplicemente passata inosservata agli occhi del mondo? E dove ha trovato il popolo ucraino la forza e la rabbia per combattere? Cosa succederà dopo? Abbiamo cercato di rispondere a queste domande e di raccontare la storia più completa possibile, per aiutare a cogliere la vera essenza di questa guerra. Ho perso tanti amici perchè raccontavano la verItà sul fronte, persone con cui avevamo lavorarto spalla a spalla sono morte e per noi è importante dedicare questo film a tutti coloro che cercavano la verità per farla vedere al mondo”, ha dichiarato Evgeny Afineevsky.

“Dobbiamo far vedere la motivazione di questa gente, tutte queste storie altrimenti la nostra nazione non ci sarà più perchè se il mondo permetterà che l’Ucraina perda questa guerra ci saranno solo i campi di concentramento e tante persone che sono costrette a vivere all’estero non potranno tornare a casa. Ci sono testimonianze incredibilmente importanti nel nostro film, vediamo il concentrato della guerra e tutto quello che abbiamo vissuto nel corso degli ultimi sei mesi. Voglio che le persone che vedano come siamo, che siamo allegri e ridiamo in faccia al nostro nemico, volevano vederci piangere e avere paura ma noi sorridiamo e combattiamo per ogni metro dell’Ucraina, per ogni ragazzo o ragazza, per ogni donna incinta ostaggio in Russia. Ogni ucraino ha tantissime storie che devono essere raccontate. La nostra nuova storia si sta scrivendo adesso. Il nostro compito è rimanere in Ucraina e fare tutto il possibile. Quando Kiev è stata difesa e liberata sono capitata in Lituania, le prime ore ho pianto di gratitudine perchè ad ogni passo ho visto la bandiera ucraina e il sostegno da parte della gente. Sentiamo il calore di ogni persona che combatte per fermare la Russia ed aiutare l’Ucraina, che rappresenta la strada verso l’Europa e l’occupazione di altri territori. E’ la guerra che deve essere fermata. Non si possono stuprare i bambini, uccidere le persone per niente, occuapre i territori, il presidente e la società russi hanno perso qualsiasi orientamento e credono che in questo mondo possano fare ciò che piace loro. Grazie al cinema e a tutti i mezzi disponibili dobbiamo far conoscere al mondo quello che accade e chiedere che i nostri ostaggi in Russia vengano liberati. Finchè l’Ucraina non sarà liberata il mondo non ha il diritto morale di sentirsi al sicuro. L’umanità deve elevarsi sopra gli interessi personali”, queste le parole di Natalia Nagorna.

di Francesca Monti

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