“Peso morto”, il nuovo documentario di Francesco Del Grosso che racconta la toccante e drammatica storia di Angelo Massaro

“Il mondo è andato avanti ma io sono rimasto al 1996”, queste parole ben sintetizzano la toccante e drammatica storia di Angelo Massaro, raccontata nel documentario “Peso morto”, diretto dal regista Francesco Del Grosso e prodotto da Black Rock Film ed Errorigiudiziari.com, presentato al Teatro Litta di Milano domenica 18 settembre, in anteprima mondiale e in Concorso al Festival “Visioni dal mondo”.

Ventuno lunghissimi anni in carcere. Tanti ne sono trascorsi prima che Angelo Massaro venisse riconosciuto innocente per un delitto mai commesso, accusato di un omicidio, quello del suo migliore amico, attraverso un’intercettazione telefonica mal interpretata. Quello che lo ha visto protagonista è uno degli errori giudiziari più clamorosi nella storia dell’Italia repubblicana.

Un’odissea umana che rivive attraverso un viaggio fisico ed emozionale nei luoghi che hanno fatto da cornice alla sua ingiusta detenzione, al fianco di figure chiave della sua incredibile vicenda, come la straordinaria moglie Patrizia, che con profondo amore e coraggio lo ha sempre supportato e aspettato, insieme ai loro figli Antonio e Raffaele, che all’epoca dei fatti avevano rispettivamente due anni e mezzo e quarantacinque giorni e si sono visti privare senza motivo del proprio papà, ma anche la madre di Angelo, lo psicologo, la direttrice del carcere di Catanzaro, il sacerdote, gli avvocati che lo hanno aiutato a ottenere la revisione del processo e a dimostrare la propria innocenza.

Francesco Del Grosso è riuscito a raccontare con eleganza, realismo e grande sensibilità, il prisma di sentimenti vissuti da Angelo Massaro: la rabbia, la frustrazione, la determinazione, il coraggio con cui ha resistito al dolore e alla sofferenza per una condanna assurda e ingiusta, che gli ha tolto ventuno anni di vita che nessuno potrà mai ridargli; la gioia e la rinascita dopo l’assoluzione che gli ha permesso di tornare dalla sua famiglia iniziando a costruire insieme una nuova quotidianità; l’orgoglio e la lotta contro i pregiudizi di coloro che continuano a fargli scontare il fatto di essere stato in carcere.

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“I film non si fanno mai da soli, “Peso morto” è il risultato della ricerca di un’umanità, non è frutto soltanto del mio lavoro ma di quello di tutta la squadra. Tutti mi hanno dato una mano a conoscere il mondo di Angelo, a cominciare da Valentino Maimone e Benedetto Lattanzi. Non mi piace entrare pesantemente nella vita delle persone, ma preferisco che inizino a fidarsi di me, come è successo con Angelo e Patrizia, per poi dare forma alla materia. Ho cercato di rendere chiara una storia che non lo era stata a causa di una serie di gravi errori giudiziari”, ha dichiarato Francesco Del Grosso.

“Vorrei portare all’attenzione dell’opinione pubblica la mia storia e gli errori che vengono commessi dalla giustizia. Quando c’è un innocente in carcere c’è un colpevole fuori. Ho cercato di incanalare la mia rabbia verso qualcosa di costruttivo che mi desse la possibilità di dimostrare la mia innocenza e di crescere. Chiedo ancora oggi le scuse da parte di chi ha sbagliato e da parte di coloro che durante la conferenza stampa fatta nel 1996 mi hanno dipinto come colpevole e assassino”, ha chiosato Angelo Massaro.

di Francesca Monti

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