REF22: dal 22 al 24 settembre “Akal” di Radouan Mriziga. Danza, rituale e canto per riscrivere la storia degli indigeni del Nord

Recuperare la memoria storica attraverso la coreografia: Akal è l’ultimo lavoro del coreografo marocchino di base a Bruxelles Radouan Mriziga, in scena al Mattatoio dal 22 al 24 settembre, terzo capitolo di una trilogia nata per riscrivere la Storia collettiva degli Imazighen, gli indigeni del Nord Africa, per secoli ignorata dall’Occidente e il cui recupero rappresenta per Mriziga il seme per il nuovo futuro.

Se ogni pezzo della trilogia è incentrato su figure femminili mitologiche che rappresentano e proteggono la cultura amazigh, in Akal è la coreografa, danzatrice e cantante ruandese Dorothée Munyaneza, già più volte al Romaeuropa Festival, a incarnare l’antica dea egiziana Neith, figura unica e misteriosa da cui tutto deriva, divinità di nascita e morte, guida delle anime dei defunti verso gli inferi.

Mriziga dialoga con la potenza di questa figura femminile e con la cultura orale degli Imazighen costruendo un assolo potente capace di mescolare rituale, danza tradizionale, architettura, canto, poesia e rap e di disegnare uno spazio coreografico intimo attraverso il quale tracciare nuove narrazioni, costruire nuove memorie, far emergere un passato represso per garantire un futuro più inclusivo.

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