SANTA LUCIA, opera prima di Marco Chiappetta, in uscita al cinema a novembre

Santa Lucia, esordio al lungometraggio del giovane regista e sceneggiatore napoletano Marco Chiappetta, che vede protagonisti due grandi interpreti della scena teatrale e cinematografica italiana, Renato Carpentieri e Andrea Renzi, dopo l’anteprima al 39° Torino Film Festival, sarà prossimamente nelle sale distribuito da Double Line.

Teatri Uniti, laboratorio permanente per la produzione e lo studio dell’arte scenica contemporanea, ha prodotto tra le altre cose i primi film di Mario Martone e Paolo Sorrentino. Per Santa Lucia ha formato una troupe composta da giovani professionisti del settore, molti nati negli anni Novanta, guidati da alcuni veterani che vent’anni prima già condivisero il set de L’uomo in più, folgorante esordio sul grande schermo di Sorrentino e di cui in Santa Lucia ritroviamo anche uno dei protagonisti: Andrea Renzi.

Al centro di questa storia c’è Napoli, che si presenta in una versione inedita e senza tempo, quasi onirica e crepuscolare, una città apparentemente deserta. Qui si sviluppa il racconto del ritorno di Roberto (Renato Carpentieri), scrittore ormai cieco che dopo molti anni trascorsi a Buenos Aires rientra nella sua città natale per la morte della madre. Insieme, con il fratello Lorenzo (Andrea Renzi), musicista mancato, intraprende un viaggio nella memoria della città della sua infanzia e giovinezza, che non può più vedere, ma solo percepire attraverso i sensi che gli restano, i ricordi e l’immaginazione, alla ricerca del doloroso motivo che lo spinse ad abbandonare la sua città.

Dopo aver distribuito alcuni film di affermati autori stranieri – sottolinea il distributore – ci è parso doveroso tenere gli occhi aperti anche sul panorama nostrano che ogni anno offre esordi interessanti, a volte ingiustamente relegati al solo circuito dei festival. Santa Lucia è un film italiano nell’anima ma universale nei contenuti, che colpisce anche per la rappresentazione di una Napoli inedita, quasi dal taglio ‘impressionista’ nella scelta degli ambienti e della fotografia.

L’idea del film – ha spiegato il regista – è nata quando vivevo all’estero. Mi mancava talmente tanto la mia città che ho iniziato a chiedermi cosa succederebbe a una persona se, dopo anni di lontananza, facesse ritorno nella sua città natale senza poterla più rivedere. Così ho voluto raccontare il passato di un uomo senza futuro, “il punto di vista” di un cieco che non può più vedere ma solo sentire con gli altri sensi, immaginare e ricordare. Roberto, accompagnato al fratello Lorenzo, ripercorre i ricordi e i luoghi del cuore, alla ricerca di un pezzo mancante.

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