Intervista con M.E.R.L.O.T, che il 30 settembre pubblica l’album di debutto “Gocce”: “Il mio sogno è riuscire a fare di questo lavoro la mia vita”

“Gocce” è l’album di debutto di M.E.R.L.O.T, cantautore che con le sue parole mette in musica il vissuto della generazione Z, che da venerdì 30 settembre sarà disponibile (per Virgin Records/Universal Music Italia) su tutte le piattaforme e negli store digitali, nonché in formato cd.

“Gocce” è il punto di arrivo di un percorso lungo più di due anni durante il quale il cantautore, in un viaggio all’insegna dell’esplorazione di sé, dei suoni e delle parole che gli permettono di esprimere il suo mondo e quello dei giovani ventenni, ha pubblicato una serie di singoli, che nel complesso ad oggi hanno totalizzato oltre trenta milioni di stream, sei dei quali confluiscono nel disco insieme a quattro brani inediti.

Ad ottobre M.E.R.L.O.T torna sul palco, dopo un’estate live in tutta Italia, per due concerti esclusivi nei club, domenica 9 all’Arci Bellezza di Milano e mercoledì 12 al Monk di Roma, accompagnato da una band di quattro musicisti (biglietti disponibili su bpmconcerti.com).

Qui la nostra video intervista con M.E.R.L.O.T:

Manuel, come hai lavorato al tuo disco d’esordio Gocce?

“Ho lavorato ai brani nella mia stanzetta, con chitarra e piano, lasciandomi ispirare. Al contrario dei precedenti progetti questa volta mi sono interfacciato con altre realtà, cercando di portare il lavoro anche in studio”.

In che arco di tempo sono stati scritti i brani?

“Cerco di scrivere il più possibile, anche per tenermi esercitato, ma le canzoni che sono nel disco sono nate in dieci minuti, in modo spontaneo, perchè quando arriva l’ispirazione e la voglia di scrivere è un flusso di coscienza e non riesci a fermarti”.

In “Gocce” sono contenuti quattro inediti, “Sognatori in fabbrica”, “Roxanne”, “Diamanti” e “Angeli stanchi”…

“Sono tutti collegati dallo stesso filo logico, perchè li ho scritti nello stesso periodo, quindi dall’idea di sognatore quale sono io e della delusione, perchè non è mai facile realizzare i propri sogni, intesi anche come relazioni e rapporti con gli altri”.

BAZ0920_ph. Stefano Bazzano

credit foto Stefano Bazzano

“Angeli stanchi” racconta la sensazione che si prova quando si capisce l’importanza di qualcosa dopo averla persa. Ti è mai capitato?

“Mi capita sempre ma fa parte dell’essere umano, riusciamo a capire che una cosa è importante solo quando la perdiamo. Scrivendo queste canzoni ho cercato di lavorare su me stesso per migliorare questo aspetto e imparare ad amare le cose e a non darle per scontate”.

Cosa vorresti arrivasse di te e della tua musica a chi ascolterà il tuo disco?

“Spero che ascoltino il disco con la stessa passione con cui l’ho scritto. Parlo di me stesso, ma penso che la mia condizione e le mie emozioni possano essere vissute anche da altre persone”.

Ad ottobre sono in programma due date live, cosa stai preparando?

“E’ la prima volta che porto un disco nei live, quindi c’è un po’ d’ansia perchè si concretizza un percorso artistico, ma allo stesso abbiamo lavorato bene anche con i ragazzi della band, riarrangiando i brani. Voglio che sia un concerto in cui la gente non solo si diverta ma possa ascoltare bene le parole e farle proprie”.

BAZ1592_ph. Stefano Bazzano

credit foto Stefano Bazzano

Dopo l’esperienza nel 2020 a Sanremo Giovani con “Sette volte” ti piacerebbe tornare sul palco dell’Ariston?

“Non escludo nulla anche perchè sono dei mezzi non solo per farsi conoscere ma soprattutto per accrescere il proprio bagaglio. Quando ho fatto Sanremo Giovani ho incontrato altre persone e modi diversi di fare musica e tutte le esperienze possono aiutarti”.

Dicevi poco fa di essere un sognatore. Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“Il mio sogno è riuscire a scrivere canzoni e fare di questo lavoro la mia vita. Sognare è importante, se hai un sogno devi portarlo avanti perchè la vita è una ed è corta e non bisogna avere poi rimorsi o far scegliere agli altri per noi. E’ meglio tentare e fallire piuttosto che non provarci affatto”.

C’è un artista in particolare con cui ti piacerebbe collaborare?

“Ce ne sono diversi, ma se devo rimanere fedele a chi mi ha più ispirato e fatto iniziare a scrivere dico Gazzelle”.

di Francesca Monti

credit foto Stefano Bazzano

Grazie a Elisa Marchina

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