Intervista con Francesco Gabbani, in concerto il 1° ottobre al Mediolanum Forum di Assago: “Non aspetto la felicità ma la vivo nel presente”

“Saranno dei concerti veri e propri, con al centro la musica, le canzoni, la condivisione con il pubblico ed è una scelta voluta perchè mi piace l’idea di andare alla sostanza, di non puntare ad effetti speciali particolari”. Francesco Gabbani festeggia un anno intenso e ricco di successi con due live speciali nei palazzetti, il 1° ottobre al Mediolanum Forum di Assago (MI) e l’8 ottobre al Palazzo dello Sport di Roma, in cui porterà sul palco il suo concetto di felicità con una scaletta studiata appositamente per l’occasione. Tra musica e parole, l’artista presenterà non solo il suo quinto lavoro in studio, dal titolo “Volevamo Solo Essere Felici” (BMG), ma anche le canzoni che hanno emozionato e fatto ballare tutti, più alcune sorprese. Ospite del concerto di Milano sarà Ornella Vanoni, mentre ad aprire le due date sarà Alfa.

Francesco Gabbani sarà accompagnato dalla sua band composta da Filippo Gabbani (Batteria), Lorenzo Bertelloni (tastiere), Giacomo Spagnoli (basso) e Marco Baruffetti (chitarra).

In questa piacevole chiacchierata, con la consueta simpatia, profondità e disponibilità, Francesco Gabbani ci ha parlato dei due live speciali, delle emozioni vissute nel tour estivo che si è concluso il 18 settembre al Teatro Antico di Taormina, del debutto al cinema nel film “La donna per me” di Marco Martani e in tv come conduttore nello show green “Ci vuole un fiore”, ma anche dell’esperienza al Giffoni Film Festival e della sua idea di felicità.

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Francesco, partiamo dal tour estivo appena concluso con la data di Taormina, com’è stato incontrare di nuovo il tuo pubblico e girare per tutta l’estate tra musica e viaggi? Qual è la fotografia più bella che porterai nel cuore?

“Porterò con me una bellissima fotografia ricca di emozioni e soddisfazioni. A parte il fatto che il tour è andato bene in termini meramente numerici, che ovviamente fa piacere perchè c’erano tanti live quest’anno, ma pensare che il mio pubblico sia venuto a sentirmi e abbia fatto chilometri, pagato biglietti per vedere lo show è una grande gratificazione. E’ stato speciale perchè era il tour dell’estate della rinascita della musica dal vivo a pieno regime, infatti negli ultimi due anni l’abbiamo vissuta in modo strambo o in condizioni di restrizioni, invece quest’anno le presenze erano complete, ed è un po’ come essere tornati quasi a respirare. La sensazione è stata di prendere una boccata d’aria come quando stai in apnea sottacqua per un po’ di tempo, poi torni in superficie e fai un respiro. Ma c’è anche un altro tipo di soddisfazione che ho constatato durante questo tour”.

Quale?

“A differenza ad esempio del 2017 con i live di Occidentali’s Karma che hanno visto tante presenze, con una percentuale però di persone che veniva per la curiosità di sentire quello che poteva essere il fenomeno del momento, il pubblico di oggi è completamente mio, ha deciso di seguirmi nel bene e nel male e in tutte le mie forme, mi rispetta per quello che sono e in tutti i tipi di canzoni che faccio, ha un’attenzione particolare anche nei riguardi dei singoli che non vanno in radio o che non sono di dominio popolare. Questo mi riempie di gioia”.

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Il 1° ottobre al Mediolanum Forum di Assago e l’8 al Palazzo dello Sport di Roma sono in programma due concerto speciali. Cosa hai preparato?

“Saranno dei concerti veri e propri, con al centro la musica, le canzoni, la condivisione con il pubblico ed è una scelta voluta perchè mi piace l’idea di andare alla sostanza, di non puntare ad effetti speciali particolari. Poi naturalmente ci sarà un bell’allestimento, perchè i palasport hanno l’esigenza di avere una scenografia d’impatto e delle luci per rendere tutto più coinvolgente. Però il punto focale saranno i miei brani, quelli più conosciuti, quelli dell’ultimo album, e a differenza dei live estivi ci saranno anche delle chicche, nel senso che risuonerò, canterò e proporrò dei pezzi più ricercati, che solitamente non faccio e che al pubblico fa piacere sentire”.

Hai annunciato che nel live al Forum di Assago sarà ospite Ornella Vanoni, con la quale hai instaurato un bel rapporto artistico…

“Assolutamente, con Ornella c’è questo bellissimo rapporto che nasce da un contatto artistico, quando le ho proposto la canzone “Un sorriso dentro al pianto”, che ha cantato e che ho scritto con Gino Pacifico e ultimato con lei. Da lì si è creato un legame di amicizia transgenerazionale. Siamo di due epoche diverse, ma c’è un filo conduttore di emotività e sensibilità molto bello, spontaneo e semplice che ci unisce. Sull’onda di questo rapporto la sua presenza al Forum è nata naturalmente da una telefonata. Le ho chiesto se avesse voglia di venire a trovarmi e lei mi ha risposto: “a vederti o per cantare?”. Le ho detto che ci saremmo esibiti insieme e ha detto subito di sì. Saremo due amici che cantano sul palco. Sono orgoglioso di poter ospitare nel mio live una leggenda della musica italiana quale Ornella Vanoni”.

Sono usciti pochi giorni fa i video live di “L’amor leggero” girato al Castello Estense di Ferrara e di “Tossico Indipendente”, che ha come location le Valli di Comacchio, due luoghi splendidi del nostro Paese. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Sono due video live non canonici perchè accompagnano brani presenti nel disco ma che non sono stati pubblicati come singoli. Nascono da un progetto particolare con il Comune di Ferrara che ha deciso di collaborare con me per trovare un punto di sintonia tra la musica che faccio e le bellezze del loro territorio. Mi è sembrata una bella idea e abbiamo realizzato questi due video suonando live nelle location all’aperto ed è stata un’esperienza suggestiva. Sono contento del risultato perchè entrambi, in modo diverso, sono emozionanti e coinvolgenti”.

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Il 2022 è stato l’anno che ti ha visto esordire come attore nel film “La donna per me”. Che esperienza è stata?

“Marco Martani mi aveva chiesto una canzone e poi scherzando mi ha detto che nei video avevo un’espressività particolare e che secondo lui avrei potuto reggere anche come attore in una parte. Così abbiamo fatto un provino ed è andato bene. E’ stata una sfida interessante, mi sono divertito e vivendo il set cinematografico ho capito che gli attori bravi lo sono davvero perchè non è per nulla facile recitare (sorride)”.

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E quella come conduttore su Rai 1 dello show green “Ci vuole un fiore”?

“La conduzione di “Ci vuole un fiore” con Francesca Fialdini è stata un’altra esperienza molto bella, che mi è stata proposta perchè sapevano che ho una sensibilità particolare per il tema che si andava a trattare, cioè provare a sensibilizzare il pubblico, tramite l’intrattenimento, sulla difesa dell’ambiente e sulla transizione ecologica. Ho accettato e ho cercato di fare del mio meglio. E’ stata una bella avventura che ripeterei volentieri se ci fosse il presupposto di contenuto per farlo”.

Quest’estate sei stato ospite per la prima volta al Giffoni Film Festival. Cosa ti ha lasciato l’incontro con tanti ragazzi appassionati di cinema?

“Mi ha lasciato una bella sensazione soprattutto relativa ad un approccio positivo su quello che può essere lo sviluppo delle espressioni artistiche, in questo caso relative al cinema e all’immagine delle nuove generazioni. Mi ha stupito perchè ogni tanto pecco di giudizio sul fatto che i giovani di oggi siano un po’ apatici, abbiano pochi sogni e poca voglia di mettersi in gioco e di buttarsi nel fare qualcosa che tocchi l’aspetto emozionale di una dimensione che trascende la realtà umana come nel caso dell’arte. Invece vedere dei ragazzi che hanno questa passione e questo trasporto mi ha riempito il cuore. Mi ha fatto piacere l’idea di aver portato, o almeno spero (sorride), un contributo su quella che può essere la mia umile esperienza cercando di far capire quanto sia importante credere in quello che si fa e cimentarsi in nuove sfide. E’ stata una splendida giornata”.

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credit foto Chiara Mirelli

Nel 2021 hai preso parte al progetto #Iosonodiverso di Cartoon Network e in un post su Instagram hai scritto una frase bellissima: “Nel mondo che voglio la diversità è ricchezza, è bellezza”. Che ruolo possono avere oggi la musica, il cinema e le altre arti nel mandare messaggi sociali e smuovere le coscienze della gente? 

“Secondo me hanno sempre avuto e continueranno ad avere ruoli importantissimi perchè la comunicazione è qualcosa che, a volte in modo passivo altre attivo, arriva alle persone, alle loro coscienze. Una canzone ad esempio viene ascoltata attentamente o distrattamente ma se c’è uno stimolo, un’energia, un messaggio, una visione arriva al pubblico. Quindi chi fa musica, cinema o altre forme d’arte ha una responsabilità da questo punto di vista. Trovo invece che soprattutto la tv oggi a volte sia un po’ votata alla superficialità e questo non va bene”.

Ricollegandomi al titolo del tuo ultimo disco, “Volevamo solo essere felici”, ti chiedo qual è oggi la tua idea di felicità?

“Credo sia molto orientale, perchè sto provando ad imbrigliare la ricerca della felicità nel presente. Noi occidentali concepiamo la felicità come qualcosa che deve arrivare nel futuro, pensiamo “sarò felice quando avrò quella cosa, quando raggiungerò quello stato o quell’obiettivo” e questo porta grandi delusioni e sofferenze se non vengono rispettate le aspettative. Invece mi sono riscoperto nel cercarla nel presente, provo ad allenarmi ad essere felice tramite la gratitudine per quello che ho ora, mi approccio in questo modo alla felicità, non la aspetto ma la vivo e credo sia un po’ il segreto per essere davvero felici”.

di Francesca Monti

Grazie a Maryon Pessina

credit foto copertina Chiara Mirelli

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