Intervista con Chiara Tron: “La serie “Viola come il mare” racconta come si possano affrontare le cose negative con un sorriso”

“In comune con il mio personaggio ho l’ironia e l’essere presente per le persone a cui tengo. Alla fine vestendo i suoi panni ogni giorno, sento che abbiamo creato una sorta di fusione“. Chiara Tron, indubbiamente tra le giovani attrici del panorama italiano più interessanti e versatili, è tra i protagonisti, nel ruolo di Tamara Graziosi, della serie crime light “Viola come il mare”, in onda il venerdì sera su Canale 5, coprodotta da Rti e LuxVide e diretta da Francesco Vicario, tratta dal romanzo “Conosci l’estate?” di Simona Tanzini.

Scontrosa, svogliata, pessimista, Tamara lavora come cameraman nella redazione di Sicilia WebNews, dove per sopravvivere a un ambiente maschilista e agguerrito ha imparato la nobile arte del “mimetismo”. Il suo obiettivo è starsene sempre e comunque per i fatti suoi. Non ha relazioni sociali, eccetto quelle finalizzate a scopi puramente pratici, è allergica agli abbracci, alle manifestazioni di gioia, all’ottimismo, a Viola (Francesca Chillemi) in pratica… ma con il tempo il loro rapporto cambierà.

Chiara Tron 2022 (2)

Chiara, in “Viola come il mare” interpreti Tamara Graziosi, cameraman nella redazione di Sicilia WebNews. Cosa puoi raccontarci riguardo il tuo personaggio e come ti sei preparata per entrare nei suoi panni?

“Tamara come avrete visto, si presenta come svogliata, cinica, disinteressata ai rapporti sociali e decisamente propensa alla solitudine. Leggendola mi faceva pensare tanto a un lupo omega, cioè un lupo che tende a minimizzare le situazioni di difficoltà e a disinnescare. È fondamentale al branco ma non ne è protagonista e mi piace perché lei non ha problemi a vivere fuori dai riflettori. Interpretarla è stata la cosa più naturale del mondo, l’ho sentita mia da subito nonostante sia il mio opposto. Alla fine vestendo i suoi panni ogni giorno, sento che abbiamo creato una sorta di fusione”.

Ci sono dei tratti che ti accomunano a Tamara?

“Ecco, in comune invece abbiamo l’ironia e l’essere presente per le persone a cui teniamo. Rispondendo a questa domanda mi rendo conto che alla fine la vera risposta è: siamo la stessa persona solo che lei esiste in “Viola come il mare”, io nei restanti giorni dell’anno (sorride)”.

19102021-_DSC3168_TRON_CHILLEMI

Chiara Tron con Francesca Chillemi – credit foto Ufficio stampa Mediaset

All’inizio i rapporti tra Tamara e Viola non sono idilliaci, essendo due donne caratterialmente molto diverse. Come si evolveranno nel corso della storia?

“Vi toccherà guardare la serie per scoprirlo … non farò nessun tipo di spoiler, ma di sicuro ne vedrete delle belle”.

Come ti sei trovata lavorando sul set con Francesca Chillemi, Can Yaman e il resto del cast?

“Questo cast è affiatatissimo! Avevo conosciuto Mario su un altro set ed abbiamo cominciato “Viola come il mare” essendo già molto amici. Con Francesca abbiamo legato dalla prima lettura che è stata il 23 settembre e fino al primo giorno di riprese abbiamo studiato insieme vivendo praticamente in simbiosi. Adesso che la serie è uscita siamo ancora più legate di prima. Can si è unito a noi due nella fase di studio agli inizi e questo ci ha fatto prendere subito confidenza. Era come avere un fratellone Gigante accanto. Io lo chiamo GGG come il grande gigante gentile. Giovanni invece lo avevo conosciuto in accademia e lavorare insieme è stata una conferma della stima e dell’affetto che provo per lui. Chi invece per me è stata una meravigliosa scoperta ovviamente è Ruben, lui è il regalo più bello che questa serie mi abbia fatto. Poi ci sono Daniele, una delle persone più buone che abbia mai conosciuto; Simona che dovrebbe essere uno spirito guida per chiunque si strugga nel prendere la vita troppo seriamente; e Tommaso, la dolcezza fatta uomo di un chilometro e mezzo. Direi che sia chiaro quanto ami questo cast, no?”.

DSCF6384_CHILLEMI_YAMAN_TRON

Chiara Tron con Can Yaman e Francesca Chillemi – credit foto Ufficio stampa Mediaset

Nella scheda di presentazione della serie Tamara viene identificata da Viola con il giallo “come il fastidio che prova quando dico che è la mia migliore amica”. Sei d’accordo con la scelta di questo colore per il tuo personaggio?

“La trovo molto azzeccata. Il giallo può essere un colore stupendo ma dare fastidio se troppo acceso, quindi direi che le nostre fenomenali sceneggiatrici hanno scelto bene. Se invece dovessi dire un colore che mi fa pensare a Tamara direi il verde militare perché con Monica, la costumista, mentre capivamo come vestirla, veniva sempre detta la parola “safari”. La palette Safari di Tamara è praticamente essa stessa il personaggio e il primo capo che ho provato era appunto un giaccone verde militare, che vedrete spesso nelle prossime puntate”.

La prima puntata di “Viola come il mare” ha avuto ottimi ascolti. Cosa vorresti arrivasse al pubblico che guarda la serie?

“Parto con il dire che non potrei essere più grata al pubblico che ci ha sostenuti, sperando che si mantenga sempre appassionato e fedele anche nelle prossime serate. Mi piacerebbe che arrivasse un cambio di prospettiva. Siamo abituati a soccombere alle difficoltà, alle malattie, alle avversità che incontriamo lungo la strada. Ecco, “Viola come il mare” racconta come si possa affrontare il negativo con un sorriso, con l’empatia, consapevole che spesso da soli è più dura, ma mettendosi in ascolto dell’altro si possono curare tante ferite, anche le proprie”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“Da piccola sembravo un maschietto, avevo i capelli cortissimi e ci pativo parecchio, ma proprio per questo mio look alternativo, a 9 anni mi chiesero di fare il pifferaio nella recita scolastica di fine anno. Ero l’unica in grado di imparare tutte le battute e di femminile avevo molto poco: questo ha fatto di me il pifferaio perfetto a quanto pare, ed ora eccomi qui”.

Chiara Tron 2022 (1)

Tra le esperienze fatte finora in serie tv, teatro e cinema, ce n’è una a cui sei più legata?

“Uno spettacolo a cui sono legatissima è “La partitella”, è stato il primo in cui sono stata assunta come attrice professionista. Ma ne amo molto anche alcuni fatti con i miei compagni del laboratorio di arti sceniche di Massimiliano Bruno come “Orienti” di Duccio Camerini, e la Sirenetta, realizzata con la compagnia del teatro del Torrino, che è stato il mio primo musical”.

Un sogno nel cassetto…

“Vincere l’Oscar, sembrerà banale ma è la verità”.

Tra le tue skills c’è il canto, quale canzone assoceresti a Tamara?

““Bad to the bone” di George Thorogood & the destroyers. Non per quello che dice, ma per il senso di irriverenza e noncuranza che mi trasmette ogni volta che l’ascolto”.

di Francesca Monti

Grazie a Patrizia Viglianti – Link Art Srl

Rispondi