Intervista con Ilaria Argiolas, che pubblica il suo primo album “M’hanno chiamato Ilaria”: “Io sono le mie radici”

Il 31 ottobre esce “M’hanno chiamato Ilaria” (Fonoprint), il primo album di Ilaria Argiolas, giovane artista emergente romana già vincitrice del premio Lunezia per la sezione Nuove Proposte.

Il progetto arriva in edizione limitata e lontano dalle piattaforme: una realtà avanzata, una scelta voluta per avere un contatto diretto con le persone che in questo modo possono avere tra le mani un pezzo di Ilaria. Tra la metro C e un giro di chitarra, ecco la Roma irriverente, ironica e verace che non si racconta mai abbastanza.

“M’hanno chiamato Ilaria” è stato anticipato dal singolo “La mia borgata”, che ci trasporta in una piccola borgata della Roma viva e vera che, attraverso strade sporche e vie di umanità, racconta il bello e il brutto, il dolore e la bellezza della vita, quella che non si scrive facilmente se non nella sua accecante verità, senza maschere e senza troppi giri di parole.

Genuina, esplosiva, è dall’incontro con Mauro Paoluzzi che il percorso di Ilaria Argiolas, tanto complesso quanto determinato, trova la sua massima espressione. Un rock dirompente, graffiante e intriso di romanità, che non rinnega le sue origini ma ne fa manifesto, risultato di un percorso iniziato quando era bambina e che, negli ultimi mesi, ha attirato le attenzioni di artisti di rilievo del panorama non solo nazionale, ma anche internazionale.
Ed è cosi che Ilaria ha incontrato sulla sua strada, facendoli innamorare di sé, artisti del calibro di Phil Palmer, Alan Clark, Vincenzo Incenzo, Claudio Golinelli (Il Gallo), Roberto Vecchioni, Mariella Nava, Grazia di Michele, solo per citarne alcuni.

ILARIA ARGIOLAS chitarra

Ilaria, è uscito il tuo nuovo singolo “La mia borgata”. Ci racconti com’è nato?

“Ciao, La mia borgata è una passeggiata tra le strade della mia borgata, o meglio, passando ogni giorno per andare a lavoro davanti all’isola ecologica di via di Rocca Cencia, specialmente in estate l’odore di immondizia si sente parecchio, da lì l’idea di voler raccontare di più”.

Come e quando ti sei avvicinata alla musica?

“All’età di 6 anni per colpa di mio fratello! Lui per i suoi problemi amorosi si chiudeva in camera a suonare e cantare e io lo spiavo dietro la porta fino al giorno in cui l’ha aperta e ha iniziato a darmi lezioni di chitarra e a farmi ascoltare i grandi cantautori che poi sono diventati i miei poeti”.

Sei stata finalista al premio Lunezia classificandoti sul podio tra le Nuove Proposte. Che esperienza è stata?

“E’ stato un sogno realizzato, un concorso al quale tenevo particolarmente perché è un premio che dà particolare rilievo al testo e per una come me che scrive prima il testo e la musica è stato un onore potervi partecipare e arrivare sul podio”.

Molte delle tue canzoni sono in lingua romana, quanto sono importanti per te le tue radici?

“Importantissime. Io sono le mie radici!”.

Negli ultimi anni hai avuto modo di collaborare con artisti del calibro di Phil Palmer, Claudio Golinelli, Vincenzo Incenzo, Roberto Vecchioni e Richy Roma. Qual è il consiglio più prezioso che ti hanno dato?

“L’insegnamento più prezioso che mi hanno trasmesso è di non perdere mai la verità!”.

A breve pubblicherai il tuo primo album con l’etichetta Fonoprint, cosa puoi anticiparci?

“Con il mio primo album “M’hanno chiamato Ilaria” vi presento un nuovo genere… Rock Romano, e un nuovo modo di scrivere canzoni!”.

di Francesca Monti

Grazie ad Alessandra Ballarini

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...