“GRAPPOLI – ETNA 2022”: IL VERSANTE SUD DELL’ETNA ED I SUOI VINI

Il Parco urbano di Belpasso, intitolato a “Peppino Impastato”, ha dato ospitalità, giorno 22 ottobre, alla manifestazione Grappoli – Etna 2022, evento alla sua prima edizione che ha esaltato l’unicità dei vini del versante Sud dell’Etna, attraverso le degustazioni degli stessi ed anche di alcuni prodotti Slow Food, con gli interludi musicali di Jazz live music.

La manifestazione, orchestrata dall’associazione no profit Verde Basico, con in testa il presidente Girolamo Laudani, sotto l’egida del Comune di Belpasso, dell’Ente Parco dell’Etna e dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS), si è svolta in un comune che rappresenta il fulcro del versante sud del vulcano etneo anche dal punto di vista della produzione enoica. Grappoli è stato realizzato con la finalità di dare rilievo al brand Etna, già affermato e conosciuto in tutto il mondo, anche relativamente a questo particolare segmento territoriale, creando, in aggiunta, una connessione collaborativa con le realtà degli altri fianchi del vulcano attivo più alto d’Europa.

Il Presidente di Verde Basico, Girolamo Laudani, ha affermato che «con la visione di avere continuità e coesione territoriale nella presentazione del mondo vitivinicolo etneo, l’evento “Grappoli” si pone come riferimento per il versante sud nella speranza di proporre ed esaltare il gusto di una tradizione che accompagna l’uomo da secoli».

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L’evento ha mantenuto le attese attirando parecchi convenuti attratti anche dai prodotti Slow Food e da appetitosi taglieri di salumi e formaggi (con questi ultimi curati dai fratelli Borzì), dalle melodie del gruppo Shameless Jazz ed ovviamente dalle tante e variegate possibilità enoiche di questo versante, sprigionatesi grazie alle diciotto cantine presenti, valorizzate anche da alcuni rappresentanti AIS.

E proprio la Delegata AIS Catania e Vicepresidente AIS Sicilia, Mariagrazia Barbagallo, ha asserito: «La nostra associazione collabora da sempre allo sviluppo del territorio e si impegna a divulgare la buona cultura del vino. Nel giro di poco tempo, l’Associazione Verde Basico è riuscita ad organizzare una bella manifestazione ed a raggruppare circa 20 cantine dell’Etna. È un evento che vuole dare risalto, continuità territoriale ed evidenza a quei Comuni che, pur avendo una grande storia e tradizione nel mondo vitivinicolo, sono stati meno sviluppati rispetto ad altre zone del nostro vulcano. Come associazione vogliamo dare il nostro supporto per porre la giusta attenzione a questi nuovi territori emergenti e siamo sicuri che sarà una manifestazione che esalterà tutto il territorio etneo».

Partner dell’evento sono stati anche: CAI, Confcommercio Catania e Pro loco Belpasso. E proprio Daniele Motta, il sindaco di Belpasso, comune posto a 550 metri s.l.m. – con tutte le caratteristiche che questa posizione dona ai prodotti enogastronomici del luogo – ha espresso sostegno a questa bella iniziativa, dichiarando: «Mi complimento con gli organizzatori di questo evento per l’iniziativa che mette in luce, ancora una volta, quanto di buono può offrire il nostro territorio e quanto questo possa rappresentare un motivo di positiva ricaduta economica per Belpasso. Per questo motivo, il Comune è al fianco di Verde Basico, a supporto di questa prima edizione di ‘Grappoli’ cui auguro un grande successo e future nuove edizioni ricche di soddisfazioni».

Per fornire un ulteriore approccio con la realtà enoiche presenti l’organizzazione ha approntato una zona conferenze nella quale, hanno dato i loro contributi alcuni ospiti ed alcune cantine, con la conduzione e moderazione della giornalista Rita Patanè.

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Ad esordire in questi segmenti di incontri è stato il Presidente del Parco dell’Etna, Carlo Caputo, che ha spiegato il ruolo svolto dall’ente che si occupa di pianificare per tutelare l’Etna ed assegnare le dovute autorizzazioni relative a determinati ambiti. I sindaci del parco (che è peraltro un laboratorio naturale di biodiversità), come detto in aggiunta da Caputo, hanno votato l’istituzione di un “Marchio collettivo di qualità ambientale del Parco dell’Etna”, per supportare le aziende che operano all’interno del parco stesso con restrizioni sicuramente superiori a quelle degli imprenditori che sono attivi al di fuori dei suoi confini.

Il Presidente del CAI di Belpasso, Enrico Fisichella ed il Consigliere Regionale del CAI, Mario Laudani, hanno evidenziato come il Club Alpino Italiano (associazione creata nel 1863 anche dal noto statista Quintino Sella) svolga una funzione non solo connessa al soccorso alpino, alla sentieristica od alla formazione alla fruizione consapevole dei territori, ma anche legata a progetti incentrati sul sociale.

Una serie di apporti informativi di alcune cantine ha caratterizzato i momenti successivi della serata con Giuseppe Paolì di Sive Natura che ha spiegato come la sua azienda origini da San Giovanni Montebello (una frazione di Giarre) e che il nome faccia riferimento a Spinoza con il suo “Deus sive natura”, che significa: Dio ossia la natura. La produzione di questa cantina si attua nella zona su accennata (a 450 metri s.l.m.) ed anche a Milo, (420 metri s.l.m.), con vini che si basano sul Carricante e sul Nerello Mascalese.

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Emilio Sciacca di Emilio Sciacca Winery ha raccontato come la sua produzione tragga origne da Linguaglossa (versante Nord) e da Biancavilla, ossia nel versante sud dell’Etna, sposando la filosofia del “vino naturale”, con fermentazioni spontanee e lieviti del luogo, ottenendo tre vini rossi (di cui uno senza solfiti), un bianco ed uno spumante, tutti DOC Etna.

Alfio Nicotra di Tenuta Stagliata, ha ringraziato la moglie, imprenditrice agricola, Agata Santangelo, ricordando come la Tenuta sia uno dei 22 antichi feudi del principato di Paternò Nicotra ha illustrato come i terreni si collochino ad un’altitudine di 480 metri s.l.m., con l’azienda che adopera vitigni autoctoni come il Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio, il Grecanico Dorato ed il Carricante.

 Serena Guerrera (enologo e dottore agronomo) di Me Cori ha affermato come l’azienda nasca nel 2019 grazie ad un progetto fatto con il fidanzato, l’enologo Sebastiano Vinci, con il quale ha creato questa impresa enoica dal nome significativo: “MeCori”. Il nome dell’azienda infatti, in siciliano, vuol dire “mio cuore” e traduce la passione dei due giovani ragazzi che producono vino ed anche olio EVO all’insegna della sostenibilità ambientale a Moganazzi (Etna Nord, 770 metri s.l.m.), con l’Etna Rosso Doc 2020 che ha vinto recentemente la medaglia d’oro di Civiltà del bere.

Marco Giachino di Vita Nova ha narrato come suo nonno avesse dei terreni ed egli avesse maturato una certa passione poi abbandonata per la vinificazione. Nel 2015 Giachino si è avvicinato nuovamente al mondo del vino ed ha voluto realizzare un’attività enoica, creando poi l’azienda nel 2018 e producendo un Doc Etna Rosso Nerello Mascalese in purezza, denominato Josè Maria, dal nome dei genitori ed un Carricante in purezza, dal 2021, chiamato Maria Josè.

Giuseppe Papale, dell’Azienda Tenuta Papale, ha descritto la collocazione della sua azienda Belpasso, ad 800 metri s.l.m) , specificando come la sua cantina abbia 5 ettari con 22.000 viti per vitigni autoctoni, quali Nerello Mascalese ( in prevalenza), Nerello Cappuccio e Carricante ( 4 i vini rossi prodotti- tre DOC Etna-, un bianco, un rosato e quattro liquorosi).

Nicola Gumina di Nicola Gumina ha spiegato come la sua azienda, ubicata nei pressi di Castiglione di Sicilia, (Contrada Piano Filici, con quest’ultimo termine che in italiano significa felce) sia a conduzione familiare e come produca anche olio e frutta, oltre a due DOC Etna Rossi, un DOC Etna Bianco ed un Etna DOC spumante metodo Classico.

Giuseppe Borzì di Serafica ha descritto la sua azienda affermando come sia situata nel versante Sud, (con altitudine che parte dai 650 fino ai 900 metri s.l.m.) realizzando un DOC Etna Bianco, un DOC Etna Rosso, un DOC Etna Rosato, due IGP Terre Siciliane (Bianco e Rosso) ed uno spumante.

Enrico Travaglianti di Travaglianti ha detto come il territorio d’elezione della sua azienda sia Santa Maria di Licodia, producendo vini DOC Etna Bianco, Rosato e Rosso a Tenuta Cavaliere (versante Sud/Sud-Ovest dell’Etna, a 850 metri s.l.m.) ed olio EVO presso Feudo Don Cirino (tra i 600 e 700 metri s.l.m), in entrambi i casi con metodo biologico. La produzione è di circa 10.000 bottiglie l’anno e si punta a giungere a 50.000.

Pippo Privitera dell’Enoteca dell’Etna ha affermato l’importanza del vino inteso come sentinella del territorio: dalla sua qualità e dal rispetto dell’ambiente che si coglie nel bicchiere si possono comprendere la tutela e l’esaltazione delle biodiversità del territorio.

A concludere gli interventi è stata Francesca Tornello che ha creato per hobby FranCes’s Chocolate, un’azienda di cioccolateria nata dai tanti corsi fatti, dai tanti libri studiati dalla stessa Francesca (in principio in Veneto, per poi specializzarsi a Torino, Modica e Milano). LA Tornello ha creato il suo laboratorio di cioccolato artigianale, con una passione spiccata per quello della Repubblica Dominicana.

Grappoli è stata quindi una manifestazione che saputo valorizzare un territorio che ha un futuro enogastronomico in divenire positivo ed intrigante.

Elenco delle Cantine:

Tenuta Papale

Agata Santangelo

Re Ruggero

Serafica

Travaglianti

Sive Natura

Quinto Arco Martina Grasso

Barone di Villagrande

Vita Nova

Pappalardo

Tenuta Boccarossa

Etna Urban Winery

Le Due Tenute

MeCori

Oro d’Etna

Nicola Gumina

Irene Badalà

Emilio Sciacca Winery

di Gianmaria Tesei

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