Intervista con Ema Stokholma: “Avevo voglia di mettermi in gioco e sono felice di partecipare a Ballando con le stelle”

“Quando è iniziata questa avventura l’idea era di buttarsi e vedere cosa sarebbe accaduto. Invece ora che sto dedicando parecchio tempo della mia vita al ballo, alle prove, non vorrei deludere nessuno e mi auguro di arrivare almeno tra i primi cinque classificati”. Ema Stokholma è una delle più belle sorprese della diciassettesima edizione di “Ballando con le stelle”, il dance show del sabato sera di Rai 1 condotto da Milly Carlucci, insieme a Paolo Belli.

Conduttrice radiofonica e televisiva, dj e scrittrice, puntata dopo puntata, in coppia con il maestro di ballo Angelo Madonia, sta conquistando pubblico e giuria con la sua bravura e la sua allegria.

Una donna coraggiosa, empatica, che non ha paura di mostrare le proprie fragilità, che è riuscita a superare il dolore e a tornare a vivere, come ha raccontato nel libro “Per il mio bene”, vincitore del Premio Bancarella 2021.

In questa piacevole chiacchierata Ema Stokholma ci ha parlato dell’esperienza, fortemente voluta, a “Ballando con le stelle”, del debutto come cantante con il brano “Ménage à trois”, ma anche del sogno di fare la pittrice.

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Nella foto Ema Stokholma con Angelo Madonia a Ballando con le stelle – credit ufficio stampa Rai

Ema, cosa l’ha convinta a partecipare a “Ballando con le stelle”?

“In realtà sono stata io a dover convincere Milly Carlucci (sorride), nel senso che le ho chiesto se potessi prendere parte a “Ballando con le stelle” e quando ho ricevuto la sua telefonata e mi ha confermato che avrei fatto parte del cast sono stata felicissima. Avevo voglia di mettermi in gioco e fare questa esperienza”.

Siamo a metà del percorso, come sta andando finora?

“Innanzitutto ho una resistenza diversa in quanto, puntata dopo puntata, ho capito come gestire lo stress. Non nascondo che le prime settimane ero più preoccupata e ansiosa, mentre ora sono tranquilla e so che ci sono giorni più difficili di altri. Il mercoledì ad esempio sono in tensione, il giovedì riesco a dare il meglio e ad avere maggiore consapevolezza per poi tornare ad essere agitata il venerdì, in quanto si avvicinano la diretta e l’esibizione”.

Tra i vari balli qual è al momento il suo preferito? 

“Avrei voluto godermi il tango con Angelo Madonia perché è una sua specialità, invece ho commesso qualche errore e mi è dispiaciuto, ma avevo una costola che mi faceva male, ero ancora sotto l’effetto delle medicine prese ed era anche una serata emotivamente forte dopo la clip che era appena andata in onda. Devo dire però che i balli di coppia come il tango o il valzer sono i miei preferiti”.

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Nella foto Ema Stokholma con Angelo Madonia a Ballando con le stelle – credit ufficio stampa Rai

Prima di iniziare questa nuova avventura a “Ballando con le stelle” aveva già praticato danza? 

“Non avevo mai preso in considerazione balli come i caraibici, ho sempre ballato saltando ai festival, nelle discoteche, ho vissuto di musica ma senza vedere la danza come una disciplina. Era un modo per sfogarmi, per esprimermi. Invece ci sono delle regole da imparare ed è bellissimo. Spero di continuare a ballare anche dopo la fine del programma”.

Cosa ha scoperto di se stessa attraverso la danza?

“Ho capito che se mi impegno posso riuscire a ricordare una coreografia, a gestire il mio cervello e ad avere un maggiore controllo. Ci vuole tanta concentrazione mentale e non è facile, magari la mattina ripeto i passi e li ricordo, poi esco dall’Auditorium e vado in radio per realizzare un’intervista e mi scordo tutto. Però una volta rientrata in sala prove azzero i pensieri e mi focalizzo di nuovo soltanto sul ballo”.

Tra i concorrenti di “Ballando con le stelle” ce n’è uno in particolare con cui ha più legato?

“Sono personalità diverse avendo percorsi differenti alle spalle ma ho legato un po’ con tutti. Ho stretto amicizia in particolare con Alex Di Giorgio e con Gabriel Garko. Mi dispiace per l’infortunio che ha avuto, ma è una roccia e lo ammiro per come riesce ad affrontare le difficoltà. Quella che mi ha sorpreso maggiormente è stata Luisella Costamagna che sembra una persona riservata ma se con costanza ti approcci a lei con il sorriso scopri che in realtà è una donna ironica, con la quale è bello conversare. In generale avrei una parola buona per tutti, anche per i maestri, a cominciare da Angelo Madonia con cui ballo e mi trovo benissimo”.

Quali sono le aspettative per il prosieguo di “Ballando con le stelle”?

“Quando è iniziata questa avventura l’idea era di buttarsi e vedere cosa sarebbe accaduto. Invece ora che sto dedicando parecchio tempo della mia vita al ballo, alle prove con il mio maestro, non vorrei deludere nessuno e mi auguro di arrivare almeno tra i primi cinque classificati”.

Ha debuttato come cantante con il brano “Ménage à trois”. Pensa di ripetere questa esperienza pubblicando altri brani?

“Spero di sì. Non è il mio mestiere, però mi sono divertita tanto a cantare “Ménage à trois”. Se avessi in futuro un’idea buona e divertente mi piacerebbe pubblicare un’altra canzone”.

Come nasce la sua passione per la pittura? Dopo la sua prima personale pittorica “P.O.V. dal digitale alla tela” ci sono altre mostre in programma?

“Questa passione è nata incredibilmente grazie a Instagram, perché volevo postare qualcosa di diverso. Così ho iniziato a disegnare su un foglio usando la penna Bic, poi ho pensato di aggiungere i pennarelli, sperimentando varie tecniche fino ad arrivare ai colori ad olio che sono quelli che mi danno più soddisfazione quando dipingo. Spero ci sia un seguito dopo questa mostra personale. E’ il mio progetto di vita per il futuro”.

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Ha pubblicato “Per il mio bene” (HarperCollins) che ha vinto il prestigioso Premio Bancarella nel 2021, in cui racconta in modo diretto ma al contempo con grande sensibilità la sua storia e il dolore che ha affrontato. Quello che colpisce leggendo il libro è che lei non giudica sua madre ma cerca di capire perché avesse un comportamento così violento nei confronti suoi e di suo fratello…

“Sicuramente ho portato avanti per anni il giudizio nei confronti di mia madre, poi grazie all’analisi ho smesso di giudicarla e odiarla e ho cercato di capire, che non vuol dire perdonare. Si va avanti con gli errori fatti da parte mia, da parte sua, ma non sono nessuno per dire che mia madre fosse una brutta persona. Era malata, quindi mi sono chiesta, se mi fossi trovata nella sua situazione, se sarei stata da condannare. La risposta è stata no, ma anche che era una persona da aiutare. Il problema è che nessuno si è accorto di quello che accadeva. Crescendo poi fortunatamente ho messo da parte il giudizio e l’odio e l’ho rimpiazzato con l’empatia, la comprensione e un po’ di cuore in più. Facendo un passo indietro ho guardato la situazione da fuori capendo che mia mamma non stava bene, non era consapevole di fare del male e quindi non si poteva condannare”.

Un messaggio che passa dal suo libro è indubbiamente quanto un gesto o una parola possano essere importanti per cambiare le cose in meglio e salvare in certi casi le persone, e quanto sia altrettanto fondamentale non voltarsi dall’altra parte, non essere indifferenti verso ciò che accade intorno a noi… 

“Sicuramente uno sguardo, un gesto, una parola in più possono fare la differenza in positivo. Anche semplicemente bussare alla porta del vicino e chiedere se va tutto bene, se ha bisogno di qualcosa, rischiando magari di fare una brutta figura. Non costa niente essere più solidali con gli altri e tendere una mano verso un bambino che piange o una donna che chiede aiuto”.

Lei è l’esempio che dal dolore, dall’odio e dalla violenza si può sempre tirare fuori qualcosa di buono e tornare a vivere…

“Nonostante ti abbiano costretto a vivere delle situazioni difficili non vuol dire che per tutta la vita devi farti del male e pensare solo a quello che è accaduto, ma bisogna andare avanti, superare il dolore e pensare che ci sono sempre dei problemi più gravi dei tuoi. Finché siamo vivi dobbiamo cercare di essere felici, anziché rimuginare sul passato. Altrimenti non c’è speranza per il futuro”.

Nel 2017 ha vinto “Pechino Express” in coppia con Valentina Pegorer. Cosa le ha insegnato quel viaggio on the road tra Filippine, Taiwan e Giappone?

“Sono esperienze difficili che richiedono concentrazione e impegno, però c’è una produzione alle spalle che ti protegge, a differenza della vita reale che è indubbiamente più complicata. Partecipare a Pechino Express per me è stato quindi come stare un mese e mezzo al Luna Park, ero felice, mi sentivo sicura. Mi ha fatto capire che potevo avere questa sicurezza anche al di fuori del reality, creando una rete di salvataggio che mi permette ogni tanto di fare dei voli con il trapezio sapendo però che nel caso dovessi cadere ci sono mio fratello, gli amici, le persone che mi vogliono bene, il lavoro, la mia casa, che rappresentano il mio porto sicuro”.

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In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Sarò impegnata con i programmi “Happy Family” insieme ai Gemelli di Guidonia, che è stato trasmesso anche su Rai 2, e con “Back2Back” insieme a Gino Castaldo, in onda su Rai Radio 2. E forse ci sarà anche qualcosa di nuovo di cui ancora non posso parlare. E poi c’è la pittura”.

C’è un artista italiano o internazionale che le piacerebbe intervistare?

“Per quanto riguarda gli italiani dopo Vasco Rossi, Tiziano Ferro e gli artisti che hanno partecipato al Festival di Sanremo non potrei chiedere di più. Tra gli internazionali mi piacerebbe intervistare Madonna e le Spice Girls, tutte e cinque insieme”.

Quale canzone assocerebbe alla sua avventura a “Ballando con le stelle”?

“Ascolto solitamente tanta musica e ho una playlist con il mio pezzo del mese preferito. Forse in questo momento sceglierei “Il mondo è nostro” di Tiziano Ferro, una canzone che mi piace molto”.

Un sogno nel cassetto…

“Vorrei diventare una pittrice, ed essere un nome riconoscibile nell’ambiente dell’arte anche senza bisogno di mostrare il volto. Ora che ho imparato a sognare voglio provare a realizzare i miei sogni”.

di Francesca Monti

credit foto copertina ufficio stampa Rai

Si ringraziano: Edoardo Maria Andrini – Andreas Mercante Ufficio Stampa, Fabiola Sanesi e Anna Di Risio

Un commento

  1. Ema mi piace moltissimo e la trovo pure molto simpatica. E molto preparata.
    Pur non amando un programma come “Ballando…” l’ho guardato proprio per vedere Ema, che in effetti balla abbastanza bene, per non essere una professionista.
    Tra l’altro credo che sia scoccata una certa “scintilla” tra lei ed il ballerino e questo mi rende terribilmente geloso.
    🙂

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