Con Tagliavia, danzano “Le mani degli Angeli” di Giotto 

Riconoscimento UNESCO alla città di Padova. All’interno del ricco programma di Padova Festival Internazionale “La Sfera Danza”, domenica 13 novembre presso il teatro dei Colli, in scena in Prima Nazionale “Le Mani degli Angeli”, scrittura coreografica di Emanuela Tagliavia, creazione per 18 danzatori, che ha trovato ispirazione nell’URBS PICTA, fra i suoi 3694 mt. quadrati di pareti affrescate che accoglie il ciclo dei tableaux della Cappella degli Scrovegni. In questo contesto, i capolavori di GIOTTO, raffiguranti angeli che trascendono dalla bidimensione, flessuosamente si tendono manifestando emozioni, novità assoluta per il periodo storico pittorico pre rinascimentale, che rappresenta.

Padova-Urbs-Picta-Patrimonio-dell-umanita-Unesco.-La-soddisfazione-del-vescovo-di-Padova-Claudio-Cipolla_articleimage

L’Arte di Giotto, nel superamento della tradizione pittorica bizantina, esprime, con sorprendente chiarezza di schemi, che si rivolgono a San Tommaso e San Francesco, la rivoluzionaria e drammatica realtà delle figure e dello spazio, ridonando a loro, naturalezza e gentilezza, offuscata dal dominio iconografico bizantino.

compositore giampaolo testoni-coreografa emanuela tagliavia

Il progetto della coreografa Tagliavia, si avvale della collaborazione del compositore Giampaolo Testoni, compagno nella vita e in scena, creando un’alchimia raffinata di partiture musicali inedite e originali.

Con la supervisione ed organizzazione di Gabriella Furlan, più di 100 artisti internazionali invitati, tra cui fra gli altri anche le coreografe e performer, Francesca La Cava e Nicoletta Cabassi, 20 spettacoli spalmati sul territorio. Istituiti il Premio Nazionale Sfera d’Oro per la Danza – il Premio alla Carriera a Liliana Cosi – Premio Riccardo Drigo a Richard Bonynge.

INTERVISTA CON LA COREOGRAFA EMANUELA TAGLIAVIA

IMG_5960

Emanuela, come nasce questo Progetto?

“Il Progetto mi è stato commissionato da Gabriella Furlan, con il Padova Danza Project e nasce dalla collaborazione  con un precedente Laboratorio nello scorso anno con i danzatori. Si compone di ballerini di età compresa tra i 18-25-29 anni, al cui interno giovani studenti sono affiancati da professionisti ben amalgamati. Insieme a loro ho lavorato come se fosse una Compagnia, abituata già a coreografare al teatro alla Scala  e in altri Enti lirici, tanto da creare un’alchimia giusta per questo progetto”.

Come nasce la collaborazione con il compositore Giampaolo Testoni?

“Il nostro sodalizio ultra ventennale ci porta ormai a creale un feeling naturale, per questo mi ritengo fortunata, anche quando a volte i tempi di un lavoro commissionato , sono stretti. In questo caso la musica è stata scritta dopo i quadri coreografici, lavorando anche ai video dei movimenti prodotti dai ballerini”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

A cosa in particolare ti sei ispirata, per il processo coreografico?

“Sono stata ispirata dai cortei di Angeli che aleggiano negli affreschi di Giotto. Angeli guerrieri. Nel Giudizio universale. La Passione. Le mani degli Angeli, sono diventate per me il fil rouge, per legare i 5 quadri in movimento coreografati, con le quali dialogare. Il verbo, la parola, verso l’Annunciazione della Madonna, per passare agli Angeli guerrieri che ricordano i quadri di Bosch, e i corpi al suolo per poi tornare verso l’alto”.

La coreografia a teatro, segue un percorso simile alla visione del visitatore quando accede alle sale della Cappella degli Scrovegni?

“Non ho una successione temporale, ma stimolata nel cogliere questi Angeli in pose evocative, nel silenzio ho costruito la coreografia. Un ‘assonanza, per ricondurre all’epoca di Giotto, saranno i volti dei ballerini dorati, come i bassorilievi dell’epoca, e bianco neutrale degli abiti, per dare un continuum ai corpi danzanti. In anni precedenti avevo già prodotto scritture coreografiche, con gli studenti, ad esempio per un progetto svolto per il Museo della Scienza, e descritto la figura dell’Angelo, tra dualismo divino-umano, come nel progetto del Nocchiero celeste, commissionatomi a Ravenna, per le celebrazioni di Dante”.

di Emanuela Cassola Soldati

Rispondi