Dal 24 al 27 novembre va in scena al Teatro Arena del Sole di Bologna Amore, l’ultima opera di Pippo Delbono

Dopo il debutto nel 2021 al Teatro Storchi di Modena e una lunga tournée in Italia e all’estero, dal 24 al 27 novembre va in scena al Teatro Arena del Sole di Bologna Amore, l’ultima opera di Pippo Delbono, regista e attore di teatro e cinema, autore, tra gli artisti italiani più apprezzati e conosciuti all’estero, i cui lavori sono ospitati e prodotti nei teatri e nei festival di numerosi paesi stranieri.

Con la sua Compagnia, fondata negli anni ’80 insieme a Pepe Robledo, e che nel tempo si è arricchita di persone e interpreti unici, Delbono, artista di casa in ERT, ha realizzato spettacoli che hanno segnato la storia del teatro contemporaneo, attraversando più di 50 paesi.

In occasione della seconda replica di Amore, il 25 novembre alle ore 17 presso la Cineteca di Bologna – Cinema Lumière (Piazzetta P.P. Pasolini 2/b) è previsto un incontro con Pippo Delbono nell’ambito del ciclo “L’Arena del Sole in Cineteca”. L’artista introduce la proiezione del film Sacrificio di Andrej Tarkovskij, citato nello spettacolo con la suggestiva immagine di un albero secco, posto su un lato del palco.

Amore nasce dall’incontro e dall’amicizia fra Pippo Delbono e il produttore teatrale italiano da anni attivo in Portogallo Renzo Barsotti e dal loro desiderio di realizzare insieme uno spettacolo su questo paese. Da qui inizia la ricerca sull’“amore” come sentimento, stato dell’anima. Un vero e proprio ingranaggio nell’organismo umano, che seleziona, sposta, frantuma e ricompone tutto ciò che vediamo, che sentiamo, tutto ciò che desideriamo.

Lo spettacolo è un viaggio musicale e lirico attraverso una geografia esterna – il Portogallo, ma anche l’Angola e Capo Verde – e una interna, quella delle corde dell’anima che vibrano al minimo colpo della vita. Le note sono quelle malinconiche del fado, che esplodono in slanci energici attraverso la voce dei suoi cantanti; il ritmo quello ora di una parata, ora di un tableau vivant, ora di una lenta processione; l’immagine è un quadro che muta nei colori, si scalda e si raffredda.

Una grande coproduzione internazionale, che nel percorso di creazione ha coinvolto artisti di diverse discipline come Pedro Jóia, noto chitarrista e compositore, due volte Premio Carlos Paredes; il cantante Miguel Ramos e la scenografa Joana Villaverde. Con loro anche l’angolana Aline Frazão, scrittrice, musicista e autrice della colonna sonora del film Aria Condizionata (2020) del regista Fradique, all’anagrafe Mário Bastos, una delle voci più talentuose del cinema contemporaneo africano.

E torna poi, come in tanti spettacoli di Delbono, la parola poetica, restituita dal registro caldo dell’artista attraverso il suo consueto, ipnotico, salmodiare al microfono. Le parole sono quelle di Carlos Drummond De Andrade, Eugenio De Andrade, Daniel Damásio Ascensão Filipe, Sophia de Mello Breyner Andresen, Jacques Prévert, Reiner Maria Rilke e Florbela Espanca.

«Questo spettacolo – racconta Pippo Delbono – presenta una duplice visione dell’amore. Da una parte – e sono i testi a prendere voce – ci mettiamo, tutti, alla ricerca di quell’amore, cercando di sfuggire alla paura che ci assale. In questo viaggio si cerca di evitarlo, questo amore, anche se ne riconosciamo costantemente l’urgenza; io lo ricerco, ma anche lo voglio, ed è proprio questo che fa paura. Ma il cammino – fatto di musiche, voci, immagini – riesce poi, forse, a portarci verso una riconciliazione, un momento di pace in cui quell’amore possa manifestarsi al di là di ogni singola paura».

A tenere insieme un montaggio emotivo mai del tutto pacificato è una grammatica scenica che alterna il pieno al vuoto, il canto alla musica, la voce viva al silenzio, alla ricerca di una rappresentazione onirica ed elegiaca della crudele risacca di distacco e ricongiungimento. Protagoniste sono l’assenza, la distanza, la nostalgia: una mappatura di emozioni che scava nell’animo dell’autore, dei suoi interpreti e dello stesso spettatore, chiamato a cercare sempre con gli occhi ciò che manca e che, inesorabilmente, tarda a manifestarsi.

Amore vuole essere il tentativo di condivisione di un incontro fugace: l’amore è «un uccello rapace» che afferra e porta via e che, così facendo, si presenta come qualità totalmente umana. Le lingue diverse che si abbracciano nella trama sonora sono espressione di questa terra, il Portogallo, che accoglie e che lascia tracce. Amore è ancora una volta il tentativo di poetico tentativo di Delbono di portare dentro al teatro la vita. Nominando questa parola, invocandola in maniera laica e sognante, si dà voce a questa parola, a lungo grande assente nei discorsi pubblici.

Tournée:

dal 6 dicembre 2022 al 10 dicembre 2022 – Teatro Ivo Chiesa, Genova

24 gennaio 2023 – Teatro Cervantes, Malaga

dal 28 febbraio al 5 marzo 2023 – Fonderie Limone Moncalieri, Torino

dal 7 al 9 marzo 2023 – Teatro Chiabrera, Savona

dal 23 al 24 marzo 2023 – Théâtre Molière, Sete

dal 26 al 30 aprile 2023 – Comédie, Ginevra

dal 10 all’11 maggio 2023 – Bonlieu, Annecy

credit foto Luca Del Pia

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...