A dieci anni di distanza dall’ultimo album in studio, Francesco Guccini torna con “Canzoni da intorto”: “Sono i brani che cantavo spesso con gli amici”

A dieci anni di distanza dall’ultimo album in studio, Francesco Guccini torna con “Canzoni da intorto”, in uscita venerdì 18 novembre per BMG esclusivamente in formato fisico.

Composto da 11 brani appartenenti alla cultura popolare, con arrangiamenti dal richiamo balcanico e folk, il nuovo disco è una raccolta delle canzoni del cuore del grande cantautore, arrangiate da Fabio Ilacqua e interpretate in una veste nuova.

Ci sono la storica ballata “Morti di Reggio Emilia”, per ricordare le cinque persone uccise dalla polizia durante una manifestazione sindacale il 7 luglio 1960, brani milanesi come ‘El me gatt’, ‘Ma mi’ e ‘Sei minuti all’alba’, l’anarchica “Addio a Lugano”, le poetiche ‘Tera e aqua’ e “Quella cosa in Lombardia”, la misteriosa “Nel fosco fin dal secolo”, il canto epico-lirico “Barun Litrun”, la ballad “Le nostre domande” e il pezzo in inglese ‘Green Sleeves’.

“Ho scelto delle canzoni che cantavo spesso con gli amici e le amiche a Bologna. Sono diverse da quelle a cui pensavo, come ad esempio i pezzi di Lucio Dalla o Luci a San Siro di Vecchioni, quando nella notte dei tempi ebbi l’idea di fare un disco di cover. L’intorto nasce dal fatto che sono brani che nessuno conosceva e hanno una storia dietro”, ha esordito Francesco Guccini nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella splendida cornice della Bocciofila Martesana a Milano.

Per quanto riguarda il titolo dell’album il Maestro ha spiegato: “La locuzione ‘canzoni da intorto’ fu pronunciata da mia moglie Raffaella durante il famoso pranzo coi discografici della BMG e fu accolta con entusiasmo irrefrenabile come titolo definitivo di un disco che non mi trovava, allora, del tutto consenziente e pacificato. Si tratta di un’illazione maliziosa anche se parzialmente affettuosa. Significherebbe che le canzoni da me spesso cantate in allegre serate con amici servissero solo ad abbindolare innocenti fanciulle le quali, rese vittime dal fascino di quelle canzoni, si piegavano ai miei turpi voleri e desideri. Ammetto che un paio di canzoni qui presenti, forse, potrebbero essere state usate alla bisogna, ma solo per un paio di volte e non di più”.

CanzoniDaIntorto_COVER

Parlando della lavorazione dell’album Guccini ha raccontato: “Questo disco è capitato, non volevo farlo ma mi ha incuriosito. Ho fatto fatica a cantare inizialmente, un po’ come un atleta che per un periodo smette di correre e poi deve ricominciare ad allenarsi. Anch’io con l’allenamento della voce sono riuscito a registrarlo. Avrei voglia di scrivere una canzone inedita, ma non ne sono più capace e non volevo arrampicarmi sugli specchi, così ho messo da parte la chitarra. Ogni brano che ho composto nella mia carriera è legato ad un momento particolare, agli amici, alla gente che frequentavo. Ho sempre scritto per passione. Non sono andato con la cassetta a fare sentire ai discografici le mie canzoni, per caso sono state scelte. Non so se avrei continuato se non avessero avuto successo”.

Nel disco è presente la ghost track che Sluga Naroda, sigla della serie interpretata dal Presidente Zelensky “Servitore del popolo”, che il cantautore canta in ucraino e che si conclude con il saluto nazionale ‘Slava Ukraini’: “Al liceo abbiamo studiato l’Iliade, c’era chi tifava per gli Achei e chi per i Troiani, io ero a favore di questi ultimi anche se erano i più deboli e queste canzoni sono tutte un po’ per i perdenti. Oggi tifo ancora per i Troiani”.

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credit foto Mattia Zoppellaro

Infine Guccini ha espresso una sua opinione sull’attuale situazione politica italiana:  “Io non sono mai stato comunista, ma in passato un simpatizzante anarchico. Non mi piace che ci sia la fiamma tricolore nello stemma di Fratelli d’Italia ma pare che gli italiani siano contenti. Staremo a vedere. Come diceva mia nonna “ci vuole pazienza e tanta”. Nelle canzoni del disco dico la mia parte politica non in maniera violenta o sbandierata. I carri armati americani furono una grande speranza di libertà e di democrazia, insieme con la Costituzione Italiana del 1948 e speriamo che si continui in quella direzione, che non ci siano più carri armati ad aprire la strada ma con la forza delle idee e della democrazia si possa portare avanti una società civile”.

L’arrangiatore Fabio Ilacqua, che ha seguito anche la produzione artistica dell’album affiancato da Stefano Giungato, ha raccontato: “E’ un progetto musicalmente ricco e complesso a cui hanno partecipato oltre trenta strumentisti provenienti da svariati mondi musicali. Diverse sono le influenze che convivono in questa tessitura, dal folk alla musica popolare, dalla musica bandistica a quella balcanica e da ballo. Tutto nasce e si sviluppa intorno al contenuto di ogni testo, nucleo fondamentale e originario, attorno al quale si muove una ricerca timbrica minuziosa in dialogo continuo con la voce e le parole, prestando attenzione particolare alla ripresa del suono. Sono canzoni di lavoro, politiche, di protesta il cui carattere è definito, oltre che dall’interpretazione vocale, dalla giustapposizione di strumenti come le chitarre manouche e la ghironda, dai fiati alle fisarmoniche, dal suono degli oggetti di tutti i giorni utilizzati come percussioni, dal contrabbasso ai cori alle chitarre elettriche. Il risultato è un dialogo costruito con cura e onestà affinché gli arrangiamenti non si limitassero a far da sfondo al cantato, ma ‘raccontassero’, attraverso il suono, una versione parallela del testo, tracciando una linea che abbraccia allo stesso tempo la tradizione e il contemporaneo”.

Per valorizzare questo grande ritorno, il disco è stato pensato come un prezioso gioiello da ascoltare per intero, declinato in cinque diversi formati: CD, CD limited edition – maxi formato, vinile, vinile special edition (edizione limitata numerata e colorata), e per i veri intenditori uno speciale doppio vinile edizione esclusiva con tracce strumentali – incisione diretta dai mix (edizione limitata e numerata): “È innegabile che c’è un pubblico anche oltre lo streaming, che apprezza ancora il rito di acquistare un disco e di ascoltarlo dall’inizio alla fine. ‘Canzoni da intorto’ è un concept album che bisogna ascoltare per intero. Farlo uscire in questa modalità era l’unica scelta possibile per valorizzare e distinguere la sua natura”, ha chiosato Dino Stewart, Managing Director di BMG.

Il lancio del disco è accompagnato da una particolare operazione che tiene aggiornati con pillole in anteprima e contenuti speciali tutti i fan iscritti alla chat Whatsapp dedicata tramite il link https://bit.ly/Guccini-WhatsApp.

CANZONI DA INTORTO – TRACKLIST

1. MORTI DI REGGIO EMILIA
2. EL ME GATT
3. BARUN LITRUN
4. MA MI
5. TERA E AQUA
6. LE NOSTRE DOMANDE
7. NEL FOSCO FIN DAL SECOLO
8. GREEN SLEEVES
9. QUELLA COSA IN LOMBARDIA
10. ADDIO A LUGANO
11. SEI MINUTI ALL’ALBA
di Francesca Monti
credit foto Mattia Zoppellaro

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