In uscita il 2 dicembre su tutte le piattaforme digitali Nuovi Fossili, secondo lavoro in studio della band veneta Motivi Per Litigare.
L’album, preceduto dalla pubblicazione dei singoli Niente di speciale e Mandalorian, è distribuito dall’etichetta La Stanza Nascosta Records.
Nella scelta del titolo- spiegano i Motivi Per Litigare- abbiamo voluto giocare sulla lentezza cronica che caratterizza la nostra scrittura/produzione, nonché sul carattere apparentemente derivativo della proposta, che è vecchia di almeno vent’anni ma che vogliamo provare a declinare in modo assolutamente inedito.
Sarcastici, disincantati, pirotecnici, i Motivi Per Litigare abbinano ad una sezione ritmica funky, una vocazione chitarristica di impostazione rock-blues e una irresistibile attitudine catchy, convogliandole in una felice miscela stilistica che sembra, a tratti, ricordare i primi Spin Doctors.
In Nuovi Fossili, infatti, rock, hip-hop, funk, tentazioni reggae (Fallo per te) e una riuscita incursione blues (…litigare!) convivono in un pastiche citazionista (Colle der Fomento, Fabri Fibra, Rage Against the Machine, The Black Keys, Nanni Moretti e Pino Daniele su tutti) che vive di incastri serrati e digressioni sonore, sapientemente orchestrato dai Motivi Per Litigare in veste di centauri -intergalattici- della postmodernità.
Il risultato è un lavoro dall’estetica onnivora, disallineata e irriverente, permeata di suggestioni fantascientifiche.
In 42 il riferimento dichiarato è alla serie Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams- già fonte d’ispirazione del nome di una famosa band funky britannica degli anni ottanta, i Level 42, e del brano 42 dei Coldplay- mentre in Mandalorian il richiamo è alla serie dell’Universo Star Wars.
Un’attenzione particolare si presti alla comunicazione social del gruppo, in particolare alla pagina Instagram, che si configura come una sorta di micro comunità- al cui interno si generano nuovi livelli di ironia in una moltiplicazione ad libitum, da inside joke – emblematica del potenziale meta-ironico della narrazione della band, che inevitabilmente cortocircuita l’ascoltatore neofita.
L’artwork dell’album è curato da Emma Michieletto.
