Dall’8 dicembre su Rai1 torna “Purché finisca bene” con quattro nuove commedie sentimentali. Le dichiarazioni dei protagonisti

Torna dall’8 dicembre su Rai1 nel periodo delle festività natalizie il ciclo Purché finisca bene con quattro nuove commedie sentimentali, prodotte da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, interpretate da attori brillanti e amati dal pubblico per indagare con toni leggeri la profondità dei sentimenti e i piccoli e grandi problemi della contemporaneità. Quattro nuove divertenti commedie per raccontare l’amore nelle sue svariate sfaccettature: quello giovanile in Diversi come due gocce d’acqua, quello di una coppia a un passo dal matrimonio in Se mi lasci ti sposo, quello delle seconde occasioni ne La fortuna di Laura e quello tra nemiche amiche in Una scomoda eredità.

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In Diversi come due gocce d’acqua Alessio Lapice è Gaetano, giovane rampollo di nobile famiglia partenopea, in procinto di partire per Francoforte dove lo attende un prestigioso lavoro deciso da suo padre Giorgio (Thomas Trabacchi). Ma quasi ad assecondare un desiderio inconscio, un incidente compromette la partenza del ragazzo: investe la bella Sharon (Chiara Celotto), di estrazione assai più umile ma di carattere deciso, e si trova così costretto a soddisfare le sue richieste per non far scoprire a suo padre che guaio ha combinato.

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“Oggi nelle famiglie la cosa più difficile e assurda è l’incomunicabilità, non riuscire a dirsi mai davvero le cose. E’ quello che vivono questi due personaggi, Gaetano e Sharon, con un’estrazione sociale diversa ma allo stesso tempo le stesse esigenze e mancanze. Inizialmente pensano di aver ben poco in comune e poi scopriranno di vivere gli stessi disagi. Girando con Thomas Trabacchi che interpreta Giorgio, avevo la sensazione quando mi parlava che il suo personaggio era come se non mi vedesse, va dritto per la sua strada, chiede a Gaetano delle cose ma non ascolta, è come se fosse invisibile. A un certo punto questi due ragazzi diventano loro stessi il futuro e danno una svolta alla loro vita e a quella dei loro genitori. Trovano il coraggio per dire quello che pensano”, ha dichiarato Alessio Lapice in conferenza stampa.

“Sharon ritrova un attimo di respiro rispetto alla frenesia del suo mondo in cui fa tre lavori per mantenere la famiglia e si ritrova in una villa in cui si scoccia per non fare nulla. Fermarsi le dà la possibilità di chiedersi cosa voglia dalla vita. In un posto così bello esteticamente ha la possibilità di capirsi. A Sharon mi accomuna la pragmaticità, la determinazione, la tenacia, la risolutezza ma non la sua aggressività e rabbia ingiustificata che è la maschera che usa per nascondersi dietro le sue fragilità e non farsi attraversare dalle cose belle”, ha detto Chiara Celotto.

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Se mi lasci ti sposo racconta la storia di Giulia (Sara Lazzaro) e Marco (Alessio Vassallo), una coppia in crisi come tante, che continua a stare insieme per inerzia. Anche perché separarsi costa caro e non solo per il prezzo emotivo: due case, spese multiple, il doppio delle bollette. Insomma, bisogna poterselo permettere e Giulia e Marco, trentenni precari e affaticati, sono anche in crisi economica. Ma ecco che Giulia ha un’idea: se non hanno soldi per separarsi, potrebbero sposarsi per finta e approfittare così dei regali dei generosi parenti. Sì, ma come?

“Tutto parte da una precarietà che Giulia condivide con Marco, in un momento della vita da trentenni in cui sono state tradite le aspettative. Il piano del matrimonio non era nelle loro volontà ma sembra l’unica soluzione per fiorire e rinascere. Man mano che si adoperano in questa truffa riscoprono tante cose. La vera commedia è quella che nasce da qualcosa di amaro, come se esorcizzasse le cose e si trovasse il sollievo con questa risata generata dal caos e dal disagio”, ha affermato Sara Lazzaro.

“La fantasia è fondamentale soprattutto nel personaggio di Marco che ha una connessione forte con il mestiere che facciamo in cui cerchiamo di interpretare dei personaggi. Vive ad occhi chiusi e dorme ad occhi aperti, tende a voltare le spalle alla realtà e vivere nel suo mondo fantastico. La cosa interessante è che oltre a ridere tanto, in questi film ci sono dei temi centrali e attuali come quello del precariato che non è solo economico ma anche emotivo. Viviamo in un mondo in cui tutto ha una data di scadenza, Giulia e Marco invece tendono a fregarsene e vanno avanti trovando un escamotage surreale. La ricetta della nostra coppia è avere la maturità di saper aspettare l’altro. Poi c’è questo Cavaliere sospiro, l’alter ego di Marco, questo personaggio che scrive e che non riesce mai a mettere in scena”, ha affermato Alessio Vassallo.

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In La fortuna di Laura, Lucrezia Lante Della Rovere è Laura Trabacchi, un’arredatrice di successo che ha cresciuto da sola la figlia Emma (Ilaria Rossi) viziandola e mandandola a studiare all’estero. Quando la relazione con il marito della sua cliente più importante viene scoperta, in un istante Laura perde la casa, la reputazione e il lavoro. Ad aiutarla è la sua ex domestica Agnese Santini (Emanuela Grimalda) che la ospita a casa sua dove già vive il fratello Fabrizio (Andrea Pennacchi) dopo la separazione.

“Sono pazza di Laura, perchè è una donna piena di difetti, che nasconde un suo profondo dolore con una serie di bugie che racconta a se stessa e agli altri. E’ totalmente incapace di ascoltare il mondo e combina dei guai pazzeschi. Verrà redenta dall’incontro con Agnese e con suo fratello Fabrizio. Vorrei invecchiare facendo la commedia perchè ne ho fatta poca nella mia carriera. Ho lavorato con attori fantastici e quando abbiamo un testo fatto bene è più facile anche per noi recitare e divertirci. La trasformazione di Laura è la chiave di svolta della storia. Come succede nella vita abbiamo degli inciampi che sono anche occasioni per migliorare, per diventare altro”, ha dichiarato Lucrezia Lante Della Rovere.

“E’ la domestica ma anche la psichiatra di Laura. Abbiamo cercato con Alessandro Angelini di costruire una donna concreta, un po’ matta ma che è il rovescio di Laura, è troppo generosa, altruista, fa da contrappunto sarcastico e la riporta alle cose vere. La cosa difficile del fare commedia è che si tende a credere alle favole pur sapendo che non sono vere e racconti qualcosa che è una forzatura perchè quasi mai nella realtà tutto finisce bene”, ha affermato Emanuela Grimalda.

“Mi sono trovato molto bene con le mie colleghe, c’è stato subito uno spirito di fratellanza con Emanuela Grimalda e poi come si fa a non innamorarsi di Lucrezia? Non ho dovuto neanche recitare…”, ha aggiunto Andrea Pennacchi.

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In Una scomoda eredità due amanti sessantenni, Mariella e Domenico, sono sul punto di raccontare alle rispettive figlie, Diana (Euridice Axen) e Gaia (Chiara Francini), tutta la verità sul loro amore ma, prima di riuscire a farlo, muoiono in un incidente automobilistico nei pressi della loro bella villa sull’Isola di San Pietro. Le due donne, che non si sono mai viste prima, sono quindi costrette loro malgrado a recarsi sull’isola per occuparsi della casa che i due genitori hanno loro lasciato in eredità.

“Diana è un medico con la mania del controllo, è chiusa, pensa che il suo punto di vista sia l’unico valido e quando arriva Gaia che scombina la sua quotidianità va in crisi. Forse tra le due sorelle è quella più fragile, si è costruita una serie di sovrastrutture per cercare di affrontare la vita”, ha affermato Euridice Axen.

“Gaia è una ragazza molto appassionata della vita, carnale, accogliente ma profondamente ferita. Gira con la piantina e la valigia in cui ha tutto il suo mondo. E’ vivace, vivida ma anche malinconica. Il fatto di arrivare in questo posto meraviglioso e decidere cosa fare di questa casa la fa sentire per la prima volta in un nido. Scontrarsi con questa donna così diversa da lei rappresenta comunque un dialogo che secondo me è quello che salva il mondo. Diana e Gaia litigano, sono molto buffe insieme, c’è anche un rapporto quasi infantile ma da questo scontro il mio personaggio inizia a capire se stessa e poi le capita di innamorarsi di un bel ragazzo”, ha detto Chiara Francini.

“Max è un uomo limpido e sincero che si innamora di Gaia, che fa immersioni, ha un passaggio d’amore sia paterno che passionale e deve risolvere tante cose”, ha concluso Cristiano Caccamo.

La direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati ha rimarcato quando sia importante far sognare il pubblico e al contempo mostrare le bellezze dell’Italia attraverso le serie tv: “Queste quattro commedie sentimentali sono per noi un regalo di Natale, le strenne che diamo al nostro pubblico. C’è stato un grande sforzo produttivo e di scrittura. La commedia è l’arte più complicata, la difficoltà è mettere insieme queste quattro grandi storie dove i punti fermi sono i destini incrociati, il gioco sul doppio, in cui vedrete anche la bellezza del sentimento che cambia. Altrimenti l’amore non sarebbe bello. Sono storie che ci faranno sognare e fare un bel viaggio alla scoperta dell’Italia che ha tantissimi luoghi meravigliosi, dalle grandi città ai piccoli borghi. Facciamo vedere il nostro mondo ma diamo la possibilità di sviluppo ai vari territori”.

Infine il direttore di Pepito Produzioni Agostino Saccà ha chiosato: “E’ difficilissimo fare una commedia sentimentale sia per ragioni strutturali sia perchè c’è una contemporaneità un po’ cinica, che ha perso l’innocenza che è la base per creare un rapporto con il pubblico. Viviamo in un tempo frequentato da un ospite inquietante e per riuscire a metterlo in crisi servono dei grandi scrittori capaci di far sognare. Abbiamo avuto degli sceneggiatori eccezionali”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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