Il 20 dicembre in prima serata su Rai 1 arriva un grande classico del teatro, del cinema e della tv italiani, “Filumena Marturano”, il film-evento prodotto da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo, con la regia di Francesco Amato, che vede protagonisti Vanessa Scalera e Massimiliano Gallo, insieme a Nunzia Schiano, Marcello Romolo, Francesco Russo, Giovanni Scotti, Massimiliano Caiazzo.
Una commedia “eccezionale” scritta per la sorella Titina, che ha fin dal titolo un protagonista al femminile: Filumena Marturano. È lei al centro della scena con il suo corpo invecchiato e dolente frutto di decenni di vita in una casa dove è la governante ma non la padrona. In quello spazio combatte per la sua dignità di essere moglie e madre. Ancora una volta il centro del racconto è la famiglia e la ricerca dell’armonia che Eduardo non ha mai avuto nella sua vita personale.
Filumena Marturano è una donna con un passato da prostituta. Convive da anni con Domenico Soriano, un ricco pasticciere. È lei a governare i suoi affari e l’amministrazione della casa mentre l’uomo continua a fare la bella vita illudendosi di essere ancora giovane. Per costringerlo a sposarla, Filumena si finge in punto di morte, ma appena dopo la celebrazione del matrimonio, Domenico scopre l’inganno e chiede l’annullamento. Solo allora la donna gli rivela che uno dei suoi tre figli, cresciuti in segreto, è in realtà suo. Le certezze dell’uomo vacillano e il desiderio di scoprire quale dei ragazzi è sangue del suo sangue inizia a consumarlo. Per Filumena però “’E figli so’ ffigli. E so’ tutti eguali”.

credit foto Cristina Di Paolo Antonio
Su questa figura straordinaria di donna ha lavorato Francesco Amato raccontando anche quello che accade al di fuori del testo teatrale: “E’ stata una proposta che ho ricevuto e accettato con piacere, non ho avuto dubbi sul cast e ho scelto Vanessa e Massimiliano perchè sono attori formidabili. La lavorazione è stata facile da questo punto di vista. Abbiamo usato come riferimento drammaturgico non soltanto il testo della commedia originale di De Filippo ma con Filippo Gili e Massimo Gaudioso abbiamo lavorato sull’adattamento che Eduardo fece della sua commedia nel 1951, per scorporare un po’ l’impostazione teatrale della storia e intercettare un linguaggio cinematografico e televisivo che tenesse conto della possibilità insita nel testo di trovare degli elementi di contemporaneità, facendo riferimento a quell’immaginario che sta attorno a Filumena e Soriano e riguarda la loro storia d’amore, caratterizzata da una dipendenza affettiva. E’ un testo anomalo nella produzione di Eduardo che alla famiglia attribuisce spesso un senso di rancore mentre in questo caso, forse perchè è dedicato alla sorella, trasuda amore. Ho preso come modello di riferimento un certo cinema asiatico, ho cercato di trovare il paesaggio visivo dentro il primo piano dell’attore e nel muro che sta alle sue spalle, creando una profondità e filtrando l’immagine dei protagonisti attraverso una molteplicità di quinte e l’uso dei riflessi”.
credit foto Cristina Di Paolo Antonio
Un film in cui, in ogni scena e in ogni inquadratura aleggia un’impostazione di tipo teatrale, che regala uno spessore ancora maggiore ai personaggi: “Abbiamo fatto lunghe prove in studio e poi sul set. L’ultima settimana c’è stata anche una preparazione fisica perché faceva molto caldo e gli attori indossavano i costumi d’epoca. Questo ci ha consentito di affrontare le scene con la serenità di sapere cosa dovessimo fare e di cogliere le emozioni che scorrevano in quel momento. La matrice teatrale rendeva le scene estremamente lunghe, permetteva di riviverle nello stesso momento in cui accadevano e ci ha dato la libertà di modificare alcune cose”.
Il regista ha poi spiegato in conferenza stampa il tipo di impostazione che ha voluto dare al film: “E’ popolare e post ideologica, e non mi sono fatto domande sulla questione dell’aborto. L’intenzione non è di far passare un messaggio antiabortista ma ho cercato di curare il montaggio affinché la scelta di Filumena fosse umana, cioè quella di una donna che decide con coraggio e amore di tenere i propri figli”.

credit foto Cristina Di Paolo Antonio
Meravigliosi protagonisti, rispettivamente nel ruolo di Filumena Marturano e di Domenico Soriano, sono Vanessa Scalera e Massimiliano Gallo, legati da una speciale alchimia artistica: “Abbiamo lavorato su un aspetto fondamentale che è il perdono. Perdonare innanzitutto se stessi perché sono due esseri umani che hanno fallito nella loro vita, hanno un rapporto di coppia aggressivo e li troviamo in una fase finale discendente dove si guardano e si fanno tenerezza. Siamo stati in una stanza per settimane, Francesco ha scocciato il pavimento immaginando la casa di Filumena e Soriano e abbiamo iniziato a provare. Sul set sapevamo esattamente come muoverci negli spazi. Io e Massimiliano arriviamo dal teatro, il regista dal cinema, quindi è un matrimonio perfetto. Dovendomi confrontare con un ruolo straordinario interpretato da attrici enormi come Sophia Loren, Mariangela Melato, all’inizio avevo paura, poi Francesco mi ha dato una chiave che mi ha permesso di dimenticare se possibile, anche se risuoneranno sempre in me, i primi piani e le battute di Sophia Loren, e mettere a disposizione del personaggio le mie caratteristiche di attrice. Avere al mio fianco Massimiliano Gallo nei panni di Soriano ha reso il viaggio molto più facile. Spero di essere una Filumena possibile e non improbabile e che questa donna possa essere interpretata in futuro anche dalle giovani attrici. Un coach mi ha seguita nell’apprendimento del napoletano, che è come una tagliola in un bosco e rischi di farti male. Conoscevo il testo a memoria, ho studiato ossessivamente, dimenticando anche le imprecisioni. La prima settimana è stata dura, poi Francesco mi ha riportato all’interpretazione, in modo che non mi fissassi troppo sulla lingua”, ha dichiarato Vanessa Scalera.
“Volevamo raccontare le fragilità di questi personaggi. Scavando nel testo di Eduardo abbiamo trovato tanti temi di grande attualità, uno di questi è la fallibilità dell’essere umano. Domenico è un uomo che rincorre per troppo tempo questo mondo infantile. Filumena è un personaggio straordinario, di una modernità incredibile, così come pensare che Eduardo ha scritto questo testo negli anni Cinquanta. Quando sono in scena con Vanessa ci piace accordare gli strumenti e aspettare il suono dell’altro per guardarci negli occhi. Volevamo rispettare il testo di Eduardo, poi Francesco, Filippo e Maurizio hanno fatto un lavoro eccellente nella messa in scena. Volevamo far passare la bellezza, la fragilità della coppia e tematiche sempre attuali come la paternità. Vanessa ha interpretato Filumena in modo straordinario”, ha concluso Massimiliano Gallo.
di Francesca Monti
credit foto Cristina Di Paolo Antonio
