Intervista con Cristiana Polegri: “Sono sempre stata affascinata dalla musica di Henry Mancini e ho pensato di omaggiarlo con un disco”

“Abbiamo cercato di dare una veste nuova ai brani di Mancini che sono orchestrati in maniera superba e sono talmente belli che è un peccato snaturarli”. Si intitola “It had better be Henry Mancini” l’omaggio di Cristiana Polegri e Roberto Spadoni al grande compositore e direttore d’orchestra statunitense, celebre per aver composto alcune delle colonne sonore più belle e conosciute della storia del cinema, in una lunga carriera costellata di riconoscimenti. Tra questi possiamo ricordare brani celeberrimi come Moon River, Baby Elephant Walk, Peter Gunn e il tema della Pantera Rosa.

I due artisti rileggono alcune tra sue le composizioni più note arrangiate per un colorito jazz ensemble di dieci elementi. A impreziosire l’album la partecipazione del cantante Elio e dell’attore Stefano Fresi, nonché del trombettista Giovanni Falzone e del sassofonista Maurizio Giammarco.

Cristiana Polegri è sassofonista e cantante, ha studiato musica classica al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e musica jazz alla Scuola Popolare di Musica di Testaccio. È inoltre diplomata come attrice al Cantiere Teatrale di Paola Tiziana Cruciani. Ha lavorato a teatro con Giorgio Albertazzi, Lello Arena, Pippo Baudo, Paola Cortellesi, Giampiero Ingrassia, Chiara Noschese,  Dado e molti altri. Dal 1998 lavora nelle orchestre televisive di vari programmi. Ha lavorato come turnista con Mario Biondi, Francesco De Gregori, Franco Califano, Little Tony, Loredana Bertè, Riccardo Fogli, Marco Armani, Marcella Bella, ha scritto ed interpretato un suo spettacolo di Teatro Canzone dal titolo “Brava, suoni come un uomo!” che ha portato in scena all’Auditorium Parco della Musica. Attualmente è impegnata come vocalist e sassofonista nella trasmissione I Fatti Vostri su Rai 2 condotto da Anna Falchi e Salvo Sottile e partecipa al tour del cantante Massimo Ranieri.

cover-2-600x600

Cristiana, com’è nata l’idea del disco “It had better be Henry Mancini”?

“Sono sempre stata affascinata dalla musica di Henry Mancini, che ha attraversato un po’ la vita di tutti noi, in quanto almeno una volta abbiamo ascoltato la suadente musica della Pantera Rosa oppure Moon River o il tema di Peter Gunn inserito nella colonna sonora dei The Blues Brothers. Ho amato la sua musica per le bellissime melodie. Poi un giorno mentre ero in tournée con Mario Biondi abbiamo cantato un brano romanticissimo, “Slow hot wind”, e ho pensato di fare un disco su Mancini. Così ho chiamato Roberto Spadoni che è un arrangiatore jazz molto bravo e che ha subito accolto con grande entusiasmo questa proposta. Successivamente mi ha chiesto di far parte del disco, in cui è impegnato anche come chitarrista, ed è quindi stato pubblicato a doppio nome”.

Come avete selezionato i brani dal vasto repertorio di Mancini?

“E’ stato difficile e ci abbiamo messo un po’ di tempo. Non potevamo non selezionare quelli più significativi e famosi ma la sua produzione è talmente vasta che avremmo dovuto pubblicare un doppio disco. Ci sono brani meravigliosi, anche poco conosciuti, come ad esempio il tema de I Girasoli, film con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, ma erano veramente tanti e purtroppo abbiamo dovuto lasciarne fuori alcuni”.

polegri-spadoni-3

C’è un brano in particolare della produzione di Mancini a cui è più legata?

“Sono tutti bellissimi ma forse sceglierei quello che dà il titolo al disco, “It had better be tonight (Meglio stasera)”, che fa parte della colonna sonora della Pantera Rosa, che è stato anche cantato in italiano da Miranda Martino, una cantante magnifica. Henry Mancini è italo-americano, suo padre era nativo di Scanno (Aq) e questo film è stato girato a Cortina d’Ampezzo, quindi chi meglio di lui avrebbe potuto scrivere questi brani? Nel disco ho avuto l’opportunità e il piacere di duettare con Elio, del quale sono sempre stata una fan, sulle note di “It had better be tonight (Meglio stasera)” che poi è stato riarrangiato in modo ritmicamente diverso, in sette quarti, un po’ sghembo. Abbiamo cercato di dare una veste nuova ai brani di Mancini che sono orchestrati in maniera superba e sono talmente belli che è un peccato snaturarli, quindi abbiamo mantenuto l’essenza ma con un organico che desse un colore diverso. L’orchestra è composta prevalentemente da fiati, c’è una ritmica senza pianoforte con contrabbasso, chitarra e batteria e poi ci sono il corno, il basso tuba, il trombone, la tromba, il sassofono, il clarinetto basso. Siamo un combo di dieci persone”.

Nel disco è presente anche la collaborazione con Stefano Fresi nel brano “Two for the road”…

“Stefano non solo è un bravissimo attore e cantante ma anche un profondo conoscitore di musica da cinema. Nei nostri spettacoli dal vivo racconta aneddoti e informazioni su Henry Mancini. Stiamo cercando di dare ai futuri live una veste diversa per far sì che le persone possano essere maggiormente coinvolte”.

polegri-spadoni-2 (1)

A proposito di concerti, ha in programma una tournée per presentare “It had better be Henry Mancini”?

“Ci stiamo lavorando. Ad aprile ci sarà una presentazione ufficiale del disco all’Auditorium Parco della Musica di Roma e poi un tour estivo”.

Nel frattempo è impegnata come vocalist e sassofonista nella trasmissione I Fatti Vostri su Rai 2 condotto da Anna Falchi e Salvo Sottile, e partecipa al tour di Massimo Ranieri…

“Da tre anni lavoro con l’orchestra del Maestro Stefano Palatresi a I Fatti Vostri e sono molto felice. L’impegno come orchestrale e cantante nelle orchestre televisive si affianca ai miei spettacoli, come “Brava, suoni come un uomo!”, al tour con Massimo Ranieri per il disco “Tutti i sogni ancora in volo”, a progetti vari, ai miei studi al Conservatorio”.

Ha intenzione di riportare in scena “Brava, suoni come un uomo!”?

“Sto scrivendo un nuovo spettacolo teatrale e penso di poterlo realizzare il prossimo inverno perchè amo il teatro canzone fin da quando ero bambina e con mia mamma andavo a vedere Gaber. Mi ha sempre appassionato il fatto di poter trasmettere quello che si ha da dire non solo cantando e suonando ma anche recitando e ballando perchè è giusto esprimere l’arte in ogni modo possibile. Non è escluso che possa riprendere per qualche giorno, forse al Parioli di Roma, “Brava, suoni come un uomo!”, me lo richiedono spesso ed essendo autoprodotto appena riesco lo metto in scena”.

Nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi personaggi, tra cui il Maestro Giorgio Albertazzi. C’è un incontro in particolare che è stato importante per il suo percorso?

“Non riesco ancora a credere di aver lavorato con un gigante come Albertazzi, è stato un personaggio carismatico. Ero musicista nello spettacolo dal titolo Dante legge Albertazzi in cui recitava ad esempio tutto il canto del conte Ugolino in una maniera trascinante e ne conservo un ricordo meraviglioso. Ho avuto il piacere di collaborare con tanti grandi artisti ma in particolare voglio citare Franco Califano, una persona per me importante. Mia madre era innamorata di lui e delle sue canzoni, quindi da bambina avevo tutti i suoi dischi. Lavorare con lui è stato bellissimo, era un uomo particolare, molto buono, che ha scritto brani meravigliosi e che dava molta importanza ai musicisti, lasciando spazio per fare gli assoli”.

Con quale artista le piacerebbe collaborare in futuro?

“Ce ne sono tanti, tra gli artisti del passato avrei voluto lavorare con Gaber. Il mio sogno sarebbe collaborare con Peter Gabriel e Sting, mentre tra gli italiani con Samuele Bersani che apprezzo molto”.

Cosa si augura per il 2023?

“Mi auguro che ci sia maggiore serenità per tutti. Per quanto mi riguarda spero di fare tanti concerti per presentare “It had better be Henry Mancini”, perchè è un progetto in cui io e Roberto crediamo e vorremmo farlo conoscere a più persone possibili e magari portarlo anche all’estero. Spero di fare nuove esperienze musicali in quanto sono molto curiosa e conoscere artisti o fare un nuovo spettacolo è quello che mi interessa. Infine vorrei che mio figlio potesse vivere in un mondo migliore dato che le prospettive sono preoccupanti”.

di Francesca Monti

Grazie a Gianni Galli – The Rumors e Greta De Marsanich

Rispondi