Intervista con Claudio Insegno, regista e interprete di “Riunione di famiglia”, in scena all’EcoTeatro di Milano: “Mi piace spingere l’acceleratore al massimo per far ridere con eleganza”

“Ho sempre amato la comicità francese, la trovo molto cattiva e politicamente scorretta. Per me è un grande divertimento cercare di andare oltre quello che la gente si aspetta”. All’EcoTeatro di Milano da venerdì 20 a domenica 22 gennaio va in scena lo spettacolo “Riunione di famiglia” di Amanda Sthers e Morgan Spillemaecker, con la regia di Claudio Insegno, che è anche protagonista con Katia Ricciarelli, Fabio Ferrari, Nadia Rinaldi.

Un cast straordinario per una commedia deliziosamente atroce. Una sera Massimiliano riunisce suo fratello Beniamino e sua sorella Fanny poco prima di una cena con la madre: i tre hanno gravi problemi economici e nessuno di loro è più in grado di mantenerla. L’unica soluzione è sopprimerla anche perché è diventata insopportabile. Beniamino e Fanny ridono pensando sia uno scherzo. Ma poi realizzano che Massimiliano parla seriamente e si rabbuiano… La mamma suona alla porta ! Una vera pazzia, assolutamente no, sensi di colpa, ciniche acrobazie, mancanza di alternative… Si convincono: molto sonnifero nel suo cocktail preferito ed è fatta! Ma la «genitrice» è irresistibile e divertente, imprevedibile e piena di energia.

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Claudio, è regista e interprete dello spettacolo “Riunione di famiglia”, come ha lavorato a questo testo e cosa le è piaciuto maggiormente?

“Ho sempre amato la comicità francese, la trovo molto cattiva e politicamente scorretta. Per me è un grande divertimento cercare di andare oltre quello che la gente si aspetta. E’ stato pertanto facile lavorare a questo spettacolo in cui si parla di una mamma che spende troppi soldi, e per questo motivo il figlio maggiore che mantiene la famiglia, e i suoi due fratelli, interpretati da Nadia Rinaldi e Fabio Ferrari, decidono di ucciderla. Toccare l’argomento mamma in Italia è quasi un tabù ed eccoci qui ad affrontare un testo irriverente. Mi piace spingere l’acceleratore al massimo per far ridere con eleganza”.

Cosa può raccontarci riguardo il suo personaggio?

“Il mio personaggio, Massimiliano, è molto particolare perchè non si capisce da che parte sta, viene convinto a uccidere la mamma anche se è il suo cocco e quindi non vorrebbe farlo, è sempre stato coccolato perchè non si capiva nemmeno che sessualità avesse ed è stato anche deriso per questo. E’ divertente interpretarlo perchè vivi un’altalena di sensazioni, di sentimenti, di battute”.

Nel ruolo della mamma c’è Katia Ricciarelli, com’è lavorare con questa grande artista?

“Era la prima volta che faceva prosa. Per me è più facile insegnare ad un ragazzo alle prime armi, piuttosto che a una persona che ha già fatto vari progetti e ha un’esperienza forte alle spalle, per cui all’inizio l’ho lasciata fare. Lei si è divertita e ha capito il nostro modo di lavorare a teatro e ci ha seguito. L’ho vista trasformarsi da sola, senza chiedere nulla, guardando come reagivamo davanti alle battute e al divertimento. E si è divertita anche lei”.

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E’ uno spettacolo che fa riflettere anche sul rapporto tra figli e genitori, soprattutto quando questi ultimi diventano anziani…

“C’è questa riflessione parlando di madri e figli ma in realtà è molto cattiva, nel senso che in alcuni momenti dello spettacolo si percepisce quasi che sarebbe meglio non avere intorno a sè i genitori anziani perché ti rovinano la vita. Ovviamente non è così. Certo, spesso dicono di essere un problema, perché devono affrontare la vecchiaia, la malattia, ma nessuno di noi ha mai pensato di farli fuori. Magari di prendersi una vacanza ogni tanto… (sorride). In quest’opera i personaggi sono esagerati, un po’ sopra le righe, anche se dicono delle grandi verità. Il fratello maggiore ad esempio afferma che nessuno vorrebbe invecchiare perché significa mangiare la pappetta, essere impotenti, e che forse è quasi meglio abbandonare questo corpo quando si è ancora giovani anziché quando ormai si è in una fase di declino totale. Poi non è così perché conosco tante persone che anche a 90 anni hanno una vita meravigliosa, come mio padre o Sandra Milo, che è una grande artista con cui ho avuto l’onore di lavorare, e che ha una voglia di vivere e un entusiasmo di una ragazza di 20 anni”.

Come vede il futuro del teatro?

“Il teatro già stava navigando in acque malsane prima della pandemia e il covid gli ha dato una botta finale. Per fortuna noi siamo talmente duri che siamo riusciti a farlo riprendere un po’, solo che il pubblico è sempre meno e quindi ci sono pochi soldi per le produzioni. La gente va a teatro, ma cerca giustamente di risparmiare o sceglie un solo spettacolo anziché tre, va anche meno al cinema perchè ci sono le piattaforme. Per fortuna il teatro non potrà mai essere sostituito dalla tecnologia in quanto lo spettacolo dal vivo è tutta un’altra cosa. L’unica speranza è che i giovani della nuova generazione inizino ad interessarsi a quest’arte che rischia di essere rovinata”.

Lei è anche doppiatore, c’è un personaggio che le ha dato più soddisfazione doppiare?

“Io faccio poco doppiaggio rispetto ad esempio a mio fratello Pino, però ho dato voce a vari cartoni animati. Il personaggio che mi ha dato più soddisfazione doppiare è stato però Truman Capote in Infamous – Una pessima reputazione. Un film divertente ma anche duro, che passava dalla commedia al drammatico. Da tanti anni sono la voce italiana anche del Dott. Julius Hibbert de I Simpson, mi diverto tanto e non posso farne a meno”.

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Claudio Insegno con il suo cane Burt – credit Facebook Claudio Insegno

In quali progetti sarà prossimamente impegnato?

“Tornerò in scena con “Il vizietto”, che nel 2022 abbiamo portato anche all’EcoTeatro, insieme ad Eraldo Moretto, poi sarò al Teatro Gioiello di Torino con “Billy ti presento Sammy”, quindi a Roma, Milano e Torino con “Come ammazzare mio marito”, e a Napoli con “E che Dio ci aiuti” al Teatro Bracco, con attori napoletani come Salvatore Misticone, che sta avendo un successo enorme e di cui curo la regia. Degli altri tre spettacoli invece sono sia attore che regista, perchè per guadagnare bisogna fare tutto (scherza)”.

C’è un testo in particolare che le piacerebbe portare a teatro?

“Ce ne sono diversi. Mi piacerebbe tantissimo fare “Il favorito di Dio” di Neil Simon. Amo questo grande autore della commedia americana, ma è quasi impossibile produrre questo spettacolo perchè costa parecchio comprare i diritti e non troviamo mai una produzione giusta. E poi mi piacerebbe riportare in scena il musical Jersey Boys, che mi ha dato una carica artistica molto elevata e con il quale siamo andati in scena anche a Parigi”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Facebook Claudio Insegno

Grazie a Patrizia Milani

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