“BLACK OUT – VITE SOSPESE” – Video intervista con Aurora Ruffino: “Se si tocca il fondo quello è il punto zero da dove poter ripartire”

“La caratteristica di Lidia che più ho apprezzato è la capacità di rimettersi in piedi dopo aver toccato il fondo”. Aurora Ruffino è tra i protagonisti di “Black Out – Vite Sospese”, la serie girata ad alta quota, coprodotta da Rai Fiction ed Èliseo Entertainment, con la partecipazione di Viola Film, in collaborazione con Trentino Film Commission, diretta da Riccardo Donna, in onda su Rai 1 da lunedì 23 gennaio.

La giovane attrice, molto apprezzata da pubblico e critica, dà il volto a Lidia, un Appuntato dei Carabinieri di Vanoi, che ha scelto questo mestiere non per vocazione ma per ottenere l’approvazione del padre. Con la morte del maresciallo Piani, a seguito della slavina, rimane l’unico rappresentante delle forze dell’ordine nella valle. È per questo che si ritrova al centro di tutte le tensioni che seguono al mancato arrivo dei soccorsi. Lidia, però, sentendosi inadeguata al ruolo, affronterà una grave crisi professionale e personale, e sarà supportata da Karim (Mickaël Lumière), giovane barista dell’albergo e prezioso alleato.

Qui la nostra video intervista con Aurora Ruffino:

Aurora, in Black Out interpreti Lidia, un giovane Appuntato dei Carabinieri, che dovrà affrontare la perdita dell’uomo che ama, che è anche il padre del bambino che aspetta. Qual è la caratteristica di questo personaggio che più hai apprezzato?

“La caratteristica di Lidia che più ho apprezzato è la capacità di rimettersi in piedi dopo aver toccato il fondo. All’inizio è una donna inconsapevole di se stessa, poi nel corso delle puntate vive una crisi esistenziale, ma riesce a rialzarsi”.

Lidia dopo la caduta della slavina diventa l’unico rappresentante delle forze dell’ordine della valle e si sente inadeguata al ruolo e questo la porterà a vivere una crisi professionale e personale…  

“Il giorno della valanga riceve una notizia che la scombussola, poi succede la catastrofe, vive il lutto della persona che ama, rimane da sola, è l’unica rappresentante delle forze dell’ordine della valle e tutti cercano in lei delle soluzioni che non è in grado di dare. Queste pressioni esterne e interne la portano ad avere una crisi d’identità molto forte, si sente una nullità, non si riconosce e questo piano piano le fa scoprire chi è, cosa vuole e ad avere maggiore consapevolezza”.

Questa serie ci insegna che nel momento in cui si crede di aver perso tutto, si trova il coraggio per rialzarsi e continuare. Quanto è importante oggi lottare per i propri sogni e per ciò che conta davvero?

“E’ importante capire che quando si perde tutto e si pensa di aver toccato il fondo in realtà è un momento che può trasformarsi in occasione. Io sto vivendo una fase di trasformazione dove posso utilizzare questa crisi interiore per fiorire. Anche se si tocca il fondo quello è il punto zero da dove poi ripartire”.

di Francesca Monti

credit foto Bellucci

Grazie a Paola Papi – Èliseo entertainment

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