“BLACK OUT – VITE SOSPESE” – Video intervista con Caterina Shulha: “Irene ha un lato dark e uno buono, come tutti i personaggi della serie”

“Il mio personaggio da una parte è una donna molto forte, indipendente, anche grazie al mestiere che fa, dall’altra ha un’anima fragile dovuta al passato che nasconde“. Caterina Shulha è tra i protagonisti di “Black Out – Vite Sospese”, la nuova serie in onda su Rai 1 da lunedì 23 gennaio, diretta da Riccardo Donna e ambientata in un lussuoso albergo nel piccolo ed esclusivo polo sciistico nella Valle del Vanoi, in Trentino, coprodotta da Rai Fiction ed Èliseo Entertainment, con la partecipazione di Viola Film, in collaborazione con Trentino Film Commission.

L’eclettica attrice, che abbiamo visto recentemente al cinema nel film “The Land of Dreams”, interpreta Irene, una giovane infermiera dell’est Europa, nonché la nuova compagna di Marco (Marco Rossetti). È una donna decisa, intelligente e grazie alle sue conoscenze mediche si rivela un prezioso sostegno per Claudia (Rike Schmid) e per tutto il gruppo di sopravvissuti alla valanga. Tuttavia, nasconde anche lei un lato oscuro che, se rivelato, rischia di mandare a rotoli l’unica relazione che per lei conti davvero, quella con Marco.

Qui la nostra video intervista con Caterina Shulha:

Caterina, in “Black Out” interpreti Irene, una giovane infermiera dell’est Europa che è anche la nuova compagna di Marco. Qual è il tratto del tuo personaggio che ti ha colpito maggiormente?

“Irene ha una doppia faccia, quella oscura e quella più chiara, come tutti i personaggi della serie. Da una parte è una donna molto forte, indipendente, anche grazie al mestiere che fa, dall’altra ha un’anima fragile dovuta al passato che nasconde e che le farà pagare delle conseguenze nel presente”.

Che tipo di preparazione hai fatto per interpretare questo personaggio?

“E’ stato interessante interpretare questo doppio aspetto di Irene senza svelarlo subito. E’ un personaggio che quasi per tutte le puntate crediamo essere in qualche modo buono, innocente, ed è stato bello lavorare insieme al regista Riccardo Donna per mimetizzare il lato dark che mostrerà nel corso della storia”.

La valanga costringe i protagonisti della serie a fare i conti con se stessi e ad imparare ad essere una comunità. Quanto è importante per te fare squadra nella vita e sul lavoro?

“E’ importantissimo per far sì che sul set la squadra funzioni, come nel caso di questa serie che ha un cast ricco e variegato. Bisogna creare un’atmosfera di legami che possano essere percepiti come credibili dagli spettatori quando il prodotto arriva sul piccolo schermo. Grazie al regista che ci ha fatto sentire come se fossimo in vacanza, per quattro mesi in un albergo sperduto in mezzo alle nevi, siamo riusciti a lavorare nel migliore dei modi”.

di Francesca Monti

credit foto Bellucci

Grazie a Paola Papi – Èliseo entertainment

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