A Ossi di Seppia “I Serenissimi”, gli otto del campanile

E’ la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1997, quando un commando di otto uomini vestiti in tute mimetiche, armati di un mitra Beretta Mab 38 sbarca a Piazza San Marco, a Venezia, con un carro armato artigianale, portandosi dietro un’antenna televisiva, ma anche vino, acqua, biscotti, pane e salame. “I Serenissimi”, come si definiscono, vogliono restaurare la Serenissima Repubblica di Venezia e con un gesto eclatante, occupano la piazza e il campanile della Basilica,  finendo nelle aperture dei telegiornali e facendo parlare il mondo intero. Iniziano sette ore di tensione con la storica piazza assediata dalle forze dell’ordine. Poi, arrivano i gruppi speciali dei carabinieri e con un  blitz che dura pochi minuti li arrestano. Sono otto amici tra cui anche un elettrotecnico che da mesi disturbava le frequenze del Tg1 lanciando appelli alla rivolta. 
Nella ventitreesima puntata di Ossi di Seppia da martedì 14 marzo su RaiPlay e poi venerdì 17 marzo su Rai 3, lo scrittore veneto Gian Antonio Stella racconta l’incredibile assalto a Venezia da parte dei Serenissimi. “Un gruppo di quattro gatti… vanno al ponte di Venezia, lo passano, arrivano al Tronchetto e raggiungono il Battello. Nessuno, evidentemente, trova da ridire sul fatto che caricano anche questa specie di blindato che in realtà sembrava il blindato di Sturmtruppen. Era una cosa bizzarra! Pensavano di potersela cavare con un gesto eclatante di cui parlasse tutta l’Italia e il mondo intero, ma hanno sottovalutato l’aspetto militare.  Ci sono reati specifici commessi, molte violazioni. Tant’è vero che finiscono tutti a processo con condanne pesanti. Le autorità hanno fatto benissimo ad agire con grande fermezza!”

 “Ossi di Seppia”, prodotta da 42°Parallelo, è la prima serie “nonfiction” pensata per riconnettere i Millennials e la Generazione Z con il senso della memoria, attraverso un linguaggio vicino ai giovani. 

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