Immaginate di entrare in una sorta di città dei Balocchi, dove gli scenari, i luoghi, gli attori e le attrici che avete visto per anni in tv stanno realmente girando delle scene che andranno in onda nei mesi successivi, e di essere attraversati da una sensazione di meraviglia e di gioia. E’ quello che è accaduto quando abbiamo fatto visita al set di “Un Posto al Sole”, il daily drama Rai divenuto un vero e proprio fenomeno di costume, la cui prima puntata è andata in onda il 21 ottobre del 1996 e che quasi 2 milioni di spettatori seguono ogni sera su Rai 3.
Arrivati al Centro di Produzione Rai di Napoli, che ha da poco festeggiato sessanta anni, siamo stati accolti da Stefania Lupi, ufficio stampa della soap, e da Raffaella Lavorgna, assistente alla produzione, che ci hanno mostrato l’ufficio dove vengono effettuati i casting e raccontato come si svolge la realizzazione delle puntate, che vedono alternarsi a rotazione otto registi.
Abbiamo quindi incontrato uno degli storici protagonisti di “Un Posto al sole”, Peppe Zarbo che interpreta Franco Boschi: “Siamo arrivati a oltre 6000 puntate. E’ una produzione pazzesca. Fremantle è la parte creativa e la Rai è quella esecutiva che si occupa delle riprese, della fotografia, dell’audio, del missaggio, della post produzione e della messa in onda. All’inizio Franco Boschi era impersonato da Leonardo De Carmine, che però ebbe un problema e alla fine decise di andarsene. Io ero stato contattato dalla produzione di “Un Posto al sole” per un altro personaggio e il mio agente rispose che potevo fare solo i protagonisti. La casting di allora mi richiamò e mi propose il recasting di Franco. Ho fatto i provini a Roma e il produttore dell’epoca Ruggero Miti disse che andavo bene per quel ruolo ed era previsto che girassi per tre mesi. L’unico che conoscevo della serie era Germano Bellavia. L’ho chiamato ed è venuto l’indomani a prendermi alla stazione Centrale di Napoli, siamo andati a cena a Pozzuoli e vedevo che la gente faceva le foto con lui e che era molto conosciuto. Quando sono arrivato sul set avevo una pila di copioni e ho chiesto che un mio amico carissimo che ora fa il regista, potesse starmi accanto perchè dovevo capire la storia, non avendo seguito la soap in quanto impegnato a teatro. Franco ai tempi stava con Silvia, la tecnica di ripresa era diversa, all’epoca si girava con tre camere, quella centrale che faceva il totale e due laterali per gli stacchi sui primi piani. Sono stato tre mesi chiuso in albergo con i copioni, ho recuperato le scene passate del vecchio attore e girato quelle nuove. La mia interpretazione è piaciuta e la gente ha iniziato a fermarmi per strada”.

Sul set di Un Posto al sole con Peppe Zarbo
L’attore ha poi spiegato il segreto del successo della soap: “Non è il film di nessuno, è una staffetta produttiva e narrativa che passa da un protagonista all’altro. Siamo una squadra che gioca e poi c’è un attaccante che fa goal. All’inizio mi stava stretto Un Posto al sole in quanto avevo fatto film, teatro, oggi sono orgoglioso di farne parte perchè abbiamo scritto una pagina di storia della televisione italiana, accompagnato generazioni nella crescita e cerchiamo sempre di dare il massimo. Il successo di questa serie è legato a quello che tutti noi abbiamo messo come energia. Da soli non si va da nessuna parte, è necessario creare un’atmosfera di lavoro bella, di fiducia, serena. Poi Napoli è stata una rivelazione pazzesca in termini di scenografia naturale, perché dà la possibilità di raccontare le storie che vogliamo, dalla tradizione alla comicità con Marzio Honorato e Patrizio Rispo, al sociale essendo una città piena di paradossi e di contraddizioni, una fucina di storie. In questo momento della mia vita personale mi trovo ad essere uno spettatore come il pubblico di Un Posto al sole, non ho più l’esigenza di essere centrale nella serie, mi piace questo punto di vista di chi osserva il prodotto. Non è importante avere una battuta in più ma esserci”.
Abbiamo poi assistito alle riprese di alcune scene girate nel mitico Caffè Vulcano da Luisa Amatucci (Silvia), Vladimir Randazzo (Nunzio) e Francesco Vitiello (Diego), quindi abbiamo chiacchierato con Samuele Cavallo che interpreta lo chef Samuel Piccirillo: “Il mio personaggio mi ha fatto scoprire una parte creativa della cucina che mi diverte parecchio. Mi piace fare la pizza ma anche preparare per gli amici piatti più elaborati e i dolci. Quando mi hanno chiamato per il provino stavo facendo dei concerti e il mio agente mi ha mandato una mail in cui mi diceva che stavano cercando un attore per il ruolo di un cantante aiuto-cuoco, ironico e sciupafemmine. Leggendo le caratteristiche del personaggio pensavo fosse uno scherzo, perché anch’io nella vita oltre che un attore sono un cantante e poi all’inizio doveva chiamarsi Samuel Cavallo e non Piccirillo e Samuele Cavallo è il mio nome e cognome. Quindi ho telefonato al mio agente chiedendo spiegazioni e lui mi ha detto che non mi stava prendendo in giro e che era una casualità che il personaggio si chiamasse come me, così ho studiato le scene e dopo tre giorni sono andato a Napoli per il provino. E quando mi hanno comunicato di essere stato preso è stata una gioia immensa”.
Alcune immagini dal set di Un Posto al sole – credit FM
Prima di lasciare gli studi del Centro di Produzione Rai di Napoli abbiamo rivolto un ultimo sguardo alle fotografie presenti nei corridoi che ripercorrono la storia della soap, per poi tornare a casa portando nel cuore il ricordo di una giornata speciale.
di Francesca Monti
